Padule di Fucecchio, Legambiente: «Gestione virtuosa del Centro a fronte di risorse limitate»

[12 gennaio 2016]

Padule di Fucecchio manifestazione

L’assessore Fratoni, al termine dell’assemblea del Centro di Ricerca e Documentazione del Padule di Fucecchio di sabato scorso, in conferenza stampa, ha dichiarato che la Regione ha destinato al Padule, nel corso degli anni, ben 5 milioni di euro. La notizia è stata riportata su varie testate, ieri, domenica 10 gennaio. Ci preme sottolineare, senza intento polemico alcuno, che a quella somma corrispondono due erogazioni “storiche” della Regione Toscana. La prima è stata destinata al sistema delle aree protette di ben 5 province della Toscana Settentrionale (ci stiamo riferendo al progetto Lungo le Rotte migratorie).

La seconda erogazione di 5 milioni di euro afferisce, invece, ai trasferimenti della Regione alla Provincia di Pistoia, poi girati al locale Consorzio di Bonifica per i lavori di mitigazione ambientale del progetto cosiddetto del Tubone (lavori peraltro non ancora partiti). In entrambi i casi, come si evince chiaramente, nulla che riguardi esclusivamente e direttamente l’attività di ricerca, studio e valorizzazione del Padule di Fucecchio né il Centro, che di queste funzioni fa la sua cifra statutaria.

Questa precisazione, in una congiuntura economica come quella che sta vivendo il Paese, ci pare quanto mai doverosa, sia per non ingenerare nei lettori la percezione che il Centro sia stato in passato una voragine di denaro pubblico, sia per fornire un quadro più preciso e veritiero del denaro investito sull’area.

Legambiente, in quanto parte della compagine sociale che storicamente ha sostanziato le attività del Centro RDP, tiene altresì a precisare quanto segue. In circa 15 anni (cioè nel periodo in cui la regione ha attivato i Piani Triennali per le aree protette) il Centro ha coordinato, in nome e per conto delle aree di pertinenza delle Province di Pistoia, Firenze, Pisa e Lucca il progetto Lungo le Rotte Migratorie.

Su questo progetto per le opere realizzate – dagli interventi di miglioramento ambientale alla produzione di materiali didattici e promozionali – sono stati destinati al Padule, complessivamente, circa 500 mila euro. Ma questo denaro è andato principalmente a beneficio di quegli enti che erano in grado di cofinanziare le opere, come ad esempio l’ex Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio.

Se è vero, com’è vero, che il Centro è stata forse l’unica “partecipata” in questi anni a non aver mai corrisposto un euro né al Presidente né tanto meno ai consiglieri; e a non avere elargito premi a dipendenti o a collaboratori, alla fine ci vogliamo concedere una considerazione politica, più generale. Che è poi anche una domanda e un appello al buonsenso e alla responsabilità. Di tutti. Amministratori locali, cittadini, associazioni.

La Toscana ha nel suo patrimonio naturalistico e culturale il suo principale giacimento di risorse. Di questo inestimabile patrimonio, il Padule di Fucecchio, area Ramsar e zona umida interna tra le più importanti d’Europa, è uno dei fiori all’occhiello più preziosi. Possibile che non si riesca a trovare una soluzione condivisa sul territorio, per dare continuità alle azioni di studio, tutela e promozione di un’area che potrebbe stabilmente rappresentare uno dei volani di rinascita economica della regione? Alla politica, a “questa” politica che dice di voler cambiare verso, fornirci delle risposte.

di Legambiente Valdinievole