Orso marsicano, per salvarlo occorrono interdisciplinarità e un modello ‘appenninico’

Sulla conservazione dell’orso appenninico, definito “il più minacciato mammifero italiano”

[2 gennaio 2018]

In un articolo apparso ieri sulla prestigiosa rivista “Natura e montagna”, Spartaco Gippoliti e Corradino Guacci della Società italiana per la storia della fauna “Giuseppe Altobello” (S.It.S.Fa.) offrono una analisi originale circa lo stato dell’arte della conservazione dell’orso appenninico, definito “il più minacciato mammifero italiano”.

I due autori sottolineano come sulla base delle ultimissime ricerche scientifiche, si evidenzi sempre più l’unicità morfologicadi Ursus arctos marsicanus anche se non se ne conosce ancora l’origine. Per questo essi mostrano grossa perplessità verso un documento che è stato prodotto dall’Ispra e dove, per la prima volta, si parla di possibile traslocazione di orsi sloveni nell’Appennino per ‘rinsanguare’ la locale popolazione ursina. Ma l’articolo non si limita a stigmatizzare il silenzio della comunità scientifica e del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise su questa prospettiva. Si ricorda anche che la proposta della Società di allestire almeno una banca genetica non è stata minimamente considerata dalle autorità preposte.

L’articolo affronta anche alcune questioni esplose durante la presente estate, come quella degli orsi che frequentano i piccoli centri urbani, criticando l’adozione di approcci mutuati all’estero in altre situazioni socio-ecologiche e con altri orsi. Infatti le azioni di dissuasione intraprese sottovalutano l’importanza della presente accettazione sociale dell’orso nella regione, e possono a lungo termine creare un contesto meno favorevole alla sua conservazione.

Pur non discutendo la centralità del contributo della ricerca zoologica e veterinaria alla conservazione della specie, Gippoliti e Guacci si chiedono se in Italia non ci siano etologi, genetisti di piccole popolazioni, sociologi e zoo biologi che non possano fornire un contributo di competenze ed idee per la salvaguardia di quello che è un patrimonio unico dell’Appennino e dell’Italia. Si chiede quindi alle autorità competenti di integrare il gruppo di lavoro esistente al fine di assicurare la dovuta interdisciplinarità necessaria per affrontare una situazione obiettivamente complessa. La Società italiana per la storia della fauna si impegna, da parte sua, a continuare ad assicurare il suo contributo di citizen science per la conservazione dell’endemico orso marsicano.

L’articolo Il mammifero italiano più minacciato: l’Orso marsicano. Un approccio interdisciplinare per la sua conservazione è disponibile qui: https://goo.gl/VFV1a7

di Società italiana per la storia della fauna “Giuseppe Altobello” (S.It.S.Fa.) per greenreport.it