Perù: gli indios Yora-Nahua avvelenati da mercurio, ma il governo non fa niente

Colpa del progetto gas Camisea o dell’estrazione illegale di oro?

[10 marzo 2016]

Perùindios mercurio

Survival international lancia l’allarme su quanto sta succedendo nell’Amazzonia peruviana, dove quasi l’80% degkli Yora-Nahua, una  tribù recentemente contattata in Perù, è stato colpito da avvelenamento da mercurio.  E’ già morto un bambino Nahua che mostrava sintomi compatibili con quelli da avvelenamento da mercurio.

In un comunicato l’Asociación Interétnica de Desarrollo de la Selva Peruana (Aidesep), la principale organizzazione indigena dell’Amazzonia peruviana, «sollecita lo Stato peruviano a prendere azioni urgenti ed efficaci di fronte all’intossicazione da mercurio e alla grave situazione sanitaria del popolo Yora (o Nahua) ubicato nella Reserva territorial Kugapakori Nahua Nanti, tra le regioni di Ucayali e Cusco».

Il 24 febbraio l’Aidesep aveva inviato una lettera al ministero della cultura sollecitando l’attenzione del governo di ima per «i nostri fratelli che soffrono per la contaminazione, la presenza di mercurio nel sangue oltre i limiti consentiti, malattie infettive così come respiratorie, diarrea acuta ed anche casi di tubercolosi ed epatite B che decimano ogni anno la popolazione senza che lo Stato si ritenga responsabile di questa situazione».

La lettera chiedeva che, nel minor tempo possibile, i ministeri della salute a dell’ambiente pubblichino i risultati delle indagini effettuate nel 2015  sulla popolazione Yora, per determinare il livello di mercurio nel sangue; che il ministero della salute realizzi analisi dei capelli degli indios per identificare il tipo di mercurio che ha fatto ammalare gli Yora-Nahua e quanto si sia accumulato e come in ogni individuo. «Data l’incapacità dello Stato di identificare la fonte della contaminazione, l’ambito colpito e la via attraverso la quale si sta espandendo il mercurio – dice l’Aidesep  – bisogna affidarsi ai servizi di una istituzione specializzata». Inoltre l’Aidesep chiede che  i controlli sulla presenza di mercurio nel sangue vengano estesi anche ai popoli Matsiguenka e Nanti.

Survival dice che «La causa dell’avvelenamento degli Yora-Nahua rimane un mistero ma gli esperti sospettano che il colpevole possa essere l’enorme progetto gas Camisea (gestito da un consorzio di compagnie tra cui la statunitense Hunt Oil e la spagnola Repsol, sotto la guida dell’argentina Pluspetrol,ndr) che ha aperto la terra della tribù negli anni ‘80. Il progetto è stato recentemente allargato ulteriormente all’interno del territorio nahua scatenando la forte opposizione degli indigeni. Un’altra potenziale causa dell’avvelenamento da mercurio potrebbe essere l’estrazione illegale di oro, che dilaga nella regione».

Gli Yora-Nahua  vivono all’interno della riserva degli Indiani isolati nel sud-est del Perù e, da quando sono stati contattati, hanno iniziato a soffrire anche di infezioni respiratorie acute ed altri problemi di salute.

Survival dice che «Altre comunità indigene nell’area potrebbero essere state soggette alla contaminazione da mercurio, ma non è stato condotto alcun esame. Alcune di queste comunità sono incontattate o estremamente isolate. Sembra che i Ministeri peruviani della Salute e dell’Ambiente siano a conoscenza del problema dal 2014».

Il leader indigeno Nery Zapata ha sottolineato che «La contaminazione da mercurio è estremamente dannosa per la salute umana perché i suoi effetti sono irreversibili. Il dipartimento di salute deve investigare la questione, e fermare la contaminazione che sta avvelenando la popolazione indigena».

Anche Survival International ha scritto ai ministri peruviani della salute e della cultura sollecitandoli a pubblicare i risultati del loro studio e a mettere fine alla catastrofe. Il direttore generale di Survival, Stephen Corry, conclude: «Le autorità peruviane sono sempre state piuttosto indifferenti ai problemi delle loro comunità indigene, e lo dimostra la loro totale negligenza in questo caso. Se questo avvelenamento fosse avvenuto a Lima non penso che sarebbero stati così superficiali nel rispondere, o così lenti a pubblicare i risultati delle loro ricerche. È scandaloso che non facciano di più per risolvere questa crisi. E il fatto che stiano nascondendo informazioni al pubblico la dice lunga».