Pellicce e rappresaglie: il leopardo delle nevi rischia di scomparire

Centinaia di leopardi delle nevi uccisi ogni anno da bracconieri e pastori

[21 ottobre 2016]

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Forse in natura sopravvivono 4.000 leopardi delle nevi (Panthera uncia) e un nuovo rapporto di Traffic ha scoperto che ogni anno nel loro areale montano vengono uccisi centinaia di questi grandi ed elusivi felini in via di estinzione.

Il rapporto An Ounce of Prevention: Snow leopard crime revisited”, presentato in occasione   dell’International snow leopard day e di un meeting sul leopardo delle nevi organizzato da United Nations development rogramme, segretariato Gselp e Kyrgyzstan, stima che dal 2008 ad oggi  siano stati catturati e uccisi tra 221 e 450 leopardo delle nevi all’anno: un minimo di 4 a settimana. Ma Traffic avverte che «Questi numeri  potrebbe essere sostanzialmente più elevati, dal momento che molte uccisioni in aree remote passano inosservate».

La lotta contro il bracconaggio e il commercio illegale di leopardi delle nevi è un obiettivo fondamentale del programma Global snow leopard ecosystem protection (Gslep), che unisce i Paesi dell’areale del leopardo (Afghanistan, Bhutan, Cina, India, Kazakistan, Kirghizistan, Mongolia, Nepal, Pakistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan) e partner intergovernativi e Ong.

James Compton, senior programme director di Traffic, la partneship tra Wwf e Iucn contro il commercio illegali di fauna selvatica. ha detto che «L’analisi di Traffic conferma il livello preoccupante di uccisioni  illegale di leopardi delle nevi. Questo allarme richiede con urgenza un piano d’azione Gslep a livello nazionale e transfrontaliero per proteggere i leopardi delle nevi dalle minacce poste dal bracconaggio e dal traffico».

La ricerca è stata sostenuta dal Wwwf conservation and adaptation in Asia’s High Mountain landscapes and communities project, finanziato dall’United States agency for international development (Usaid) e ha utilizzato diversi metodi, compresi i dati sui sequestri, le indagini di mercato e interviste ad esperti, fornendo così la prima stima quantitativa del livello del bracconaggio e del traffico del leopardo delle nevi dal 2003. Traffic evidenzia che «La maggioranza dei leopardi delle nevi vengono uccisi per rappresaglia per gli attacchi sul bestiame (55%) o con metodi non-target, come trappole (18%). Solo il 21% dei leopardi delle nevi vengono abbattuti appositamente per il commercio illegale delle loro pellicce e prodotti». Tuttavia, il rapporto ha rilevato che «Più della metà degli incidenti di bracconaggio rappresaglia e non-target si traducono in tentativi opportunistici di vendita, contribuendo alla stima di 108 – 219 leopardi delle nevi che vengono commerciati illegalmente ogni anno».

Secondo il rapporto «Oltre il 90% del bracconaggio riportato contro il leopardo delle nevi avviene in 5 Paesi dell’areale: Cina, Mongolia, Pakistan, India e Tagikistan.  Anche il Nepal si trova in una posizione elevata, perché  ha livelli relativamente alti di bracconaggio considerando la sua popolazione relativamente piccola di leopardi delle nevi. Cina e Russia sono state più frequentemente identificate come destinazioni per gli animali uccisi in altri paesi. Anche l’Afghanistan negli ultimi 10 anni è stato un importante mercato illegale per le pellicce di leopardo delle nevi».

A Traffic evidenziano che «E’ interessante notare che il rapporto ha rilevato anche un forte calo del numero di leopardi delle nevi osservati nel commercio e nei mercati, in particolare in Cina, il che suggerisce che la domanda potrebbe essere in calo -. forse a causa di una maggiore applicazione della legge»

Rishi Sharma, leader del Wwf snow leopard programme e co-autore  del rapporto, conferma la complessità della situazione: «Anche se si riduce la domanda di pelli di leopardo delle nevi, l’uccisione continuerà a meno che non lavoriamo tutti insieme per ridurre drasticamente i conflitti uomo-fauna selvatica e garantire che le comunità montane possano coesistere con i leopardi delle nevi. I sistemi di compensazione e i recinti innovativi a prova di predatori stanno facendo la differenza, ma abbiamo urgente bisogno di estenderli a favore delle comunità – e dei leopardi delle nevi – nelle alte montagne dell’Asia».

Il rapporto chiede ai governi di «Ridurre i conflitti uomo-fauna selvatica, impedendo si leopardi delle nevi di uccidere l bestiame, compensando i costi delle perdite di bestiame ed estendendo i programmi di conservazione basati sulle comunità».  Traffic  raccomanda inoltre di «Rafforzare l’applicazione della legge sia a livello nazionale e transfrontaliero, tanto più che meno di un quarto dei casi noti di caccia di frodo al leopardo delle nevi caccia di frodo sono stati esaminati e solo il 14% sono stati perseguiti».

Il rapporto raccomanda anche che Traffic mantenga lo snow leopard crime database che è stato sviluppato come parte dell’attuale ricerca e che contiene i dati di sequestri e sulle uccisioni, cattura e commercio  di leopardi delle nevi dal 1989 a oggi.

La principale autrice de rapporto, Kristin Nowell, conclude: «Lo snow leopard crime è una risorsa fondamentale per tutte le persone coinvolte negli sforzi per ridurre il bracconaggio e il commercio illegale della specie e contribuirà a realizzare interventi mirati in punti chiave di tutto l’areale del leopardo delle nevi. Ma dobbiamo ampliare gli sforzi per monitorare l’attività su Internet e i social media, dato che i trafficanti di leopardi delle nevi possono andare on-line per cercare di eludere l’applicazione della legge».