Oreo contro oranghi. Biscotti, olio di palma e deforestazione

Greenpeace: l’olio di palma per produrre gli Oreo distrugge l’habitat degli oranghi in Indonesia

[15 novembre 2018]

Una nuova analisi cartografica di Greenpeace International ha rivelato che «In soli due anni dei fornitori del gigante dell’alimentare Mondelez hanno distrutto circa 25,000 ettari di foreste che ospitano gli oranghi», Greenpeace per dimostrarlo ha pubblicato il rapporto “Dying for a cookie: how Mondelēz is feeding the climate and extinction crisis” e il 17 novembre i militanti di Greenpeace France si mobiliteranno in più di 25 città per denunciare il “gusto di deforestazione” dei biscotti Oreo e per sensibilizzare i consumatori sulla necessità di proteggere le foreste tropicali.

Mondelez, che produce gli Oreo, è ino dei più grandi acquirenti mondiali di olio di palma e lo utilizza anche negli ingredienti dei famosi biscotti. Greenpeace International ha scoperto che «Tra il 2015 e il 2017, 22 fornitori di olio di palma di Mondelez hanno distrutto più di 70.000 ettari di foreste tropicali in Indonesia: una superficie grande come 7 volte Parigi».

L’associazione ambientalista denuncia che «Questi fornitori sono anche accusati di far lavorare dei bambini, di sfruttare i loro lavoratori e lavoratrici, di provocare incendi forestali di accaparramento dei terreni».

Mondelez compra la maggior parte del suo olio di palma da Wilmar International, il più grande commerciante di olio di palma del mondo, che si approvvigiona sempre da produttori che Greenpeace indica come «responsabili della deforestazione».

Kiki Taufik, responsabile della campagna foreste di Greenpeace Indonesia,  accusa: «Mentre quasi 10 anni fa si era impegnata a rifornirsi unicamente di olio di palma che non contribuisca alla deforestazione, la multinazionale Mondelez commercia ancora con dei produttori che deforestano. L’olio di palma può essere prodotto xsenza distruggere le foreste e le specie che ci vivono, contrariamente a quel che continuano a fare i fornitori di Mondelez. Glu orangutan sono oggi sul bordo dell’estinzione: vengono sacrificati per dei biscotti».

Le piantagioni di olio di palma stanno spingendo verso l’estinzione numerose specie  e nel 2017 uno studio ha concluso che il nuomero degli oranghi nel Borneo si era dimezzato negli ultimi 16 anni.

Cécile Leuba, responsabile della campagna Forêts di Greenpeace France, ricorda che «Le foreste tropicali sono essenziali per il pianeta: distruggerle per dell’olio di palma aggrava la crisi climatica e contribuisce all’estinzione delle specie animali. Mondelez e le altre multinazionali agro-alimentari devono svegliarsi: devono cessare di trattare con Wilmar fino a che questo rivenditore non possa provare che il suo olio di palma non contribuisce alla deforestazione»,

Annisa Rahmawaiti, una giovane attivista forestale a Greenpeace Indonesia, aggiunge: «La deforestazione qui in Indonesia è allarmante. Gran parte di questo accade per far posto all’olio di palma, che viene poi utilizzato per produrre prodotti come biscotti, cioccolato e shampoo. Vederlo è triste e doloroso. Ma io e i miei compagni crediamo che ci sia ancora tempo per proteggere il nostro mondo naturale. Le foreste sono i polmoni del nostro pianeta, la nostra più grande difesa contro i cambiamenti climatici, e non mi fermerò fino a quando le nostre foreste pluviali non saranno più deforestate».

Intanto gli attivisti di Greenpeace Usa hanno consegnato un gigantesco biscotto al “sapore di distruzione della foresta” alla Mondelez, direttamente nel suo quartier generale globale vicino a Chicago, per dire alla multinazionale di «smettere di comprare olio di palma sporco dai distruttori della foresta pluviale».

La Rahmawaiti  conclude: «Mondelez promette di offrire ai consumatori  spuntini  fatti bene, ma non c’è niente di giusto null’olio di palma prodotto dall’uccisione degli oranghi e dal cambiamento climatico. Mondelez ha la responsabilità di proteggere le foreste pluviali. Deve mantenere la sua promessa e lasciare da parte Wilmar fino a quando non può provare che il suo olio di palma è pulito. E poi altri marchi potrebbero seguire il loro esempio. Non è solo Mondelez con il suo “Oreo famoso in tutto il mondo” che deve cambiare, ma l’intero settore. E non mi fermerò fino a quando ciò non accadrà.L’olio di palma può essere prodotto senza distruggere le foreste pluviali, minacciare la fauna selvatica e violare i diritti umani. Mia madre diceva sempre: ‘Non perdere la speranza. Se sei persistente, se sai quello che vuoi, tutto verrà da te”. E ci credo davvero. Quindi ripuliamo questa industria una volta per tutte».