Pantelleria, già 40mila le firme per allontanare le trivelle e istituire un’area protetta

[29 ottobre 2013]

Sono 38.777 le firme  raccolte dal Wwf e consegnate al sindaco di Pantelleria per la campagna Sicilia: il petrolio mi sta Stretto” lanciata per fermare la costruzione di piattaforme petrolifere nel Canale di Sicilia e chiedere l’istituzione di un’area protetta a Pantelleria.

«E’ stato un onore e un enorme piacere consegnare al sindaco di Pantelleria le firme di così tanti italiani, siciliani, panteschi, che chiedono di difendere l’isola dal petrolio attraverso l’istituzione di una nuova area protetta – ha dichiarato Marco Costantini, responsabile Mare del Wwf Italia- Quasi 39.000 persone vogliono che Pantelleria sia tutelata, 39.000 futuri fruitori che visiteranno l’area sentendola un po’ “loro”. Ora tocca alle istituzioni decidere se realizzare questa volontà popolare e garantire un mare incontaminato e in salute per tutti i tonni, le tartarughe marine, le balenottere, gli uccelli migratori, ma anche i pescatori, i velisti, i turisti, le economie e le tradizioni mediterranee che di quel mare non possono proprio fare a meno». In effetti sta ora alle istituzioni decidere se e come impegnarsi per realizzare una volontà espressa da migliaia di italiani,  tra cui molti residenti nell’isola, che hanno capito come un’area protetta può aiutarli a difendere il loro mare, la loro isola, le loro culture ed economie, e ora la chiedono con forza.

«La grande raccolta firme, che ha coinvolto tutta l’Italia, rappresenta un segnale rilevante e come amministratori non possiamo restare indifferenti – ha detto il sindaco di Pantelleria, Salvatore Gino Gabriele, – Ringrazio il Wwf per questa campagna che continua ad essere occasione per parlare di Pantelleria a livello nazionale e mondiale. Ora dobbiamo capire il percorso da fare per agire da contraltare alla minaccia delle trivelle». Il Wwf fa presente che all’inizio l’area protetta era temuta, vista come un divieto che possa togliere la libertà. Ma invece un’area protetta è una grande opportunità per un’economia basata sul mare e la natura, e nel caso specifico renderebbe l’isola più forte contro qualsiasi minaccia, compresa quella di nuove piattaforme petrolifere lungo la costa che rovinerebbero per sempre un mare straordinariamente prezioso.

«Sull’isola l’hanno capito, e nei mesi della campagna è stato avviato un processo di pianificazione per la sua tutela, che vuole mettere allo stesso tavolo pescatori, promozione turistica, cittadini, e amministratori locali», hanno concluso dal Wwf.