Parco della Maremma, qualità ambientale che diventa marchio

Venturi: «Strumento utile per elevare il livello di qualità delle aziende del territorio»

[4 luglio 2016]

lucia venturi

Le aziende che sono all’interno del Parco della Maremma, oppure che esercitano la propria attività nell’area attigua a quella protetta e vorranno farlo, presto potranno fregiare i propri prodotti o i servizi erogati con il marchio “Parco della Maremma”. Dopo l’approvazione data dal consiglio direttivo dell’Ente parco, per la chiusura dell’iter burocratico previsto dal Codice di proprietà industriale (Cpi), adesso il marchio dovrà solo essere registrato presso la Camera di Commercio: poi diventerà a tutti gli effetti operativo.

Il marchio Parco della Maremma è un marchio collettivo di qualità che sarà concesso dall’Ente, agli operatori economici e agli altri soggetti che, con le proprie attività, intendono valorizzare il territorio dell’area protetta e dell’area contigua, perseguendo ed incentivando lo sviluppo ed il potenziamento del sistema agricolo e produttivo, e valorizzando contestualmente il territorio tramite il perseguimento di politiche inerenti l’economia ed il turismo sostenibile; il marchio Parco sarà anche uno strumento per rafforzare il tessuto economico e produttivo ed il punto di partenza per coordinare e integrare tra di loro le diverse filiere economiche (turismo, produzione e trasformazione dei prodotti agroalimentari, artigianato, servizi di educazione ambientale) e tra queste e le attività svolte dall’Ente parco, così da creare un’immagine unitaria del territorio da proporre come meta turistica di eccellenza basata sui principi della qualità e della sostenibilità.

Il marchio Parco è suddiviso – in base alle diverse categorie cui è destinato – in Agro (per i prodotti di origine vegetale ed animale non biologici), Agro Bio (per i prodotti biologici) e Servizi (per attività inerenti il turismo, l’artigianato, il commercio e la fruizione), e per ottenerlo le aziende dovranno seguire un regolamento generale e disciplinari specifici per le diverse filiere e sottoporsi successivamente alle verifiche periodiche.

«Il marchio Parco è un progetto cui questo Consiglio ha tenuto molto – spiega la presidente del Parco della Maremma, Lucia Venturi (nella foto) – perché siamo convinti che possa essere uno strumento utile per elevare il livello di qualità delle aziende del territorio ed avere un valore aggiunto in termini di maggiore competitività. Aver raggiunto un progetto unitario e condiviso che lega maggiormente il Parco e le attività produttive che operano all’interno dell’area protetta e contigua è inoltre un bel segnale di maturità e di coesione sul territorio che premia il lavoro svolto in questi anni».