Peretola, si sblocca la Via per l’aeroporto di Firenze. E ora «sembra abbiano vinto tutti»

Il gestore dello scalo apprende la notizia con «soddisfazione» nonostante il ministero dell’Ambiente confermi 142 prescrizioni, che i detrattori dell’opera vedono come «una pietra tombale»

[6 dicembre 2017]

Dopo oltre due anni e mezzo dall’avvio di una procedura che avrebbe dovuto concludersi in 150 giorni, la Commissione tecnica Via del ministero dell’Ambiente ha emanato ieri il suo parere integrativo per il progetto del nuovo Master Plan 2014-2029 per l’aeroporto di Firenze, sbloccando di fatto lo stallo in cui era caduta l’ipotesi di realizzare una nuova pista parallela per lo scalo di Peretola. Un’opera fortemente osteggiata da molti – e fortemente voluta da altrettanti – per la quale adesso può dirsi concluso l’iter tecnico della Valutazione d’impatto ambientale:  «Seguirà ora – spiegano dal dicastero dell’Ambiente – la fase della redazione del decreto di compatibilità ambientale a firma del ministro Galletti, con il concerto del ministero dei Beni culturali».

In attesa dell’ultimo miglio, la cautela nel commentare la notizia è la linea adottata sul territorio. «A leggere i commenti al parere della Commissione tecnica del Ministero, sembra infatti che abbiano vinto tutti», ha dichiarato il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi. E – aspettando di vedere le carte – potrebbe finire davvero così.

«Un confronto costruttivo – continua Fossi, storicamente contrario all’ampliamento dell’aeroporto fiorentino – con chi la pensa diversamente ha portato in questi anni a sviluppare un lavoro molto serio e articolato attraverso un tavolo tecnico che ha permesso di produrre tutta una serie di osservazioni che sono inserite nelle prescrizioni che fanno parte del procedimento di Via. Ci viene quindi riconosciuto un lavoro che abbiamo fatto e che ha confermato tutte le preoccupazioni che già erano emerse dal punto di vista dell’impatto ambientale, urbanistico, delle viabilità e dell’assetto idrogeologico». Sono infatti ben 142 le prescrizioni e sub-prescrizioni della Via che la Commissione tecnica del ministero dell’Ambiente ha confermato.

«Questa è in realtà una buona notizia – aggiungono Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, anch’essi contrari all’opera – Tutti sanno bene che la valanga di prescrizioni, oggi confermate dal ministero sono, di fatto, una ‘bocciatura mascherata’, una pietra tombale sul progetto del nuovo aeroporto di Firenze. Il quadro prescrittivo confermato dal ministero evidenzia un numero gigantesco di criticità, non ultime quelle ambientali ed idrogeologiche. Ad esempio, le prescrizioni non dicono semplicemente che deve essere spostato il fosso reale o gli stagni di Focognano, opere di per sé estremamente complesse, ma impongono che poi si verifichi che le specie animali ci vadano per davvero, che la flora attecchisca, e solo dopo si può eventualmente fare l’aeroporto».

Eppure chi gestisce lo scalo – Toscana Aeroporti – non sembra scoraggiato. Mostra anzi «soddisfazione» per la fine dei lavori della commissione tecnica: «Apprendiamo con favore che la commissione conferma integralmente l’intero quadro prescrittivo e ritiene le intere integrazioni fornite dal proponente (Enac) tali da non variare il giudizio di compatibilità già espresso. La conclusione positiva dell’iter del progetto è il primo e fondamentale passaggio per la conclusione dell’iter di compatibilità ambientale». Solo i fatti (e gli anni) mostreranno se la riqualificazione dell’aeroporto sarà davvero portata a termine, rispettando tutte le 142 prescrizioni che secondo il ministero dell’Ambiente garantirebbero la compatibilità ambientale dell’opera, concludendo un processo che a quel punto – e solo allora – potrebbe dirsi “una vittoria per tutti”, per dirla col sindaco Fossi. Ne frattempo sarà fondamentale non abbassare la guardia.