Il Parco Nazionale delle Foreste casentinesi Patrimonio dell’umanità

Riconoscimento Unesco per tutti i tre versanti dell'Area protetta: Firenze, Arezzo e Forlì-Cesena

[18 luglio 2017]

L’Ente Parco non nasconde la sua soddisfazione: «Il suggello Unesco (“Patrimonio dell’Umanità”) al parco nazionale delle Foreste casentinesi è stato sancito durante la 41° sessione della Commissioneper il World Heritage, riunita a Cracovia il 7 luglio. L’approccio usato è stato quello di scegliere i siti migliori (“best of the best”) per importanza ecologica e conservazionistica, garantiti dai migliori livelli di protezione.
Si tratta del primo riconoscimento nella storia al patrimonio ecologico italiano».  L’imprimatur riguarda una ampia “buffer area”  di 6.936 ettari e il nucleo invalicabile della Riserva Integrale di Sasso Fratino per un totale di circa 782 ha e una vasta area circostante pari a circa 6.942 ha, per un totale di circa 7.724,28 ha, comprendente le Riserve Biogenetiche Casentinesi e altre aree all’interno del Parco Nazionale. Il sito rappresenta quindi l’area di maggiori dimensioni tra quelle designate in Italia e uno dei più estesi complessi forestali vetusti d’Europa.

Il Parco spiega che «Sono coinvolti dall’inclusione nella World Heritage List (“Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe”)  i territori protetti nei comuni di San Godenzo – in provincia di Firenze -, Bagno di Romagna e di Santa Sofia – in provincia di Forlì-Cesena – e di Poppi, Pratovecchio e Bibbiena, in provincia di Arezzo».

Il presidente del Parco nazionale, Luca Santini, ricorda che «L’Ente si è assunto la responsabilità, in sinergia e con il supporto del ministero dell’Ambiente, e in collaborazione con le altre aree naturali coinvolte, di tutte le procedure per il raggiungimento di questo traguardo. Il riconoscimento premia due anni di impegno e rappresenterà nei prossimi anni un fortissimo elemento di richiamo turistico».