Osservatorio Biodiversità: «Lo scandalo dei rappresentanti ministeriali nei Parchi nazionali»

Giudizi a volte ingenerosi su chi è stato nominato dai ministeri dell’ambiente e delle politiche agricole

[11 ottobre 2016]

osservatorio-biodiversita

La pagina Facebook dell’Osservatorio Biodiversità annuncia un’indagine sui  Consigli direttivi dei Parchi nazionali e denuncia, seppur con un discreto ritardo rispetto a quando sono avvenute le nomine, quello che definisce «Il vergognoso scandalo dei rappresentanti ministeriali!»

Osservatorio Biodiversità ricorda che «La legge 394/91 prevede che i Consiglieri, tranne quelli delle Comunità locali, siano “scelti tra persone particolarmente qualificate per le attività in materia di conservazione della natura”», ma sottolinea che «Grazie ad una assurda interpretazione anche i ministeri dell’ambiente e dell’agricoltura, “infilano” personaggi politici locali, totalmente incompetenti dentro agli organi che governano i nostri Parchi nazionali, trasformando i Consigli dei Parchi nazionali in orticelli locali di bassissimo profilo».

Dopo aver evidentemente spulciato i curricula dei Consiglieri pubblicati sui siti internet dagli Enti Parco, l’Osservatorio Biodiversità «denuncia questo vero e proprio abuso» e segnala quelli che sarebbero i casi più eclatanti:

«Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: Il ministero agricoltura  (Mipaaf) nomina Stefania Tudini, vice sindaco di Pescasseroli laureata in economia e commercio. Il ministero dell’ambiente (Mattm) nomina Luigi Carlo D’Orazio, altro laureato in Economia e Commercio. Entrambi non hanno alcuna competenza ambientale. Parco nazionale Arcipelago Toscano: Il Mipaaf nomina Nicola Verrillo, avvocato e politico di destra che ha come unica competenza ambientale la militanza in “Fare verde”. Il Mattm nomina Luigi Coppola, altro politico locale, operatore turistico dell’Elba, con nessuna competenza ambientale e studi non terminati in Giurisprudenza. Parco nazionale Foreste Casentinesi: il Mipaaf nomina Rossella Angiolini, avvocato senza alcuna competenza ambientale, trombata al Senato per Forza Italia e da ricollocare. Parco nazionale Appennino Lucano: il Mattm (Ministero ambiente, per chi non lo volesse ricordare!!!) nomina Gaetano Montemurro, ingegnere titolare di ditta di serramenti, politico locale, esperto cacciatore. Il Mipaaf nomina Giuseppe Votta, farmacista, politico locale, nessuna competenza ambientale (né in altro, a vedere dal curriculum….). Potremmo andare avanti su quasi tutti i Parchi (basta vedere nei siti dei Parchi sotto Amministrazione Trasparente)».

Quella dell’Osservatorio Biodiversità – che si autodefinisce «uno strumento per monitorare l’attività su biodiversità, aree protette e paesaggio» – sembra una denuncia a volte ingenerosa verso alcuni dei personaggi citati che spesso stanno svolgendo con impegno i loro mandato, ma soprattutto quando dice che «La gestione dei nostri parchi è in mano ad incompetenti assoluti con grave violazione della legge da parte degli stessi ministeri», visto che nei direttivi dei Parchi nazionali non mancano fortunatamente persone con grandi capacità ed esperienza e che non mancano nemmeno gli esempi di consiglieri che quando sono stati nominati erano “digiuni” di esperienze ambientali che poi si sono rivelati amministratori capaci, che hanno saputo dare anche validi contributi alle aree protette. Così come non è detto che un curriculum rifletta la conoscenza del territorio da amministrare da parte di un Consigliere di un Ente Parco.

L’Osservatorio (ri)solleva però un problema reale – sottolineato più volte anche da diverse associazioni ambientaliste – sulla politicizzazione delle nomine ministeriali nei Parchi nazionali. Per questo sarà  comunque interessante seguire la «campagna di denuncia su questo tema, come su altri» annunciata oggi su Facebook dall’Osservatorio Biodiversità e cosa eventualmente risponderanno i ministeri e gli interessati.