Parchi regionali della Toscana, via libera in Commissione alla legge di riordino

Lucia Venturi: «E' una buona notizia». FI si astiene per le aree contigue

[20 febbraio 2015]

La commissione Ambiente del Consiglio regionale della Toscana, con i voti favorevoli di  Pd, Tcr e Ncd , ha approvato la proposta di legge per il riordino dei Parchi regionali della Toscana. Forza Italia si è astenuta.  La proposta passa ora all’esame del Consiglio regionale. La Commissione presieduta da Gianfranco Venturi (Pd) ha accolto anche alcuni emendamenti , di natura sia tecnica che politica – l’ultimo dei quali presentato dal consigliere piombinese del Pd Matteo Tortolini che punta a mantenere agli enti locali la possibilità di proporre alla Regione la trasformazione o meno di aree in riserva naturale- ed ora passa all’esame del Consiglio regionale.

In una nota la Regione sottolinea che «la legge di riordino punta ad organizzare in un unico corpo normativo integrato, organico e di agevole consultazione, le singole discipline che hanno come fine la tutela dei beni naturali, sino ad oggi distinte in corpi normativi diversi, prevedendo disposizioni e procedure di tipo comune. Il sistema regionale esistente vede infatti un complesso ed articolato insieme di competenze attribuite alla Regione, agli Enti Parco, alle Province ed ai Comuni secondo un principio di adeguatezza, di efficacia ed efficienza del processo e degli atti di programmazione, di pianificazione e di gestione tecnico/amministrativa in materia di aree naturali protette regionali e sub regionali e per la tutela della biodiversità. Anche sulla base delle criticità rilevate, la proposta di legge tende a superare la mancanza di una disciplina coordinata, capace di promuovere e indirizzare verso una gestione integrata e di sistema.

Altro contenuto fondamentale della proposta di legge riguarda la governance dei Parchi chiamati ad una maggiore responsabilità di gestione con l’introduzione di forme di flessibilità e di autonomia della spesa».

Positivo il giudizio di Lucia Venturi,  presidente del Parco regionale della Maremma e Coordinatrice regionale Federparchi: «E’ una buona notizia che la proposta di legge sul riordino delle norme regionali che riguardano i parchi e in generale il patrimonio naturalistico della Regione Toscana sia stata approvata in Commissione Ambiente. L’auspicio è che posa chiudersi l’iter prima della fine legislatura, perché il testo approvato contiene strumenti utili per un rilancio del sistema delle aree naturali protette, nel rispetto delle loro peculiari finalità di tutela, conservazione e valorizzazione e della biodiversità».

Invece il capogruppo di Forza Italia,  Giovanni Santini, e il suo collega Nicola Nascosti, hanno così motivato l’astensione dei berlusconiani: «Con forte rammarico dobbiamo constatare la non corrispondenza tra la mozione presentata dal Gruppo regionale di Forza Italia, che è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, rispetto al testo di legge licenziato dalla VI Commissione, in particolare per quanto concerne le aree contigue».

Forza Italia sottolinea che «con la nostra mozione volevamo ridefinire i confini delle aree contigue alle aree naturali, volevamo cioè liberare molti territori che oggi si trovano ad essere soggetti a vincoli burocratici ed urbanistici che non hanno nessuna ragione d’essere. Invece la sinistra continua a voler ingessare,  secondo un’ideologia ambientalista priva di buon senso, tutte le aree contigue alle aree naturali protette, senza distinzione alcuna. La nostra proposta era strutturata su due punti liberare da vincoli urbanistici tutte le aree che seppur limitrofe alle aree protette non hanno nessun tipo di carattere ambientale significativo tanto da essere tutelato; applicare la normativa nazionale, che già prevede e regola le aree contigue alle aree protette, senza che una legge regionale prevedesse ulteriori vincoli burocratici oltre che urbanistici.

La Regione Toscana è la prima della classe quando si tratta di approvare provvedimenti che contrastano lo sviluppo, l’edilizia e l’economia. L’impronta ideologica presente nel Piano del Paesaggio, nella legge urbanistica 65/2014, ha finito anche per caratterizzare la legge di riforma delle aree protette prevedendo limiti inconcepibili, lontanissimi dal buon senso. Risultato: ulteriori vincoli, burocrazia, costi, e soprattutto forti penalità per tutti coloro che hanno delle attività oppure delle abitazioni in zone limitrofe alle aree naturali (in alcuni casi ci sono restrizioni anche sul colore delle cucce per cani o sul tipo di reti di recinzioni o sul tipo di alberi da piantare nel proprio giardino). Delle due l’una se sono aree di pregio, allora siano inserite all’interno delle aree protette; se non lo sono, siano soggette come tutte le aree di non pregio alla regolamentazione urbanistica comunale. La sinistra si dimostra ancora una volta lontana dai problemi dei cittadini, troppo occupata a licenziare provvedimenti regionali ispirati soltanto alla più nefasta ideologia ambientalista».

La confusione sulle tematiche ambientali sembra davvero grande sotto il cielo di Forza Italia.