Il pazzo mondo della galle e dei cinipidi. Guerre di vespe e femmine senza maschi (VIDEO)

[20 novembre 2014]

KQED Science dedica un dossier, integrato da un affascinante video che pubblichiamo, al mondo delle galle, le strane escrescenze che vediamo su molte foglie, tronchi e rami di alberi e che stanno diventando un grosso problema anche nelle foreste mediterranee, come nel caso del cinipide galligeno del castagno, o vespa del castagno (Dryocosmus kuriphilus), un insetto invasivo asiatico che sta devastando i castagneti italiani.

Le querce, come i nostri lecci e castagni mediterranei, offrono cibo e rifugio a molti animali, ma alcuni cinipidi  li parassitano costruendoci sopra le galle ed utilizzandoli come una riserva di cibo apparentemente infinita.

Queste piccole vespe sono induttori di galle, quelle strane costruzioni che vediamo sugli alberi e che assumono forme e colori molto diversi tra loro e che in realtà sono “incubatrici” per le larve di questi insetti.

In America, alberi come le querce della Valle (Quercus lobata) o la maestosa Californian Blue oak (Quecus douglasii) in estate o in autunno a volte sono infestati da grandi oggetti che somigliano vagamene a frutti aggrappati ai loro ami e foglie e che vengono comunemente chiamati mele di rovere, ma non sono commestibili: sono amarissime e cariche di tannino. Ma queste “mele” delle querce,  che in realtà sono grosse galle, sono apprezzate da millenni  e venivano utilizzate per conciare le pelli, per estrarre inchiostro o colorante e per disinfettare e ferite.

Ma galle molto più piccole, a volte praticamente invisibili oppure di colori accesi e molto vistosi, infestano le querce e molte altre piante e alberi come salici, ontani, manzanitas o pini e, sbirciando con attenzione sotto le foglie, come ha fatto il team di Kathy Schick, dell’ Essig Museum of Entomology  dell’Università di California-Berkley, e  di Joyce Gross, del Berkeley Natural History Museums insieme alla troupe di KQED Science,  lungo fusti e rami, o intorno i boccioli dei fiori e ghiande, si possono fare scoperte inaspettate e scoprire il mondo delle galle fatto di stranissime ed inaspettate forme: da quelle che sembrano fiori e funghi a quelle piatte, squadrate o che sembrano semplici grumi di terra  Le galle possono essere grandi come una palla da golf o piccolissime come un seme di papavero ed avere colori mimetici come il marrone, il verde ed il giallo, oppure essere viola, rosa o rosse. Un solo albero può ospitarne decine di tipi, ed ogni galla dib versa è provocata da una specie diversa. «E le loro forme vanno dal sublime al decisamente raccapricciante – scrive Craig Rosa su KQED Science – Un albero può esserne incrostato  come un albero di Natale carico di ornamenti e orpelli; e l’albero accanto può essere quasi completamente privo di galle. Perché? E’ un mistero, come molti altri aspetti della cecidologia, lo studio di impianti galle e dei loro induttori».

A provocare le galle non sono solo i cinipidi, le possono produrre anche moscerini, acari, afidi, mosche e perfino batteri e virus, ma gli architetti indiscussi delle galle sono i cinipidi, che raramente supera le dimensioni di una zanzara.

La Schick spiega che «Queste piccole vespe non possono pungere. Gli induttori di galle sono affascinante che sono molto specializzati con il loro organo adattato alla pianta ospite».

Le galle si formano generalmente quando un insetto, o la sua larva, introduce sostanze chimiche in una posizione specifica, per mandare “fuori strada” gli ormoni della crescita della pianta, provocando crescite cellulari che possono provocare l’alterazione di intere strutture vegetali in nuove forme aliene. Nel caso s dei cinipedi non si tratta di “case” ma di incubatori per le loro larve, sia che dalla galla esca un solo insetto che decine. L’albero cade in questa trappola chimica e  produce una quantità fuori misura di tessuto molle, del quale si ingozzano le larve comodamente ospitate nelle galle.

Ma la cosa non finisce qui: al festino involontariamente offerto dagli alberi si uniscono altri ospiti, altre vespe – i cosiddetti “inquilini” . che attaccano le galle per rubare il cibo alle larve. Un altro tipo di vespa – un parassitoide – inietta le sue uova nelle galle e la sua prole si mangia sia il tessuto vegetale che i residenti. Ma i parassitoidi a loro volta devono guardarsi da altre vespe, chiamate iper-parassitoidi, che predano le loro larve o gli stessi parassitoidi. E’ il meccanismo che permette di affrontare l’invasione del  cinipide galligeno del castagno introducendo l’imenottero parassitoide Torymus sinensis.

Ma se la prole deli cinipidi induttori di galle sopravvive a questa sofisticata e ferocissima guerra di vespe, settimane, mesi o anche anni più tardi, a seconda delle specie e delle condizioni ambientali, i nuovi cinipidi adulti si e aprono una via di uscita nella galla e cercano un compagno per  riavviare il ciclo.

Ma non sempre è così il ciclo vitale degli induttori di galle può essere estremamente complesso: ci può essere sia riproduzione sessuata con l’accoppiamento di maschi e femmine e la fecondazione di uova, oppure per partenogenesi, addirittura in diverse fasi e momenti dell’anno, che si traducono in diversi tipi di galle, anche su differenti parti della pianta.

Per esempio il cinipide galligeno del castagno si riproduce per partogenesi telitoca  e produce una sola generazione annua. Le femmine adulte escono dalla galla tra maggio e luglio e, dato che non hanno bisogno dei maschi, sono subito pronte a deporre tra le 100 e le 150 uova, divise in genere da  20 o 30 per gemma di castagno, che viene indotta a trasformarsi in galla. Il primo stadio larvale si sviluppa dopo un mese circa e le larve quindi devono affrontare l’inverno e questo comporta un loro lento sviluppo.

Per la California Gall Wasp (Andricus quercuscalifornicus?) che si vede nel video di KQED Science gli scienziati stanno ancora cercando un esemplare di sesso maschile e dicono che «Fino ad oggi, non ne è stato trovato uno. Si discute anche della possibilità che non ne esistano affatto. Ancora un altro mistero irrisolto, nel sottovalutato regno delle galle delle piante e dei suoi abitanti».

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