Riceviamo e pubblichiamo

Perché la legge di modifica della 394 ha fatto danni ai Parchi

[26 luglio 2018]

Ho scritto e confermo che ritengo un grave errore da parte del Pd di avere ripresentato alla Camera la legge di modifica della 394 che già tanti danni ha fatto ai parchi. Qualche amico considera questo giudizio errato anche perché la legge non fu approvata. Ma i danni di cui parlo, come molti altri e non da poco, riguardano il fatto che sul piano nazionale, specie dopo il passaggio al ministero dell’Ambiente da Orlando a Galletti, il Governo ha bloccato qualsiasi iniziativa, in ‘attesa’ appunto del cambio di marcia normativo.

Parchi senza piano, commissariati per anni, senza presidente o direttore, finanziamenti bloccati in attesa degli interventi dei privati a cui la legge spalancava le porte. Non sono danni?

In attesa di una definizione più gradita, voglio dire e ribadire che ciò che manca e che urge non è una nuova legge ma una nuova politica di cui  da anni – sì, da anni – si sono perse le tracce. Per questo ritengo che bisogna riconsiderare l’opportunità di quella terza Conferenza nazionale che non si volle fare.

In ogni caso quel che serve è un tavolo che consenta a tutti i soggetti istituzionali di confrontarsi e concordare il da farsi. Tutti, significa tutti e non come ho letto in una dichiarazione di Centinaio ministro dell’Agricoltura e turismo, che vuol discutere dei suoi impegni con Regioni e Comuni. Le Province no? Un recente documento dell’Upi denuncia giustamente lo stato in cui sono finite le Province, senza quattrini e competenze trasferite alle Regioni. Non sono anche questi danni per l’ambiente e per i parchi?

Le opinioni espresse dall’autore non rappresentano necessariamente la posizione della redazione