I deputati europei chiedono una convenzione delle Nazioni Unite. Movimento 5 Stelle: un grande risultato, questa è l'Europa che vogliamo

Il Parlamento europeo chiede un divieto mondiale della sperimentazione animale dei cosmetici

L' 80% dei Paesi nel mondo permettono la sperimentazione dei cosmetici su animali, ma il divieto Ue non ha compromesso la crescita del settore cosmetico europeo

[3 maggio 2018]

Nell’Unione europea la vendita di cosmetici testati sugli animali è vietata dal 2013 ma oggi il Parlamento ha fatto un ulteriore passo avanti e, con una risoluzione non legislativa approvata con 620 voti a favore, 14 voti contrari e 18 astensioni,  ha esortato l’Unione europea ad «avviare un’iniziativa diplomatica per un divieto a livello mondiale sulla sperimentazione dei cosmetici sugli animali prima del 2023».

Esulta la Lega antivivisezione – Lav: «Bando Ue test cosmetici su animali: una vittoria animalista e un esempio per tutto il mondo. Ora l’Europa chiede bando globale!»

Gli eurodeputati  hanno sottolineato che il divieto vigente nell’Ue «non ha impedito all’industria cosmetica europea di prosperare e creare circa due milioni di posti di lavoro».

Un esempio che non è stato molto seguito nel resto del mondo, visto che circa l’80% dei Paesi consente ancora la sperimentazione animale e la commercializzazione di cosmetici testati sugli animali.

Secondo il sondaggio n. 442 realizzato dall’ Eurobarometro Speciale nel marzo 2016, «l’89% dei cittadini dell’Ue concorda che l’Unione dovrebbe fare di più per promuovere una maggiore consapevolezza internazionale sull’importanza del benessere degli animali». Inoltre, il  90% dei cittadini europei ritiene, che «sia importante stabilire criteri elevati in materia di benessere degli animali, riconosciuti in tutto il mondo».

I deputati europei hanno anche evidenziato  che «Sono emerse carenze nel sistema dell’Ue, in quanto alcuni cosmetici vengono testati sugli animali al di fuori dell’Unione, prima di essere nuovamente testati nell’Ue con metodi alternativi e immessi sul mercato comunitario» e fanno notare anche che «La maggior parte degli ingredienti dei prodotti cosmetici sono utilizzati in molti altri prodotti, come quelli farmaceutici, nei detergenti o in certi alimenti, e possono pertanto essere stati già sperimentati sugli animali in base a leggi diverse. Anche la mancanza di dati affidabili sui cosmetici testati sugli animali e poi importati nell’Ue rimane un problema serio. L’Ue dovrebbe inoltre assicurarsi che nessun prodotto introdotto nel suo mercato sia stato testato sugli animali in un Paese non comunitario».

Per questo l’Europarlamento propone un divieto globale «sia della sperimentazione animale per i cosmetici sia del commercio di ingredienti cosmetici testati sugli animali» e invita i leader dell’Ue a «utilizzare le loro reti diplomatiche per costituire una coalizione e lanciare una convenzione internazionale nel quadro delle Nazioni Unite. Tale divieto dovrebbe entrare in vigore prima del 2023».

Infine, gli eurodeputati vogliono assicurarsi che «Il divieto Ue non sia indebolito durante negoziati commerciali oppure dalle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio».

Per Eleonora Evi, eurodeputata del Movimento 5 stelle, «Oggi è una grande giornata per il benessere animale e per l’Europa, che si assume la responsabilità di condurre una battaglia globale di sensibilizzazione per arrivare alla messa al bando globale della sperimentazione animale dei prodotti cosmetici.L’Europa ha scelto di ascoltare la voce di milioni di suoi cittadini – continua Evi – che con tante petizioni le hanno chiesto di farsi capofila di questa battaglia di civiltà, e con questa risoluzione, insieme agli Stati membri, l’Unione dovrà impegnarsi, nel contesto delle Nazioni Unite e non solo, a convincere il più ampio numero di Paesi ad affrontare seriamente la questione della sperimentazione animale nel settore dei cosmetici».

Anche l’europarlamentare pentastellata ricorda che l’Ue vieta già i test sugli animali di ingredienti e prodotti cosmetici, ma aggiunge che «Nonostante questo, però,  non siamo un’isola felice. Infatti, la legislazione dell’Unione, incardinata sul regolamento Reach, prevede comunque la sperimentazione sugli animali di sostanze chimiche che sono presenti, oltre che nei cosmetici, anche in altri prodotti di largo consumo, come detergenti e farmaci. Inoltre, una questione da affrontare, è quella dei prodotti cosmetici provenienti da paesi terzi che arrivano nel mercato europeo, ma che spesso sono privi delle informazioni sui test eseguiti altrove, impedendo di fatto la piena attuazione dei nostri divieti. Per questo, la risoluzione approvata oggi ha ancor più valore perché si scrive che l’obiettivo è arrivare a un bando globale e mette nero su bianco un impegno ben preciso per l’Europa».

Per il M5S, l’Ue «si assume il ruolo di portabandiera di questa campagna politica e culturale» e la Evi conclude: «Oggi, quindi, festeggiamo questa vittoria ottenuta grazie anche al Movimento 5 Stelle, che ha giocato il suo ruolo fondamentale per fare in modo che l’Europa ascoltasse i suoi cittadini e assumesse una posizione forte e parole nette contro la sperimentazione animale nel settore dei cosmetici, ad esempio chiedendo esplicitamente che si lavori per arrivare ad un accordo internazionale, dunque giuridicamente vincolante. Un risultato di grande rilevanza che spero possa rappresentare un primo passo verso l’ambizioso progetto di cancellazione totale dei test su animali per qualunque prodotto, non solo cosmetico».