Pellegrino (SI): divieto trivellazioni col trucco nella legge sui Parchi. La Val d’Agri ringrazia

«Governo apre pericoloso spiraglio, il copione è lo stesso delle trivelle, poche paroline magiche e il divieto non funziona più»

[24 maggio 2017]

La vicepresidente della Commissione ambiente della Camera,  Serena Pellegrino (Sinistra Italiana, Sel,  Possibile) rivela che «Durante l’esame in  Commissione ambiente della riforma della legge parchi e aree protette, l’emendamento Iannuzzi , che ho sottoscritto, ci metteva al riparo, dal rischio di nuove prospezioni petrolifere e di gas nelle aree protette. Ma durante la discussione della Pdl alla Camera scopriamo l’ennesimo trucco del Governo, le solite paroline magiche con cui si sostanzia il classico raggiro in materia di fossili.  Il divieto fa salve  “le attività estrattive in corso e quelle ad esse strettamente conseguenti”!»

Secondo la Pellegrino, «E’ stato scritto un copione che ricalca quello con cui il ministro Calenda ha aggirato il divieto di trivelle entro le 12 miglia, infischiandosene della legge voluta dal Parlamento: in mare si chiamano  varianti ai programmi di lavoro, nelle aree protette si chiamano attività strettamente conseguenti e basterà il solito decreto ministeriale per scavalcare il Parlamento. Evidentemente sono andate a buon fine le trattative di potenti stakeholders con il Governo per trovare lo spiraglio che consenta di continuare a fare le trivellazioni nelle aree protette».

La Pellegrino conclude: «L’ulteriore tentativo di fermare le trivelle, di arrestare disastri come quello in atto in Basilicata nella Val d’Agri , l’ho  proposto con l’emendamento che indica il 2020 come data ultima per l’attività estrattiva nelle aree protette, con connesso obbligo di ripristino ambientale dei luoghi, nel rispetto delle prescrizioni dell’ente parco. Poteva essere accolto? Ovviamente no».