Cala il peso alla nascita e maturità sessuale ritardata per le femmine

Le otarie antartiche soffrono per Sam e gli impatti climatici sul Krill

[24 luglio 2014]

Nature pubblica lo studio “Climate change selects for heterozygosity in a declining fur seal population” nel quale due ricercatori,Jaume Forcada del British Antarctic Survey (Bsa) e Joseph Ivan Hoffman dell’università tedesca di  Bielefeld, sottolineano che «Il cambiamento ambientale globale dovrebbe alterare pressioni selettive in molti sistemi biologici, ma i dati molecolari a lungo termine e la life history necessari per quantificare i cambiamenti nella selezione sono rari. Un’insolita opportunità è garantita da tre decenni di dati su base individuale raccolti da una popolazione in declino di foche antartiche nell’Atlantico meridionale. Qui, il cambiamento climatico ha ridotto la disponibilità di prede ed ha causato un calo significativo del peso delle foche alla nascita. Tuttavia, l’età media e la dimensione delle femmine reclutate nella popolazione riproduttiva sono in aumento». I due ricercatori hanno dimostrato che «Queste femmine hanno un’eterozigosi (una misura della variazione genetica intra-individuale) significativamente superiore rispetto alle loro fratelli non reclutati  e alle loro madri». Un fenomeno che è aumentato dell’8% negli ultimi venti anni. «Tuttavia, si legge nello studio – dato che l’eterozigosi non è ereditaria madre-figlia, il sostanziale vantaggio eterozigote non è trasmesso da una generazione alla successiva e la redditività decrescente di individui omozigoti provoca la diminuzione della popolazione».

Forcada ed Hoffman dicono che «I nostri risultati forniscono prove convincenti che la selezione causata del cambiamento climatico si sta intensificando, con conseguenze di vasta portata per la demografia e la variazioni fenotipiche e genetiche».

Il  cambiamento climatico ha fortemente intaccato la principale fonte di cibo di foche ed otarie: il Krill e lo stress da cibo provocherebbe la diminuzione della massa corporea dei nuovi cuccioli e la maturità sessuale delle femmine in età più avanzata. Secondo i ricercatori è la prima volta che si vede una cosa simile tra i mammiferi.

Lo studio ha riguardato il remoto territorio britannico di oltremare della Georgia del Sud, nell’Atlantico meridionale che subisce l’influenza delle acque antartiche. In questo arcipelago il Bas ha una stazione di monitoraggio a lungo termine su Bird Island, dove ha monitorato il comportamento e la salute delle otarie da pelliccia fin dagli anni ‘80.

Nel rapporto il declino delle performance dei mammiferi marini viene direttamente associato alla sempre più inaffidabile presenza di krill nei siti abituali di foraggiamento. La cosa non riguarda solo foche e otarie: in Georgia deòl Sud negli anni cattivi, quando il krill scarseggia, tutti i predatori hanno uno scarso successo riproduttivo e le spiagge si riempiono di cuccioli di pinnipedi e pulcini di pinguino morti.

Il krill viene trasportato fino all’Arcipelago da molto più a sud,. portato dalle correnti che passano dalla Penisola Antartica e dall’Antartide occidentale. La presenza di krill dipende fortemente dai ghiacci marini, che questi piccoli crostacei utilizzano sia come protezione che come risorsa alimentare, visto che si cibano delle alghe che  crescono sotto le banchise. Ma in alcune aree dell’Antartide occidentale, a differenza del resto del Continente, il ghiaccio marino è n forte calo. Il team del Bas, confermando recenti ricerche delle quali greenreport.it ha già dato conto,  attribuisce il fenomeno al Southern Annular Mode (Sam), che nella sua fase positiva limita la formazione di ghiaccio marino perché rede il mare più tempestoso e porta temperature più elevate e piogge.

Forcada su Bbc News Science & Environment evidenzia che «Dagli anni ’90 è stato nella fase più positiva del record storico ed il dato è stato ora ricostruito andando indietro 1.000 anni con le carote di ghiaccio, e quello che sappiamo ora è che Sam è più positivo di quanto non lo sia mai stato. Quello che si deve sapere è che la disponibilità e la

E’ esaminando il Dna delle otarie che i ricercatori hanno scoperto che le madri hanno una maggiore diversità genetica di quello di 20 anni fa. Di solito una  maggiore eterozigosi  è una buona cosa perché consente a una popolazione di sopportare meglio  malattie e stress ambientali, ma il team ha constatato che questo aumento della diversità genetica non è visibile nei cuccioli che nascono ogni anno a Bird Island, quindi non si tratta di una risposta evolutiva.

«Stanno mostrando un processo di selezione che agisce principalmente attraverso la sopravvivenza delle giovani femmine, e quindi ad ogni generazione l’orologio viene resettato» spiegano ancora  Forcada e Hoffman.

Foche e otarie antartiche, dopo la feroce caccia che le aveva decimate a cavallo del XX secolo, sono ridiventate numerose ma non sono del tutto salve e la popolazione della Georgia del Sud rischia di crollare se il successo riproduttivo diminuisce e gli individui si disperdono alla ricerca di rifornimenti di krill più certi.