Pesca di frodo a Giannutri: denunciati i bracconieri e sequestro dell’imbarcazione

Legambiente: “Daspo” per i bracconieri. Sequestro della barca essenziale per difendere biodiversità e pescatori onesti

[10 ottobre 2017]

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano comunica che «I Carabinieri Forestali della Stazione di Isola del Giglio, coadiuvati dal reparto nautico dell’ Arma, hanno colto in piena azione alcuni pescatori “sportivi” di frodo all’interno dell’area interdetta del Parco nazionale  dell’Arcipelago Toscano a Giannutri. Il soggetto è stato identificato e denunciato. In questo caso c’è poi una novità, oltre all’attrezzatura da pesca ed il pescato, è stato effettuato anche il sequestro della barca utilizzata dai pescatori. Riteniamo importante questo atteggiamento, che auspichiamo funga da forte deterrente per chi volesse intraprendere azioni simili nelle zone 1 del parco. La pesca illegale è da ritenersi dannosa per l’ambiente e la pesca all’interno di un’area interdetta è una attività intollerabile oltre che sleale nei confronti di tutti i pescatori corretti che sono la quasi totalità».

L’Ente Prco annuncia che «A tal proposito, a breve, sarà firmata una convenzione tra Parco Nazionale e Reparto Operativo Aereo Navale della Guardia di Finanza per aumentare i controlli a mare e specializzare gli stessi controlli proprio nei confronti dei bracconieri “abituali”. La Guardia di Finanza prenderà in carico anche l’intero sistema di videosorveglianza del parco nazionale e potrà utilizzare questo prezioso strumento per estendere la propria capacità operativa. Per quanto riguarda la tutela del mare, dopo lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato e la soppressione del gruppo nautico del corpo, il Parco nazionale procede secondo l’idea iniziale del Presidente Sammuri ed oggi con il Vice Presidente Feri, con l’obiettivo di raccordare il più possibile i compiti dei diversi corpi di polizia per tutelare le acque protette e mettere a sistema le rispettive competenze ed abilità. In questo senso è molto importante anche il supporto fornito al Parco dalla Capitaneria di Porto che si è resa sempre disponibile alle attività dell’ Ente, sia per alcune azioni effettuate durante la stagione estiva, ma anche per controlli ed interventi durante i periodi invernali. Non a caso, di recente, la Capitaneria di Porto ha ospitato la sede del tavolo istituzionale per Giannutri e cioè del gruppo di lavoro che sta affrontando le molte criticità che affliggono l’ isola».

Il Parco Nazionale sottolinea che «Sono moltissime le segnalazioni che arrivano da Giannutri e proprio per questo già da questa estate la presenza sull’isola dei Carabinieri Forestali è stata quasi fissa grazie ad un accordo tra il Parco Nazionale e l’Arma. La presenza dei militari è stata un importante punto di riferimento per tutti; al termine della stagione i Carabinieri Forestali hanno potuto relazionare ampiamente circa le diverse criticità dell’isola (problematiche note e meno note), sulle quali si è aperto da poco un tavolo istituzionale. Sono state diverse le azioni che hanno impegnato il personale dell’ Arma nel periodo estivo; tra le varie va anche segnalato il controllo finalizzato agli accessi illegali nel sito archeologico della Villa romana: accessi che sono stati riscontrati e sanzionati grazie ad opportuni appostamenti, frutto di segnalazioni e rilevamenti a mezzo sistema di vigilanza remota. Anche in quel caso sono state sorprese e denunciate diverse persone che si erano introdotte all’interno del sito archeologico manomettendo la recinzione».

Tra chi ha fatto negli ultimi anni più segnalazioni e dossier di denuncia su quel che avviene a terra e a mare  Giannutri c’è sicuramente Legambiente Arcipelago Toscano, che non nasconde la sua soddisfazione: «Ci complimentiamo con Carabinieri Forestali e Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano per aver beccato e sanzionato i bracconieri del mare che abbiamo più volte segnalato all’opera  a Giannutri. . dice Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana – E’ davvero un’importante novità, che speriamo venga confermata ed estesa anche gli altri bracconieri che infestano le aree a mare tutelate dal Parco anche nelle altre isole, che ci sia stto anche il sequestro dell’imbarcazione. Una misura necessaria – in uso in molti Stati – per impedire i bracconieri e i pirati del mare di continuare  commettere i loro crimini dopo le multe e  i sequestri di attrezzature da pesca e del pescato, visto che possono recuperare il danno arrecato loro  dalle forze dell’ordine  con una sol pescata  Giannutri o Pianosa. Per i pescatori di frodo, sia sportivi che “professionisti” occorrerebbe una specie di “Daspo” che impedisse loro di andare a pesca e il sequestro dell’imbarcazione è il primo passo verso la tutela reale del mare e dei pescatori onesti»