Parco d’Abruzzo: risolto il giallo dell’orsa Gemma

[25 luglio 2014]

Nei giorni scorsi alcune segnalazioni sulla presenza di un orso sul territorio di Scanno, dopo le incursioni registrate a Ortona dei Marsi e Bisegna,  avevano aumentato le probabilità che nel Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise fosse tornata a farsi vedere l’orsa Gemma.

Oggi, con un comunicato dell’Ente Parco, arriva la conferma  che «L’Orsa Gemma è viva e che il ritrovamento del radiocollare non era un triste segnale premonitore. L’analisi del DNA sui due campioni di pelo, condotta dal laboratorio  dell’IspraA, diretto dal Dott. Ettore Randi, che ringraziamo per la disponibilità e celerità,  ha permesso di ottenere un genotipo affidabile che corrisponde a quello dell’orsa Gemma».

I due campioni di pelo erano stati raccolti il 10 luglio dal personale del Corpo forestale della stazione di  Gioia dei Marsi e il 10 luglio dalle guardie del Parco a  Ortona dei Marsi.

Quindi Gemma non era morta, come in molti temevano, ma come altre volte è successo, l’orso si era sfilato il radiocollare da sola

Il presidente del Parco, Antonio Carrara, ricorda che «Fin dall’inizio, nonostante le legittime preoccupazioni, siamo stati convinti che l’Orsa Gemma non fosse stata vittima dell’azione di bracconieri o sconsiderati. Né abbiamo mai ipotizzato collegamenti tra la raccolta delle firme, che rappresenta le preoccupazioni di una parte dei cittadini di Scanno sulla frequente presenza dell’Orsa in paese,  con  azioni inqualificabili legate alla presunta sparizione dell’Orsa Gemma. Al contrario è emerso, anche sugli organi di informazione, un comportamento dei cittadini di Scanno di grande civiltà e attenzione alle sorti dell’orso».

Il direttore del Pnalm, Dario Febbo, informa che «Nei prossimi giorni l’Ente Parco procederà, attraverso i suoi servizi, alla cattura dell’animale per dotarlo di un  nuovo radiocollare per garantire una efficace azione di dissuasione alla frequenza del centro abitato di Scanno».

Sempre che Gemma non decida ancora una volta di liberarsi di questo “regalo” degli esseri umani.