Perché i pipistrelli vanno a sbattere negli edifici? Le illusioni e le trappole acustiche delle vetrate (VIDEO)

Scambiano le superfici lisce per acqua o percorsi aerei liberi

[8 settembre 2017]

I pipistrelli sono noti per la loro capacità di volare a velocità elevate al buio, evitando senza problemi pericoli naturali come gli alberi. Ma quando si trovano di fronte a superfici lisce e verticali, come le finestre di vetro,  i loro superpoteri sembrano andare in tilt. I ricercatori del Max-Planck-Institut für Ornithologie che hanno partecipato allo studio “Acoustic mirrors as sensory traps for bats” pubblicato su Science, spèiegano che «A volte i pipistrelli percepiscono una superficie liscia e verticale come un  percorso aperto. Un errore pericoloso ai tempi degli edifici con facciate di vetro» come dimostrano  i pipistrelli feriti o morti che si trovano accanto a questi edifici insieme a molti uccelli.

Dallo studio emerge che «La superficie liscia riflette i richiami di ecolocazione emessi da lontano dai pipistrelli t fino a poco prima della collisione e quindi agisce come uno specchio acustico».

I ricercatori tedeschi hanno studiato l’ ecolocazione  e il comportamento di volo di tre specie di pipistrelli, sia sperimentalmente che in natura. Li hanno osservati anche mentre cercando di volare attraverso una piastra liscia messa in verticale.  Ma i pipistrelli sembrano anche essere in grado di evitare queste collisioni e, in questo caso, il numero di richiami di e ecolocazione e il tempo trascorso dagli animali al di sopra della superficie sembrano influenzare la probabilità di collisione.

I pipistrelli si basano prevalentemente sull’ ecolocazione per trovare cibo, orientarsi e volare, compiendo anche lunghissime migrazioni. Ma il mondo moderno costruito dall’uomo è disseminato di trappole sensoriali che l’ inducono a compiere errori pericolosi nell’interpretare il loro ambiente.

In un precedente studio, Stefan Greif e Björn Siemers del Max-Planck-Institut für Ornithologie  avevano già dimostrato che «Le superfici lisce e orizzontali sono percepite da pipistrelli come se fossero acqua. La superficie liscia è facile da riconoscere tramite i richiami di ecolocazione, in quanto agisce come uno specchio, che riflette in lontananza richiami del pipistrello, tranne una forte eco perpendicolare dal basso. In un paesaggio naturale, i laghi ei fiumi sono le uniche superfici estese e lisce che potrebbe incontrare un pipistrello. Queste informazioni riguardanti l’acqua sembrano essere così “rigide” che i pipistrelli coinvolti nello studio non hanno rinunciato a provare a bere da un piatto di metallo, nonostante numerosi tentativi i non riusciti.

Ora, nel nuovo studio pubblicato su Science, un team di ricerca guidato da Stefan Greif e Sándor Zsebők ha dimostrato che «Le superfici lisce disposte in una posizione verticale possono essere percepite come mosse e aperte e non come ostacoli.  quando i pipistrelli vi si avvicinano».

I ricercatori tedeschi sono riusciti a capirlo studiando i Vespertili maggiori (Myotis myotis) in una flight room: hanno messo una piastra metallica liscia di 1,2x2m contro il muro e, al buio, con fotocamere a infrarossi e microfoni, hanno visto che 19 dei 21 pipistrelli studiati si sono scontrati almeno una volta con la piastra nei primi 15 minuti che hanno passato nella speso nella flight room. Nessuno dei pipistrelli ha provato a bere dalla piastra. Quando i ricercatori hanno steso la piastra sul terreno, non hanno osservato nessuna collisione, ma 13 pipistrelli hanno provato a bere dalla sua superficie.

Per comprendere quale sia la base sensoriale che provoca le collisioni con la piastra metallica verticale, i ricercatori hanno analizzato il comportamento di volo e di ecolocazione dei pipistrelli nelle sue vicinanze. Hanno quindi classificato gli avvicinamenti in tre situazioni: “vicino alla collisioni”, durante la quale i pipistrelli si avvicinavano ma non toccano la superficie liscia; “collisione con manovra”, nella quale i pipistrelli si sono scontrati con la piastra nonostante le manovre evasive all’ultimo momento; “collisione senza manovra”, nella quale i chirotteri si sono scontrati con l piastra senza alcun tentativo di evitarla.

Al Max-Planck-Institut für Ornithologie sottolineano che «In solo un terzo degli approcci osservati i pipistrelli hanno saputo evitare la collisione con la piastra. Inizialmente, quando volano verso la piastra, tutti i richiami sulla superficie liscia si riflettono lontano dal pipistrello, dando ai pipistrelli l’impressione di un foro nel muro a causa della mancanza di echi. Ma una volta arrivati in prossimità della piastra, appare un’eco forte e perpendicolare che si riflette sul pipistrello. I pipistrelli possono utilizzare questa eco per percepire che in realtà davanti a loro c’è un ostacolo e non un percorso di volo aperto. Infatti, i pipistrelli che si sono scontrati hanno prodotto meno richiami e hanno trascorso meno tempo davanti alla piastra metallica rispetto agli approcci in cui sono riusciti a evitare la collisione. Quindi, quando i pipistrelli avevano abbastanza tempo e informazioni per elaborare la situazione, erano in grado di riconoscere gli eco perpendicolari e di rilevare che la via erea aperta era un’illusione acustica».

I ricercatori hanno poi condotto esperimenti sul campo con tre diverse specie di pipistrelli e hanno anche osservato diverse collisioni con le piastre metalliche lisce. Greif, il  principale autore di entrambi gli studi, evidenzi: «Se non ci sono echi che ritornano al pipistrello tranne forti echi  perpendicolari dalbasso, per il pipistrello è un chiaro segnale della presenza di acqua. Gli stessi esatti echi che provengono di lato, tuttavia, per il pipistrello segnalano un ostacolo nella flyway che fino ad ora era stato percepita come aperta».

I pipistrelli utilizzati nello studio non potevano volare velocemente nella flight room e quindi non si son feriti andando  sbattere sulla piastra liscia, al contrario di quanto succede a milioni di uccelli e  pipistrelli morti e feriti che vengono  trovati anche sotto le preti di palazzi riv coperte di vetrate. I ricercatori  tedeschi suggeriscono di censire sistematicamente queste collisioni «per comprendere meglio l’impatto effettivo sugli animali e adottare misure sugli edifici con grandi facciate di vetro in

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