Parchi e petrolio: arriva in Italia Virunga, il documentario shock 

[29 maggio 2014]

Dopo il prestigioso Tribeca Film festival di New York, arriva anche in Italia il film/documentario ‘shock’ Virunga girato nell’omonimo Parco Nazionale africano considerato Patrimonio dell’Unesco e minacciato da perforazioni petrolifere.  Lo scenario stavolta è il Festival CinemAmbiente di Torino, la Rassegna che dal 1998 presenta i migliori film ambientali  internazionali dove Virunga sarà il film di apertura nella serata del 31 maggio. In quell’occasione, accanto al regista del film, Orlando Von Einsiedel, ci sarà anche Isabella Pratesi, direttore Conservazione Internazionale del WWF Italia: anche quest’anno il WWF è lieto di affiancare CinemAmbiente consapevole che  la ‘settima arte’ sia uno strumento formidabile per diffondere nel grande pubblico la conoscenza dei temi ambientali, in particolare, la difesa della biodiversità.

Il film/documentario racconta la storia dei ranger e del direttore del Parco, l’ambientalista belga Emmanuel de Merode, ferito poche settimane fa durante un agguato nel cuore del Parco, tutti  uniti per difendere quell’area dagli interessi degli speculatori, in uno scenario di conflitti e di instabilità politica.  In questi giorni il WWF sta rilanciando la petizione firmata da oltre 700mila persone da tutto il mondo e rivolto alla compagnia petrolifera britannica SOCO International PLC, che, nonostante gli appelli dell’Unesco, della Comunità Europea e l’opposizione del governo britannico,  persiste nel  proseguire le esplorazioni petrolifere in un luogo così simbolico e delicato.

Il prossimo 10 giugno il roadshow europeo del film proseguirà a Londra: in quell’occasione il WWF ha previsto un evento pubblico che rilancerà la Petizione contro la SOCO.

«Nonostante l’opposizione della società civile la compagnia petrolifera britannica SOCO continua ad operare – ha dichiarato Isabella Pratesi – Lo sfruttamento del petrolio nel parco sta continuando con test sismici nel lago Edward mettendo a rischio il benessere di 50.000 famiglie che dipendono dal lago per lavoro, cibo e acqua potabile. I pescatori hanno denunciato al WWF che gli viene impedita l’attività di pesca durante i test sismici e che temono seriamente che le perforazioni possano portare alla contaminazione delle acque. Per questo motivo il documentario Virunga che aprirà il festival CinemAmbiente  ci è particolarmente caro : la lotta per la biodiversità in questa storia diventa un ‘vero e proprio’ racconto epico dei nostri giorni ma fortemente aderente alla realtà, dove gli eroi sono le guardie del Parco che combattono quotidianamente contro tutti coloro che vogliono distruggere un habitat delicatissimo per accaparrarsi le tante risorse naturali tra cui il petrolio.  Siamo certi che queste immagini lasceranno il segno e contribuiranno ad aumentare la coscienza collettiva verso uno dei patrimoni dell’umanità, coinvolgendoci nella sfida di coloro che lo difendono anche a costo della propria vita».

Nel documentario sono contenute tutte le accuse che da anni il WWF denuncia alla comunità internazionale, denunce che hanno provocato minacce di morte ad alcuni impiegati del WWF in loco, con telefonate anonime ricevute presso l’ufficio di Goma, nella Repubblica Democratica del Congo. In una telefonata una persona non identificata, riferendosi alla dichiarazione pubblica di un dipendente circa gli impatti negativi del petrolio nel Parco avrebbe detto “Vogliamo la sua testa”. Le autorità stanno investigando per individuare i responsabili. Altri attivisti della società civile hanno raccontato al WWF che anche loro hanno ricevuto diverse telefonate minacciose, sms e messaggi scritti.  Nelle telefonate di minaccia giunte al  WWF hanno detto «abbiamo mancato de Merode ma non mancheremo voi».

Il film/documentario Virunga è stato presentatolo scorso aprile al Tribeca Film Festival di New York, la prestigiosa rassegna voluta da Robert de Niro a seguito dell’attacco del 2001 alle Torri Gemelle e che si sta svolgendo in questi giorni a Manhattan (16-27 aprile). Il ParcoVirunga, creato nel 1925, è il più antico parco africano ed è anche patrimonio dell’UNESCO. Specie rarissime e preziose, come l’okapi o il gorilla di montagna, ancora vivono in quest’area, nonostante siano trascorsi 20 anni di conflitti tra le popolazioni. I 200 esemplari degli 800 Gorilla di montagna ancora superstiti in tutta l’Africa vivono nel Virunga. Il pesante inquinamento provocato dalle attività petrolifere distruggerebbe questo habitat fragile e contaminerebbe l’aria, l’acqua e il suolo. Fino ad oggi il WWF è riuscito a fermare alcune attività petrolifere nell’area, come per la TOTAL.

di WWF Italia