Istituito grazie a un accordo con le popolazioni indigene, ma non tutti sono d’accordo

In Perù istituito il Parque Nacional Yaguas, un’area protetta più grande dell’Umbria (FOTOGALLERY)

La più grande concentazione di specie di acqua dolce, piante, mammiferi e uccelli del Perù

[15 gennaio 2018]

A pochi giorni dall’arrivo in Perù di Papa Francesco – che dedicherà gran parte della sua visita ai temi ambientali – Il Servicio nacional de Áreas naturales protegidas por el Estado (Sernanp) del Perù ha annunciato l’istituzione del  Parque Nacional Yaguas  che si estende nelle province di Putumayo e Mariscal Ramón Castilla, nella Regione di Loreto, vicino alla frontiera con la Colombia.

Secondo il Sernanp, «Il 2018 si annuncia come un grande anno per la conservazione delle forestre amazzoniche. Da oggi il nostro Paese conta sul nuovo  Parque Nacional Yaguas che, grazie al suo enorme valorr ecologico, costituisce un luogo unico nell’Amazzonia peruviana  e una delle zone con maggiore megabiodiversità del mondo«

Il Parque Nacional Yaguas si estende su quasi 8.690 Km2 (868.927,84 ettari), è più grande dell’intera Umbria,  ospita la maggiore quantità di specie di acqua dolce del Perú, così come di flora e fauna terrestri.

Questa gigantesca area protetta è stata istituita in seguito a studi realizzati da ricercatori del Field Museum of Natural History, dell’Instituto del Bien Común, della  Zoologische Gesellschaft Frankfurt  e del Sernanp che hanno concluso che nello Yaguas si gtrova la maggiore biodiversità di pesci di acqua dolce – più di 330 specie censite – sette volte di più che nel Parque Nacional del Manu, un altro gioiello ambientale del Perù. a.

Il Sernanp evidenzia che «Con questo livello di protezione che determina la categoria di Parco Nazionale, nello Yaguas si rafforzano i meccanismi di controllo di fronte a attività illecite come le miniere e il taglio illegale, preservando la cosa che conta di più: l’importante patrimonio naturale. Inoltre, questa categorizzazione permette al Perù di diventare un lieader internazionale nella conservazione di grandi spazi del territorio amazzonico, assicurando così il mantenimento delle risorse naturali a beneficio delle popolazioni locali e delle comunità native che vedono grantiti i loro diritti collettivi e ancestrali. Allo stesso tempo, con questa decisione, Il Perú riafferma il suo impegno sul cambiamento climatico attraverso la conservazione delle foreste e delle zone umide (turberas) che sono fonte di stoccaggio del carbonio».

Il procedimento per istituire il Parque Nacional Yaguas è iniziato nel 2011, quando venne insediata la Comisión de Categorización formata da Sernanp, comunità indigene, governo regionale di Loreto, Municipalità e ministero dell’agricoltura. Dopo 5 anni di stallo, il lavoro di questa commissione è ripreso nel 2016 con l’ingresso dei ministeri dell’energia e miniere, della Marina da guerra, del Servicio forestal y de fauna silvestre (Serfor) e soprattutto della  Federación de Comunidades Nativas del Ampiyacu, del Bajo Putumayo y de la Frontera Putumayo.

Il processo di consultazione è stato sostenuto dal  Ministerio de Cultura y la Defensoría del Pueblo al quale hanno partecipato 29 comunità indigene, 23 delle quali si sono espresse a favore del Parco Nazionale.

Nel Parque Nacional Yaguas  vivono più di 3.000 specie di piante, 500 specie di uccelli e 160 di mammiferi, oltre a innumerevoli specie di rettili e insetti

Su Mongbay LATM, Yvette Sierra Praeli spiega che «Da trent’anni cle comunità che vivono nei dintorni della nuova area sollecitano che questa parte dell’Amazonía dibventi un Parco Nazionale, soprattutto per assicurare la protezione di tutta la biodiversità e di un territorio che considerano sacro».

Liz Chicaje Churay, ua leader del popolo Bora e frappresentangte della Federación de Comunidades Nativas de la cuenca del río Ampiyacu (Fecona), si è dichiarata molto soddisfatta per l’istituzione della nuova area protetta: «Con la creazione del Parque Nacional Yaguas si sta rispettando la nostra cultura, le nostre foreste e la nostra proposta di vita. Il Yaguas reppresenta un territorio sacro, una fonte di vita che è stata difesa dai nostri antenati. Ringrazio nità in questyo processo.

Anche Benjamín Rodríguez, Presidente della Federación de Comunidades Nativas Fronterizas del Putumayo (Fecnafropu), ha ringraziato il governo: «Con la categorizzazione dell’Yaguas come Parco Nazionale si è fatto un passo avanti importante per consolidare la gestione di un grande territorio con utilizzi differenti accanto alla nostra frontiera, che garantirà la vita di 70 comunità. Questo buen vivir è quello che vogliamo lasciare in eredità alle nostre future generazioni. Spero che le autorità peruviane attuino gli impegni presi durante il processo di consultazione preventiva per la categorizzazione del Parco».

