Parchi, Valentini (Anci): «No a recinti di conservazione, sì a sviluppo sostenibile dei territori»

Il Sindaco di Siena: «Una componente elitaria e di nicchia, che continua a voler vedere i parchi come degli zoo o delle caserme ovvero zone chiuse extraterritoriali»

[30 marzo 2017]

I sindaci sono abituati alle responsabilità, ed anche ad essere al centro delle polemiche: “sceriffi” quando si impegnano sul tema della sicurezza nelle città, oppure sindaci “sbirri”, insieme a don Ciotti, perché vogliono difendere la legalità. Nella discussione aperta sulla riforma della legge sui Parchi stavolta, secondo taluni ambientalisti, i sindaci sarebbero pronti a svendere il territorio.

L’enfasi usata per aumentare la visibilità sul tema ci sembra pericolosa; senza credibilità delle istituzioni non si va da nessuna parte. Al di là delle opinioni personali, la verità è che nessun sindaco può essere nominato presidente di un Parco e nessun sindaco sbava per avere questa ulteriore, gravosa responsabilità.

La carica di presidente di un parco è  incompatibile con qualsiasi incarico elettivo.

Il presidente di un parco è nominato dal Ministro dell’Ambiente, e così deve restare.

Il presidente del parco inoltre nomina il direttore, con le medesime modalità vigenti.

Nella nomina del Consiglio direttivo del Parco, i sindaci sono due su otto (in realtà posso essere sindaci tutti e 4 i consiglieri di nomina della Comunità del Parco, ndr), mentre i Comuni interessati ad un parco sono molti di più, talvolta arrivano a venti.

La metà dei membri del Consiglio direttivo, fin dal 2013 è nominata dalla Comunità del Parco, cioè da chi il parco lo vive; e in questi anni la presenza dei rappresentanti delle comunità locali è stata un elemento positivo e propulsivo.

Chi altri se non il sindaco, referente della popolazione residente nella Comunità del Parco, è in grado di  conoscere e valorizzare il territorio amministrato, nell’ambito di un sistema normativo che deve garantire interessi superiori e generali, legati alla salvaguardia dell’Ambiente?

La cultura e la sensibilità ambientali sono progredite ed attecchite in questi anni. Purtroppo è rimasta una componente elitaria e di nicchia, che continua a voler vedere i parchi come degli zoo o delle caserme ovvero zone chiuse extraterritoriali, scollegate dai territori di cui fanno parte e dalle comunità che le vivono.

In realtà in questi anni i parchi che sono diventati i modelli di sviluppo del territorio, le realtà che con esso hanno più forte il rapporto di scambio e connessione.

di Bruno Valentini, sindaco di Siena e delegato Ambiente dell’Anci