Palmira, la guerra minaccia anche gli ultimi ibis eremita orientali

La conquista della Stato Islamico provocherà l’estinzione definitiva degli Ibis?

[25 maggio 2015]

bis eremita

A causa della conquista della siriana di Palmira da parte dello Stato Islamico/Daesh, un rarissimo uccello,  l’ibis eremita orientale (Geronticus eremita), potrebbe estinguersi definitivamente in natura.

Nel 20002 l’ultima piccola colonia riproduttiva di ibis eremita orientale – che aveva un areale che si estendeva dall’Africa Orientale, all’Arabia al Medio Oriente – era stata trovata nei dintorni di Palmira da  Gianluca Serra, un biologo italiano che a Palmira ha vissuto e lavorato per 10 anni, contribuendo in maniera determinante a permettere che agli ibis siriani restasse un’ultima speranza di sopravvivere in natura e che  ha descritto in diretta quella che definisce «L’estinzione di un’altra specie animale del pianeta». Ora  Serra  guarda con grande preoccupazione a quanto sta accadendo a Palmira e scrive sulla sua pagina Facebook che nella città siriana conquistata da califfato nero, ha «incontrato meravigliosi amici e fratelli e trovato tesori naturalistici indimenticabili».

Ma la BBC oggi ha dato notizia che la scossa settimana  3 ibis eremita orientali tenuti in cattività sono stati abbandonati dai loro custodi che sono fuggiti di fronte ai combattimenti tra le milizie dello Stato Islamico/Daesh e l’esercito siriano e che «Il loro destino è sconosciuto. Le autorità  hanno offerto una ricompensa di 1.000 dollari (646 sterline) per informazioni circa il luogo in cui si trova un quarto uccello».

Secondo la Société pour la Protection de la Nature du Liban (Spnl) bisogna assolutamente trovare “zenobia”, la femmina mancante, perché è l’unico Geronticus eremita rimasto a conoscere le rotte migratori verso l’Etiopia e senza di lei gli altri 3 ibis eremita orientali (forse) rimasti, non potrebbero essere rilasciati per andare svernare in Africa «Poi la specie potrebbe estinguersi in natura in Siria – ha detto alla BBC Asaad Serhal l’ornitologo che guida la Spnl –  La cultura e la natura procedono mano nella mano, e la guerra finisce, ma nessuno può riportare indietro una specie dall’estinzione».

Come spiega il corrispondente della BBC da Beirut, Jim Muir «Si pensava che la  si fosse estinta nella regione  fino a che, più di 10 anni fa, sono stati trovati sette uccelli che nidificavano vicino a Palmira. Ma nonostante siano protetti, il loro numero è diminuito a soli quattro uccelli selvatici. Quest’anno solo Zenobia ha fatto ritorno al sito. Altri tre volatili erano tenuti in cattività nelle vicinanze, ma non è chiaro se sono ancora al sicuro».

Secondo la Lista Rossa dell’IUCN, «Questa specie ha subito un declino a lungo termine e ora ha una popolazione estremamente piccola, con oltre il 95% degli uccelli davvero  selvatici concentrati in una sottopopolazione in Marocco, dove i numeri sono attualmente in aumento grazie ad azioni di gestione ed al conseguente miglioramento del successo riproduttivo. Tuttavia, questo miglioramento nel suo status in Marocco è molto recente e non ha ancora portato ad un aumento del numero di colonie. In Siria la sua popolazione sembra essere diminuita drasticamente negli ultimi 30 anni».

L’areale storico del Geronticus eremita  si estendeva probabilmente in tutto il Nord Africa e nel Medio Oriente, arrivando fino all’Europa. Però, dall’inizio del XX  secolo,  per questa specie si conoscono solo due popolazioni disgiunte: una occidentale in Marocco e una orientale in Turchia e la Siria . Nel 1995 la popolazione marocchina, che vive all’interno del Parco Nazionale del Souss-Massa e nei dintorni della vicina Tamri, era stimata in 300 individui e secondo  Seo/BirdLife Marocco nel  2013  «La popolazione in Marocco era stabile e la riproduttività è buona», con 148 giovani involati e 443 individui.

Invece la situazione degli ibis eremita orientali è tragica, dopo che si credeva fossero estinti, Serra ed il suo team  nel 2003 comunicarono di aver trovato gli ultimi 7 individui, ma anche la Red List Iucn  scrive che  questa popolazione riscoperta sembra essere già scomparsa «Con un solo individuo tornato alla colonia nel 2013 (C. Bowden in litt. 2013). Essendo migratori, la popolazione siriana ha un comportamento distinto da quella marocchina, con la quale si pensa che si sia separata da tempo. Nel corso delle sei stagioni riproduttive dopo la riscoperta (2002-2007), tre e poi due coppie si erano riprodotte bene e un totale di 24 pulcini involati aveva lasciato con successo la zona di riproduzione (Serra et al . 2009) .Tra il 2004 e il 2007, cinque ibis immaturi sono stati restituiti alla colonia (Serra et al . 2009). Nel 2008, l’allevamento non è riuscito con quattro pulcini che sono morti, probabilmente a causa di predazione da parte del corvo collorosso  Corvus  ruficollis (Hirschfeld 2008). Le cause del fallimento dell’allevamento nel 2009 sono incerte, ma i disturbi intraspecifici  e le scarse precipitazioni primaverili  sono fattori possibili (Murdoch 2010). Nel 2011  si sono accoppiati solo due giovani,   ma la stessa coppia non è riuscita a riprodursi nel 2012. Le ricerche di altre colonie nelle steppe siriane  da parte di Serra e dei suoi colleghi si sono rivelate infruttuose. Gli ultimi ibis superstiti che erano stati seguiti con un tag satellitare erano migrati attraverso la Giordania e l’Arabia Saudita, poi 6 ibis si erano fermati per tre settimane nello Yemen ed avevano svernato in Etiopia,

L’ultima speranza per gli ibis orientali sembra la popolazione “semibrada” di Birecik, in Turchia (91 individui nel 2006). Tre di questi uccelli erano riusciti a fuggire nel 2009 ed avevano raggiunto anche  il sito Palmira, ma poi sono stati trovati morti in Giordana . Nel 2013 sei individui sono stati selezionati per essere rimessi in libertà  e almeno cinque di questi sono emigrati a sud fermandosi molto vicino a Palmira.

Popolazioni di  ibis eremita “occidentali” in cattività ci sono anche  Austria, dove si è messa in piedi una migrazione “assistita” verso Orbetello, in Italia, con un obiettivo a lungo termine per ristabilire la specie in alcune parti della suo precedente areale . In Spagna Circa 30  Geronticus eremita sono stati rilasciati nell’area di  La Janda, , e nel 2008 una coppia ha deposto due uova, forse la prima riproduzione delle specie in natura in Spagna negli ultimi 500 anni.