Onu: tutti contribuiscano alla salvaguardia e all’utilizzo sostenibile degli oceani

Impegni volontari per l’Ocean Conference del 5 – 9 giugno e l’Sdg 14

[17 febbraio 2017]

ocean conference

Più di 3 miliardi di persone dipendono dalla biodiversità marina e costiera per i loro mezzi di sussistenza, però attualmente, circa il 30% delle riserve alieutiche mondiali sono sovrasfruttate. Gli oceani assorbono anche circa il 30% della CO2 prodotta dalle attività antropiche, ma l’acidificazione degli oceani è aumentata del 26% dall’inizio della rivoluzione industriale. L’inquinamento marino, provocato sempre di più da fonti terrestri, ha raggiunto livelli allarmanti, con una media di 13.000 frammenti di rifiuti plastici per Km2 di oceano. La cattiva gestione globale dei rifiuti ci ha portato a una situazione nella quale è’ come se ogni minuto venisse scaricato in mare un camion carico di pezzi di plastica non gestiti, non recuperati, non riciclati e riusati. Uno spreco di risorse insensato e che, insieme al cambiamento climatico e alla pesca insostenibile,  sta mettendo in pericolo l’ambiente marino.

Per questo l’Onu ha lanciato un online commitment registry online per raccogliere gli impegni volontari degli Stati membri, delle imprese, delle associazioni ambientaliste e delle organizzazioni della società civile, del sistema della stessa Onu e di altre organizzazioni internazionali «per l’attuazione del 14esimo Obiettivo dello sviluppo sostenibile (Sdg 14) che chiama alla conservazione e all’utilizzo sostenibile degli oceani, dei mari e delle risorse marine».

Il governo della Svezia, l’United Nations environment programme (Unep) e Peaceboat sono stati i primi ad iscriversi e a dare il loro contributo  questo registro dli impegni volontari  nel corso della riunione preparatoria della he Ocean Conference che si terrà da 5 al 9 giugno a New York.

L’Unep  farà una campagna per fermare l’inquinamento da plastica degli oceani.

Il governo svedese si è impegnato a estendere le sue aree marine protette per poter rispettare già nel 2017  l’Sdg 14. La  vice primo ministro della Svezia, Isabella Lovin ha detto che la Ocean Conference «Potrebbe essere una possibilità da una volta nella vita  di salvare gli oceani che sono sotto enorme stres. Non abbiamo bisogno di inventare o di negoziare qualcosa di nuovo, dobbiamo solo agire azione per attuare quello che abbiamo già concordato». La Lovin si riferisce alla ‘Call to Action’ della Conferenza che chiede di fermare la pesca illegale e l’inquinamento marino e affrontare le situazioni particolari che c vivono i piccoli Stati insulari.

Peaceboat  vuole lanciare “Ecoship Project”,  una nave che sarà varata nel 2010 e che punta ad essere il fiore all’occhiello dell’Sgd14: «55.000 tonnellate, 2.000 passeggeri, un progetto ispirato  alla natura  che combina misure di efficienza energetica radicali e l’utilizzo di energie rinnovabili ad un livello mai raggiunto prima nel trasporto marittimo – spiegano a  Peaceboat – Con zero emissioni di NOx e zolfo  e riduzione del 40% delle emissioni di CO2, Ecoship cerca di affrontare l’acidificazione degli oceani». Contro l’inquinamento marino, la nave sarà dotata di impianti a ciclo  chiuso per l’acqua e gli scarichi.

Proprio il rappresentate di una di queste piccole nazioni insulari,  il ministro della pesca delle isole Figi, Semi Koroilavesau, ha esortato i partecipanti alla conferenza a versare contributi volontari come si erano impegnati a fare con l’Accordo di Parigi sul clima e ha ricordato ai Paesi sviluppati che «Gli oceani sono di fondamentale importanza» per il suo Paese.

L’Onu evidenzia che «I loro impegni sottolineano gli sforzi miranti a proteggere l’ambiente marino, a fermare l’inquinamento marino e a lottare contro gli effetti dell’acidificazione degli oceani».

Il presidente dell’Assemblea generale dell’Onu, a Peter Thomson, ha detto che «Da oggi alla Ocean Conference di giugno, ci aspettiamo che vengano registrati centinaia di impegni volontari. Dovranno coprire tutti i target per l’attuazione dell’Sdg 14. Questi impegni volontari saranno al centro del Piano mondiale che punta ad invertire il ciclo del declino nel quale l’attività antropica ha portato l’oceano».

La Ocean Conference dovrebbe approvare anche una dichiarazione che servirà da “appello ad agire”  per sostenere l’attuazione dell’Sdg 14.

Il segretario generale della Ocean Conference e segretario generale aggiunto dell’Onu per  gli affari economici,  Wu Hongbo, è convinto che «E’ mobilitando tutti gli stakeholders, i governi e il sistema delle Nazioni Unite, i grandi gruppi e le altre parti interessate, che possiamo produrre  le azioni necessarie per conservare e proteggere i nostri oceani  e i nostri mari per le generazioni future. Il registro degli impegni volontari sarà uno strumento importante in questa impresa».