Sammuri (Federparchi): «Forse l’ultima chiamata per un percorso pienamente unitario»

Parchi, via libera del Senato alla procedura d’urgenza per la modifica della legge

Gennai (Aidap): «Tutti al lavoro per migliorare la proposta di revisione della Legge»

[12 settembre 2013]

Il Senato ieri ha dato il via libera alla procedura d’urgenza per l’esame del disegno di legge di modifica della legge sui parchi, la 394/91, presentato nella passata legislatura dal senatore D’Alí e già approvato nel dicembre 2012, all’unanimità, in Commissione Ambiente, a palazzo Madama ma, come ben sanno i lettori di greenreport.it , fortemente osteggiato dalla maggiori associazioni ambientaliste, ad esclusione di Legambiente che condivide un giudizio sostanzialmente positivo insieme a Federparchi ed  ad altre associazioni come Coldiretti.

Dopo il voto in Senato sono intervenuti il presidente di Europarc Italia Giampiero Sammuri ed il il presidente dell’Associazione italiana direttori e funzionari Aree pro tette (Aidap), Andrea Gennai, con due comunicati che riportiamo integralmente.

Ecco cosa scrive Giampiero Sammuri:  

«Con il voto della maggioranza dei senatori della Repubblica, auspicato da Federparchi, si impedisce di disperdere il proficuo lavoro fatto negli ultimi 2 anni della passata legislatura; adesso il Ddl torna in commissione ambiente, dove sarà esaminato congiuntamente agli altri disegni di legge presentati sulla stessa materia, tra i quali quelli dei senatori De Petris e Caleo. Il giudizio di Federparchi sul Ddl D’Alí è noto da tempo ed è largamente positivo come base, pur se, come sempre, migliorabile. Per questa ragione salutiamo con favore il voto del Senato. In più va sottolineato che, in un momento così difficile per il nostro paese, dal punto di vista economico e politico, il fatto che il parlamento si voglia occupare con determinazione del futuro dei parchi dimostra quali e quanti passi avanti siano stati compiuti nel veicolare certi messaggi. La nota di rammarico, invece, è che, ancora una volta, tra i soggetti che sicuramente hanno a cuore il bene delle aree protette italiane, si è consumata una divisione. Da una parte chi come noi ed altri ha sostenuto la votazione della procedura d’urgenza e dall’altra chi l’ha contrastata. Ora il problema non è chi ha vinto e chi ha perso; considero però negativo che su un tema così importante non riusciamo a sedersi a un tavolo, fare una discussione di merito e infine una sintesi. Si tratta molto semplicemente di esaminare articolo per articolo, senza dietrologie o secondi pensieri, ma valutando cosa cambia effettivamente una modifica rispetto alla stesura attuale. Ci sono norme nell’articolato che sono evidentemente, oggettivamente, un passo avanti epocale rispetto alla situazione attuale. E chiunque conosce i parchi – perché li amministra o ci lavora – lo capisce subito».

Mi sono rafforzato in questa convinzione anche in virtù di un lungo colloquio che ho avuto con il presidente di Aidap Andrea Gennai. Andrea, come me, è persona che da una vita si occupa dei parchi e non in teoria, stando a sedere in un salotto, ma sul campo, confrontandosi con i problemi gestionali di un parco nazionale e recentemente, con il ruolo di direttore di un parco regionale. Nel nostro incontro, soli e senza rispettive tifoserie, abbiamo esaminato articolo per articolo entrando veramente nel merito. Bene, il risultato finale è stato una grande condivisione sulle cose che nel testo approvato vanno bene, su quelle che mancano e su quelle che vanno modificate. Non posso dire che eravamo d’accordo al 100%, ma se dovessi dare una percentuale direi all’85%. Naturalmente era una chiacchierata tra presidenti di due associazioni che sono articolate, che hanno organi e che quindi necessitano anche dei passaggi appropriati per marcare o modificare posizioni. Però mi sento di dire che per Federparchi è senz’altro un percorso possibile, che mi auguro si possa fare anche con altri.

