Paesaggi storici e biodiversità, arriva il progetto per valorizzare i tesori toscani

Presentato BioUrbLand

[19 agosto 2013]

Tante suggestioni in un unico acronimo: BioRUrbLand è infatti il nome di un progetto presentato nell’ambito del programma LIFE 2013 che si pone l’obbiettivo di diffondere e incrementare la conoscenza riguardo alla perdita di biodiversità nei paesaggi storici rurali e urbani della Toscana. Attraverso Life 2013, cioè lo strumento finanziario di sostegno alla politica ambientale comunitaria creato con lo scopo di cofinanziare interventi di conservazione della natura e in altri settori ambientali, BioRUrbLand è promosso dalle Province di Grosseto e  Siena, dall’Associazione Nazionale Città del Vino, da Slow Food e dall’Università degli Studi di Siena.

Acronimo appunto di Biodiversità, Paesaggio Rurale e Urbano, al centro del progetto c’è innanzitutto un’iniziativa culturale, fondata sui valore e sui benefici derivanti dalla conservazione del paesaggio storico, dal recupero di varietà tradizionali e tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale e dal ripristino di habitat naturali.

L’assunto da cui parte BioRUrbLand, infatti, è che il tessuto paesistico della Toscana, e in particolare dei territori compresi fra le province di Grosseto e di Siena, ha mantenuto un elevato grado di biodiversità malgrado l’avvento dell’agricoltura meccanizzata che ha comportato la diffusione di agro-ecosistemi altamente produttivi rispetto alle richieste del mercato globale ma fragili dal punto di vista ecologico, ad alto impatto ambientale e con produzioni a scarsa valenza identitaria.

BioRUrbLand viaggia inoltre sulla scia avviata dall’intensa attività di ricerca dell’ultimo decennio condotta da Università, Associazioni e altri Enti sulla formazione del paesaggio agricolo e sulla biodiversità agraria toscana. «Le indagini condotte in precedenza hanno evidenziato come le complesse dinamiche della copertura vegetale nell’Italia centrale rendono il concetto di “naturale” riconducibile di volta in volta alla specifica storia di formazione del paesaggio che ha caratterizzato molti comparti della Toscana e come le aree agricole ad alto valore naturale possano costituire elementi di forte qualificazione ambientale grazie ai caratteri ecologici che conservano», spiega Andrea Ciacci, Direttore del Laboratorio di Etruscologia e Antichità Italiche, Dip.to di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena.

«La dissoluzione del mosaico paesistico – aggiunge Paolo Benvenuti, Direttore dell’Associazione Nazionale Città del Vino – incide anche nel rapporto città-campagna: le città stanno perdendo il ruolo di mercati locali e non detengono più il governo delle campagne circostanti. Fenomeni di inurbamento caotico sottraggono suolo alle campagne generando situazioni ibride che di rurale non conservano più niente. La riduzione delle aree a promiscuo con la loro ricchezza biologica, i saperi tradizionali, le architetture colturali, ha determinato una semplificazione della trama paesistica impoverendo il paesaggio, la diversità ecosistemica e la biodiversità».

«La Toscana – afferma Anna Maria Betti, Assessore all’agricoltura, alla caccia, alle aree protette e al turismo della Provincia di Siena – è una delle regioni che maggiormente ha conservato la propria identità agricolo-paesaggistica: ancora oggi, nel rapporto tra numero di abitanti e manodopera agricola, il comparto senese e quello grossetano risultano quelli a più alta densità di agricoltori, indice di una persistenza alla vocazione rurale dell’area. La difesa, la promozione e valorizzazione di un territorio, in termini anche di ricaduta economica e di marketing territoriale, passa attraverso la comprensione della complessità delle matrici storiche che hanno prodotto specifiche vocazioni produttive».

Nelle trame del progetto trova spazio anche una collaborazione con le scienze della percezione e dell’informazione: le “Trame della Biodiversità” sono infatti una serie di percorsi tematici all’interno di quattro ecosistemi individuati (viticolo, olivicolo, cerealicolo, fruttifero) presentati attraverso le tecnologie della realtà aumentata.

«La realizzazione di un’applicazione multipiattaforma di supporto alla visita delle “Trame della Biodiversità”, basata sul paradigma della realtà aumentata – spiega Giuliano Benelli, Professore ordinario Telecomunicazioni, Dip.to di Ingegneria dell’Informazione e Scienze matematiche dell’Università di Siena – permetterà di fornire le informazioni riguardanti la problematica ambientale affrontata e di guidare il visitatore alla scoperta del territorio indagato dal Progetto. L’applicazione consentendo di navigare all’interno dei “Percorsi Virtuali della Biodiversità”, fornirà una modalità innovativa di visita. Grazie a un sistema che integrerà geo-localizzazione e user-profiling, l’applicazione fornirà al visitatore un itinerario dinamico di visita basato sugli interessi dello specifico utente e sulla sua posizione all’interno dell’area del progetto. I percorsi proposti, quindi, non saranno mai gli stessi, ma varieranno per ogni singolo utente, anche a diversi istanti temporali».

Il costo complessivo della proposta progettuale di BioRUrbLand è di 2.058.135 euro. La durata è di 4 anni e l’inizio, in caso di finanziamento, è previsto nel settembre 2014.