Terza intimidazione due anni a Giuseppe Bombino, presidente del Parco dell’Aspromonte

La solidarietà di Federparchi e dei dipendenti dell’Ente Parco

[17 febbraio 2016]

Giuseppe Bombino

Ennesima intimidazione nei confronti di Giuseppe Bombino, presidente del Parco nazionale dell’Aspromonte e da qualche giorno coordinatore di Federparchi Calabria. Ignoti hanno messo una busta di plastica contenente la testa mozzata di un capretto sul cofano dell’auto di Bombino, parcheggiata nel cortile condominiale della sua abitazione, a Reggio Calabria. Bombino, che poche ore prima aveva ricevuto sul suo cellulare alcune telefonate anonime.  ha subito informato la Questura di Reggio Calabria.

A Bombino, che già in passato  aveva ricevuto lettere minatorie, buste con proiettili di grosso calibro e altre minacce, è arrivata subito la piena solidarietà di Federparchi Europarc che attraverso il suo presidente, Giampiero Sammuri ha sottolineato che «Di fronte a certi atti intimidatori, dobbiamo essere uniti e vicini.  I parchi non sono mai stati territori facili da aggredire, per la forte spinta ideale di chi li amministra e per la capacità di fare rete. La difesa dell’ambiente, da sempre, va di pari passo con la legalità. Noi offriamo in questo momento la nostra solidarietà».

Lo staff dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte ha scelto di inviare una lettera aperta a Bombino, eccola:

Caro Presidente, ieri, ancora una volta, per l’ennesima volta, ha subito e vissuto suo malgrado un nuovo atto di intimidazione e di vergogna. Vergogna per questa terra di cui  lei è un rappresentante, vergogna per un territorio che fatica a rialzarsi, vergogna per un incommensurabile patrimonio della natura svilito e svigorito nel suo eccezionale valore. Ma questo può fermare la lenta ma necessaria evoluzione, questo può mettere il freno al processo di crescita culturale, di rinnovamento della mentalità, di rivoluzione intellettuale che lei sta interpretando con immensa convinzione e con assoluta autenticità?

Siamo certi che non sarà così, siamo certi che l’Aspromonte vincerà, con le sue altezze e le sue asprezze, con la sua grandiosità e con la sua inquietante imponenza. Questa è la forza della montagna che proteggiamo, che conserviamo e che amiamo, perché abbiamo imparato a conoscerla, perché abbiamo superato ogni paura per vedere oltre, per incontrare con lo sguardo i due mari dalla sua cima.

E oggi, come ieri, siamo qui insieme a lei, Presidente, a chiederle di crederci ancora, di restare uniti contro il silenzio, le ombre e il pregiudizio, di rimanere ciò che è, di diffondere con la sua cultura e con la sua passione un messaggio positivo e di speranza, di non cedere alla rassegnazione e allo smarrimento.

Noi insieme a lei, Presidente, vediamo un Aspromonte luminoso, riconosciamo la luce e ne abbiamo preso la scia, noi abbiamo rispetto per lo Stato e per il territorio, noi siamo con la gente onesta di questa terra martoriata che merita una nuova opportunità, noi siamo un parco nazionale, siamo un’area protetta da difendere e da tutelare, noi siamo una squadra che investe non solo tempo, ma soprattutto anima. Noi siamo uomini e donne che ogni giorno fanno un passo avanti verso una nuova luce.

Non è sufficiente esprimere solidarietà, non è abbastanza. noi ci stringiamo attorno a lei e alla sua famiglia, per gridare insieme la magnificenza di questa Terra, la maestosità di questa montagna, la gentilezza della gente che ne conserva le tradizioni, la purezza della natura incontaminata e il bisogno di legalità, l’urgenza di riappropriarsi del bello e del sano per dimenticare quanto di brutto ha attraversato i nostri sentieri.

Ancora e ancora e ancora insieme per l’Aspromonte…

Noi dell’Ente Parco