Il Parco Nazionale della Sila risponde a Legambiente Sila

[7 giugno 2016]

Moto Sila 1

Riceviamo e pubblichiamo

 

In un articolo pubblicato su alcune testate online, Legambiente Sila accusa l’Ente Parco Nazionale della Sila di non realizzare azioni preventive e di tutela sulle proprie aree protette. In tali articoli dichiara infatti che in Sila “trovare quad, moto o fuoristrada che attraversano i sentieri solitamente adibiti alle passeggiate non è una novità, come non è una novità che tutte le nostre denunce rimangono senza una risposta da parte delle forze dell’ordine che devono presidiare il territorio ma soprattutto non ottengono nessuna azione preventiva e di tutela da parte dell’Ente parco preposto alla tutela del territorio.” Ma Legambiente Sila, non contenta, continua così nella polemica contro l’Ente Parco: “Per non parlare dei ripetuti rave party che avvengono in Sila e che nonostante le nostre denunce, l’ultimo caso la scorsa settimana, niente cambiano. Siamo di fronte ad un Ente parco che alla conservazione della natura antepone le passerelle e le chiacchiere su modelli di gestione vuoti e privi di efficacia. Più che conservazione della natura in Sila si attua il modello della conversazione attorno alla natura. E’ ora di cambiare perché questo non è il Parco che vogliamo.”

Di fatto, l’Ente Parco, poiché il controllo delle sue aree protette spetta al Coordinamento Territoriale dell’Ambiente (CTA) del Corpo Forestale dello Stato (CFS) ed anche alle altre forze dell’ordine, ha richiesto al CTA una relazione circa le attività ispettive recentemente effettuate in merito ai rave party a cui Legambiente Sila si riferisce. Da questa relazione è emerso chiaramente che proprio in seguito alla segnalazione da parte di Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente, della presenza in atto di un rave il 22 maggio scorso nel comune di Serra Pedace, il CTA del CFS insieme al Comando Provinciale dei Carabinieri si è occupato di effettuare le opportune indagini e sopralluoghi da cui, come si legge in una nota dello stesso CTA, è risultato che “la segnalazione per come si evince dalla relazione del Comando Stazione di Camigliatello è risultata non veritiera.”

In un’ulteriore nota del CTA del Corpo Forestale dello Stato sempre sui presunti rave party della scorsa settimana si legge ancora che “dalla perlustrazione della zona è emerso che in tale località non vi era nessun rave party in atto.”

Ora ci si domanda quale sia la ragione di tanto inutile allarmismo creato dal Responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente, Antonio Nicoletti, allarmismo che ha causato peraltro un inutile spreco di denaro pubblico speso per effettuare controlli e sopralluoghi mirati a combattere i rave party che Legambiente Sila sostiene si siano svolti la scorsa settimana e di cui invece al Corpo Forestale dello Stato ed alle altre forze dell’ordine non è risultata alcuna traccia.

Le passerelle e le chiacchere che Antonio Nicoletti attribuisce al Parco sono forse quelle di cui è invece è protagonista lui stesso, che con queste dichiarazioni probabilmente accresce la propria visibilità sul territorio silano ed all’interno dell’ Associazione del cigno verde. Sicuramente non sono chiacchere la proclamazione della Sila quale Riserva della Biosfera dell’Unesco (la decima in Italia), la candidatura del Parco a Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco, l’avvio della sua candidatura a Geoparco, il riconoscimento, ricevuto da Europarc, della Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS). Ed in ultimo il recentissimo affidamento al FAI – Fondo Ambiente Italiano da oggi della gestione della Riserva Naturale “I Giganti della Sila”, per garantire, oltre alla tutela di questa preziosa area protetta ottimamente effettuata dall’Ente Parco, anche una sua più ampia e completa visibilità e fruizione, sicuramente rafforzata dal binomio Parco della Sila/FAI.

Ente Parco Nazionale della Sila