Ho visto anche, in questi giorni, che qualcuno legava gli approfondimenti sulla modifica alla legge 394/91 all’iniziativa presa dal Ministero dell’Ambiente di organizzare entro la fine dell’anno una conferenza sulle aree protette, la biodiversità e la green economy.   Sicuramente, chi ha pensato una cosa del genere non conosce quali sono gli obiettivi e gli ambiti dell’iniziativa. Noi di Federparchi, invece, essendo stati incaricati dal Ministero di larga parte dell’organizzazione degli eventi, con dei paletti ben precisi, li conosciamo benissimo. In primo luogo è bene chiarire che non si tratta della terza conferenza sulle aree protette  (che pure Federparchi aveva richiesto) “mascherata”. L’obiettivo principale dell’evento di fine anno quello di mostrare al paese che la gestione delle aree protette e della biodiversità può essere un elemento per favorire la ripresa economica, passando dalla green economy collegata. Inoltre il Ministero ci ha espressamente indicato di non trattare nei vari appuntamenti argomenti legati alla modifica della legge 394/91, che di conseguenza non saranno affrontati. Quindi mi sembra ovvio che dalla conferenza non scaturirà alcun elemento utile per ragionare della modifica della legge.

Il percorso parlamentare (ancora lungo), invece, consentirà tutti gli approfondimenti possibili ed io mi auguro che il germoglio scaturito dall’incontro con il presidente di Aidap, possa sbocciare anche con altri soggetti. Noi siamo disponibili se si discute di merito, altrimenti continueremo a dialogare con i soggetti con i quali l’abbiamo fatto in questi anni, ma sarebbe una cosa negativa. Purtroppo questa è quasi l’ultima chiamata…».

Ecco l’intervento di Andrea Gennai:

«Il  Senato ha stabilito che la revisione della Legge Quadro sulle Aree Protette deve urgentemente riprendere il cammino di approvazione parlamentare. Su questo tema abbiamo vissuto periodi di grande tensione interna al mondo dei Parchi e dell’associazionismo ambientalista, fino agli appelli apparsi in questi giorni sui vari canali di comunicazione. Con questa decisione la politica ha però fatto la sua scelta ed è dunque adesso il momento di andare a discutere del merito dei singoli punti di revisione della legge. Il “mondo” dei gestori delle aree protette, che Aidap rappresenta assieme alle altre associazioni di settore, deve continuare a rendersi disponibile per mettere a disposizione della politica il grande bagaglio di esperienza maturata sul campo in questi decenni.  Su questo fronte c’è senz’altro da registrare la piena disponibilità manifestata in questi giorni da Federparchi  per costituire un percorso di confronto sulle singole questioni, dalle royalties sulle opere nei Parchi, alla gestione faunistica, dalle procedure di nomina dei Direttori alla questione dell’aggiornamento del sistema sanzionatorio ed ai molti altri temi di grande importanza per il settore.

Dai primi dettagliati confronti emerge obiettivamente la possibilità di sanare, attraverso piccole modifiche e precisazioni, buona parte di quelle che fino ad oggi sembravano fortissime diversità di opinione tra Aidap e Federparchi. Il confronto sereno e senza pregiudiziali, sembra finalmente poter essere lo strumento per ricomporre la situazione e giungere ad una visione sostanzialmente unitaria del giudizio del mondo delle aree protette sulle proposte di revisione della legge. In questo preziosissimo esercizio di dialogo potrebbe però germogliare il seme di qualcosa di ancora più importante, ovvero dell’istituzione di un momento, un metodo, uno spazio dove, sulla scia di quanto ogni giorno avviene in ogni singolo ente, la parte politica e la parte tecnica si confrontano sui temi importanti  nel reciproco rispetto delle rispettive competenze e prerogative, sapendo però che il fine è comune ed è il bene del nostro sistema delle aree protette, oggigiorno così in difficoltà ed affanno.Un metodo ed uno spazio che si chiama ovviamente Federparchi e che non può non essere la “casa” di tutti quei “servitori della cosa pubblica”  che quotidianamente operano ai vari livelli nelle aree protette. Se questo è davvero l’obiettivo condiviso, Aidap non si tira indietro dal dare il proprio contributo,  mettendo in campo la professionalità ed esperienza dei propri associati. Nei prossimi giorni si riunirà il Consiglio Direttivo per impostare il lavoro dei mesi che verranno, anche in vista degli appuntamenti importantissimi delineati dal Ministro Orlando ed organizzati da Federparchi e dagli altri soggetti incaricati.

Adesso quindi tutti al lavoro, per migliorare, con la stessa urgenza sancita dal Senato, questa proposta di legge e costruire finalmente un sistema nazionale delle aree protette che sappia essere protagonista delle sfide di oggi per la qualità della vita e per la tutela dell’immenso patrimonio naturale del nostro straordinario Paese».