Nel Parco è abbastanza facile avvistara la sachavaca (il tapiro del Sudamerica – Tapirus terrestris)

che di solito è molto raro ed ha una densità di popolazione molto bassa anche nelle altre aree protette e la salvaguardia delle specie servirà anche ad esercitare la caccia di sussistenza così come è prevista nello studio di Conservación Estratégica: dei 23 millioni di soles di finanziamenti che arriveranno dal governo centrale di Lima per l’istituzione del Parco, poco più di 17 millones de soles andranno alle comunità indigene per evitare la riduzione o la scomparsa di specie che sono alla base della loro alimentazione, a cominciare dall’huangana (il pecari labiato, Tayassu pecari), classificato come Vulnerabile nella Lista Rossa Iucn.

A esta evaluación económica hay que  sumarle el inventario social y biológico que los expertos del Field

Secondo il rapporto tecnico del Sernanp del 2016, il nuovo Parque Nacional Yaguas eviterà nei prossimi 20 anni le emissioni di 1,5 milioni di tonnellate di carbonio, equivalenti a 8.3 milioni di soles.

Corine Vriesendorp, direttrice del  Pograma Andes-Amazónicos del Field Museum di Chicago, ha detto a Mongabay Latam di aver ricevuto con molta emozione dell’istituzione del Parco e che si felicitava xcon «Il governo peruviano, le organizzazioni che hanno lavorato duramente per realizzare un sogno, gli scienziati peruviani e colombiani che hanno ralizzato un rapido inventario so ciale e biologico e, soprattutto, con le comunità Bajo Putumayo che hanno sifferto molto durante l’epoca dello sfruttamento del caucciù e che hanno lottato tutti questi anni per proteggere la “sachamama”, il suo luogo sacro nel Yaguas. Questa nuova area protetta rappresenta un’opportunità, sempre più rara, di preservare la totalità di un vasto e intatto bacino amazzonico. Si tratta di uno spazio che non è rappresentato uin nessuna altra area protetta del Perú, perché proteggerà ecosistemi, specie e popolazioni molto diverse da quelle che vivono in altri parchi nazionali peruviani. La funzione più importante del nuovo Parco Nazionale sarà quella di diventare il cuore di un mosaico di aree di conservazione e utilizzo sostenibile del nororiente del Perú».

Fernando Alvarado, Presidente della Federación de Comunidades Indígenas del Bajo Putumayo (Fecoibap), ricorda che però le più grandi minacce per lo Yaguas vengono dalle miniere e dal taglio di alberi illegali e dice che «Il governo ha fatto giustizia ascoltando le richieste dei popoli per conservare questa zona sacra, dove vivono gli spiriti dei boschi e dove la fauna e la flora sono il nostro sostentamento. Conservare questo territorio è il contributo dato al mondo dalle comunità, è la maniera con la quale affronteranno il cambiamento climatico e lavoreranno insieme alle autorità ambientali per consolidare la gestione del nostro bel territorio».

Secondo i calcli di Conservación Estratégica, senza l’istituzione del Parco, nei prossimi 20 anni minatori e boscaioli illegali avrebbero raso al suolo 157.067 ettari di foresta e in molti dicono che le comunità indigene che si sono espresse contro l’istituzione del .Parque Nacional Yaguas sono quelle che hanno maggiori legami con queste attività illegalis. Ma i leader dell’Organización de Comunidades Indígenas del Bajo Putumayo y Río Yaguas (Ocibpry) ribattono che la loro opposizione al Parco è dovuta al fatto che le loro comunità sono quelle più vicine alla nuova area protetta e che utilizzano maggiormente le sue risorse.

Ana Rosa Saenz Rodríguez, coordinatrice regionale del Programa Gran Paisaje Indígena Putumayo Amazonas dell’Instituto del Bien Común, ribatte che all’istituzione del Parco Nazionale si è arrivati dopo un processo partecipativo inziato addirittura negli anni ’90 proprio con il coinvolgimento dei popoli indigeni del Putumayo  che poi hanno partecipato a tutte le fasi successive. «Attraverso strumenti come la mappatura partecipativa, le analisi dei dati satellitari, planes de vida, strategia di rafforzamento delle federaciones, dei e delle leader  siamo andati avanti nel classificare il territorio di questo grande paesaggio, dato che un territorio ordinato è una grande opportunità per l’inverstimento pubblico e privato che va a beneficio della comunità. Esistono accordi di utilizzo obbligatorio adottati durante il processo di consultazione preventiva per la gestione delle risorse della pesca il Parque Nacional Yaguase queste dovranno essere implementate dai pescatori della zona e le autorità regionali e nazionali. Le attività ancestrali du utilizzo delle risorse a beneficio delle famiglie saranno rispettate e non saranno danneggiate dall’istituzione del Parco Nazionale».

L’espeta dell’Ibc non condivide le proteste delle popolazioni indigene che si oppongono al Parco: «C’è stato un processo armonioso con esperienze speciali che ci ha permesso di far parte del buen vivir delle comunità . La allegría e le difficoltà dei popoli sono stati presenti in ogni momento Camminando per i loro territori abbiamo appreso molto sulla loro cultura e sulla ricchezza del territorio  dei fiumi, dove sii può vedere tutto questo, tanto che siamo rimasti impressionati dalle grandi dimensioni dei pesci e di altri animali».

La ministra dell’ambiente del Perù, Elsa Galarza, conclude: «Il Parque Nacional Yaguas è una cdelle ultimew aree incontaminate del Perù con una grande quantità di risorse idrobiologiche, di flora e fauna. La categoria di Parco Nazionale si riferisce a un territorio intangibile, tuttavia, si può far uso delle risorse in maniera indiretta attraverso attività di ricerca scientifica e turismo».