Pelagos, a Livorno il primo incontro internazionale dei comuni della carta di partenariato

L’Italia punta a un rilancio del Santuario internazionale dei mammiferi marini

[9 giugno 2015]

pelagos carta

Si terrà il 12 giugno a Livorno il primo incontro Internazionale dei Comuni aderenti alla Carta di Partenariato del Santuario dei mammiferi marini Pelagos – l’unica “Area marina protetta” Internazionale del Mediterraneo dedicata alla protezione dei cetacei – per presentare le iniziative realizzate nell’ambito del partenariato, stabilire il primo bilancio dell’attuazione della Carta e creare nuove sinergie transfrontaliere. Attualmente alla Carta di Partenariato del Santuario hanno aderito 82 Comuni: 53 italiani e 29 francesi.

All’incontro di Livorno, oltre ai rappresentanti delle autorità di controllo in mare, Regioni, Aree Marine Protette, Parchi Nazionali, le associazioni e gli stakeholders legati allo sviluppo sostenibile del mare, parteciperanno la presidente dell’Accordo Pelagos, Maria Carmela Giarratano, direttrice generale della DG protezione della natura e del mare del ministero dell’Ambiente, i rappresentanti dei tre Paesi del Santuario Pelagos, la segretaria esecutiva dell’Accordo, Fannie Dubois, e la sottosegretario all’Ambiente del governo Italiano, Silvia Velo.

Il ministero dell’Ambiente informa che «l’iniziativa, che si svolgerà presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, in Via Roma 234, sarà l’occasione per valorizzare le iniziative dei Comuni realizzate nell’ambito del partenariato, stabilire il primo bilancio dell’attuazione della Carta in vista della sua eventuale revisione, e in particolare, per creare delle nuove sinergie transfrontaliere sia a livello regionale che internazionale». La Carta di Partenariato del Santuario Pelagos dall’iniziativa dei Comuni costieri ed è stata adottata dalla quarta Conferenza delle Parti all’Accordo (Monaco 2009). I Comuni aderenti alla Carta «si impegnano ad operare in favore della protezione dei mammiferi marini, ad attuare delle azioni di sensibilizzazione e a informare le autorità in caso di spiaggiamento di cetacei sulle loro coste». Inoltre, la Carta permette di valorizzare il patrimonio naturale e culturale dei comuni, diventando delle vere e proprie “Porte del Santuario”.

Il Santuario Pelagos è stato riconosciuto come Area Specialmente Protetta d’Importanza Mediterranea (Aspim), che si estende su una superficie marittima di 87.500 km2 e su un perimetro di 2.022 km2 che riguarda 241 Comuni, è stato istituito per proteggere diverse specie di mammiferi marini – stenelle, tursiopi, globicefali, grampi, poseudorche, zifi, steni, orche, capodogli, balenottere comuni, balenottere minori e gli ultimi esemplari di foca monaca che frequentano l’Arcipelago Toscano – da attività antropiche come l’inquinamento chimico e acustico, le collisioni con imbarcazioni, le catture accidentali nelle reti e dalle conseguenze indesiderate delle attività turistiche.

In realtà, secondo le associazioni ambientaliste, fino a ora il Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos è stato poco più che un segno su una carta e non può ancora essere definito una vera e propria area marina protetta ma, come fa correttamente in una nota il ministero dell’ambiente «uno spazio marittimo dedicato alla protezione dei mammiferi marini e gestito da un Accordo tra Italia, Francia e Principato di Monaco, firmato nel 1999 a Roma e entrato in vigore nel 2002».
La buona notizia che arriva dall’Italia è che sia la direttrice Giarratano che la sottosegretaria Velo sembrano fortemente intenzionate a rilanciare il Santuario Pelagos sia dal punto di vista gestionale che delle regole, trasformandolo finalmente in un’Area di vera tutela ambientale e di valorizzazione – anche turistica – della biodiversità.