Perché è giusto eradicare le specie aliene da Pianosa e dalle altre isole (VIDEO)

Mezzatesta e Mazzantini rispondono a M5S e animalisti

[24 aprile 2017]

L’intervento contro  “Resto con Life”, il progetto per l’eradicazione, dei ratti e di altri predatori  invasivi e dell’ailanto, del Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Enrico Cantone, sollecitato da esponenti locali del suo Movimento e delle associazioni animaliste, ci sembra non cogliere il punto dell’importanza e dell’assoluta necessità di  progetti come questo per la salvaguardia della biodiversità e dell’equilibrio della vita su isole come Pianosa.

L’attacco al Parco Nazionale dell’arcipelago Toscano sulla derattizzazione di Pianosa sembra ignorare i pressanti  rischi biologici ed ecologici che coinvolgono la rarissima fauna endemica dell’Arcipelago. Gli amici del Movimento 5 stelle e animalisti sembrano ignorare che sono stati gli interventi sbagliati dell’uomo a determinare uno sconvolgimento che ha portato a uno squilibrio, che sta costando la perdita ogni giorno di migliaia di vite di piccoli e grandi animali ad opera di predatori e specie alloctone introdotti scelleratamente dall’uomo in  isole dove erano sconosciuti e che questo rischia di far scomparire dall’intero pianeta una biodiversità preziosa e indifesa. Solo l’uomo può intervenire per correggere i suoi imperdonabili errori, altrimenti la natura – tutta la natura – ne resterà vittima.

Noi crediamo che l’azione svolta da Ispra, Parco Nazionale, Carabinieri Forestali, università, ricercatori, sostenuti da Unione europea e ministero dell’ambiente, sia necessaria ed eccezionalmente efficace per salvaguardare la rete del vivente e la bellezza nelle nostre isole.

A Montecristo, i ratti introdotti dall’uomo distruggevano la totalità dei pulcini di specie di uccelli marini come le rare Berte minori (Puffinus yelkouan ) il cui involo, dopo la derattizzazione,  è passato da zero (dicasi zero) al 90% circa. A Pianosa la specie di gabbiano più raro del mondo il Gabbiano corso (Larus audouinii) da diversi anni non riesce a nidificare con successo a causa di vari fattori tra cui una delle più gravi  è la predazione da parte dei ratti e la competizione da parte dei Gabbiani reali (Larus michaellis).

E’ noto che su questi temi, che riguardano la sensibilità personale, le opinioni e gli approcci tra  animalisti  e ambientalisti  e protezionisti sono diverse, ma nel caso di Pianosa le imprecisioni dette sono purtroppo molte e non crediamo sia giusto – come ha fatto qualcuno – parlare di metodi crudeli e illegali, visto che le procedure e i protocolli applicati nelle isole toscane sono ancora più “prudenti” di quelli utilizzati in tutto il mondo per l’eradicazione delle specie aliene  – compresi gatti, cani, ungulati, conigli – dalle isole minori da parte di grandi associazioni ambientaliste e di protezione della fauna.

Proprio perché si tratta di temi delicatissimi, sarebbe bene non  fidarsi delle voci e diffondere notizie inesatte, ma sarebbe bene chiedere al Parco Nazionale documentazione e chiarimenti su progetti gestiti da scienziati. Sarebbe anche bene che su temi come questi associazioni ambientaliste e animaliste – pur nelle diverse convinzioni e sensibilità – si confrontassero per discutere della natura dell’Arcipelago toscano e di come tutelare la sua preziosa biodiversità di fauna e flora .

Umberto Mazzantini

responsabile nazionale Legambiente isole minori

Francesco Mezzatesta

naturalista di Bat -Biowatching arcipelago toscano

Videogallery

  • Spot del Progetto RESTO CON LIFE_ITA