Pangolini a “rischio enorme”: drammatico aumento della caccia in tutta l’Africa centrale

La vera minaccia che affronta il mammifero più illegalmente venduto nel mondo

[21 luglio 2017]

Dal 1970 al 2014, nelle foreste dell’Africa centrale la caccia ai pangolini, è aumentata del 150%. Sono le preoccupanti cifre contenute nel nuovo studio “Assessing Africa-Wide Pangolin Exploitation by Scaling Local Data”, il primo del  suo genere, appena pubblicato su Conservation Letters  da un team di ricerca internazionale guidato da università di Sussex e Wildlife Conservation Society (Wcs).

Lo studio mostra il vero livello dello sfruttamento dei pangolin in tutto il continente africano e denuncia che «tra gli 0.4 e i 2.7 milioni di pangolini vengono catturati annualmente dalle foreste di Camerun, Repubblica Centrafricana, Guinea Equatoriale, Gabon, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo».

La stima proviene dalle ricerche effettuate dal team in 113 siti in 14 Paesi africani per stimare la cattura annuale totale di pangolini. Cosa ancora più preoccupante è che il nuovo studio rivela che i pangolini sono ormai più ricercati dell’avorio di elefante: «La percentuale del numero totale di vertebrati uccisi rappresentati dai pangolini è aumentata di 50 volte negli ultimi quarant’anni», dicono alla Wcs.

I pangolini, i mammiferi più illegalmente venduti nel mondo, vengono cacciati e scambiati per la carne e per farne prodotti della medicina tradizionale in tutto il loro areale africano, e prove recenti hanno dimostrato che c’è un crescente commercio illegale di pangolini africani in alcuni Paesi dell’Asia .

I ricercatori dicono che «Il prezzo dei pangolini è aumentato nei mercati urbani sin dagli anni ’90, con un aumento del prezzo di 5,8 volte rispetto al prezzo richiesto per il pangolino gigante, ricercato nonostante sia protetto».

Per questo il team di ricercatori invita tutti i governi africani a far rispettare davvero i divieti internazionali di commerciare  carne o parti di pangolini e a intraprendere programmi di istruzione e di sensibilizzazione e a monitorare le popolazioni di pangolini.

Il principale autore dello studio, il britannico Daniel Ingram, dell’università di Sussex, ha evidenziato che «Il nostro nuovo studio dimostra che i pangolini africani sono a rischio. Ora abbiamo l’opportunità di assicurarci che queste specie non subiscano  i gravi declini dei pangolini asiatici. Se non agiamo ora per comprendere e proteggere meglio questi animali carismatici, in futuro potremmo perderli».

Una delle autrici dello studio, Fiona Maisels della Wcs, sottolinea che «I pangolini sono estremamente difficili da vedere, per non parlare del loro monitoraggio. Sono notturni. Durante il giorno stanno sottoterra o in alto negli alberi, non emettono richiami, non fanno nidi notevoli e non ci forniscono facilmente tracce riconoscibili, a differenza delle altre specie di fauna selvatica che controlliamo. Ad oggi, non possiamo valutare quanti ne esistono ancora nelle foreste dell’Africa centrale. Quello che sappiamo è che ben 2.7 milioni di animali provenienti da tre specie dell’Africa centrale (e una dell’Africa del sud) vengono catturate ogni anno. Dobbiamo scoprire rapidamente come tenere sotto controllo queste specie e proibire il loro commercio internazionale se vogliamo proteggere queste specie in pericolo»”.

Ingram aggiunge: «Rispetto ad altre specie, si conosce relativamente sui pangolini africani, hanno ottenuto l’attenzione internazionale solo negli ultimi anni. Con l’aumento della caccia, è fondamentale studiare come questa si abbini al commercio illegale della fauna selvatica. L’impegno dei governi e delle comunità locali sarà fondamentale per la conservazione dei pangolini africani».

Jörn Scharlemann, dell’università di Sussex, conclude: «L’eccesso di sfruttamento è una delle principali pressioni che portano la fauna selvatica, come i pangolini, più vicina all’estinzione, ma i dati per valutare le pressioni alla base dei declini delle specie sono scarse. La raccolta di dati dagli studi locali raccolti da centinaia di ricercatori ci permette di fornire informazioni vitali sullo sfruttamento regionale dei pangolini africani in un momento critico per la sopravvivenza di queste specie. Riunire questi singoli studi ci permette di vedere un quadro più ampio che ci possa aiutare a informare la politica della conservazione e fornire le prove necessarie ai governi di tutto il mondo necessarie per incrementare l’azione».