Pesca illegale nell’Arcipelago Toscano. Greenpeace: «Intervenga il ministro»

«Cosa fanno Guardia Costiera e Ministero per reprimere e prevenire le attività di pesca illegale?»

[13 aprile 2015]

A denunciare l’ennesimo caso di pesca illegale nell’Arcipelago Toscano è stato un coraggioso pescatore artigianale di Marina di Grosseto, Roberto Culotta, che ha trovato in Greenpeace l’associazione che ha rilanciato livello nazionale l’allarme contro «I soliti ignoti che pescano illegalmente sotto costa con le reti a strascico».

Culotta, qualche notte fa, uscendo con la sua piccola barca per gettare le reti, ha rischiato di essere  travolto da un peschereccio a strascico che« operava a luci spente, in piena notte e a pochi metri dalla costa».

Serena Maso, della campagna mare di Greenpeace, parla di «Un atto criminale e irresponsabile, un pericolo per gli altri natanti e un danno enorme per l’ambiente e le risorse ittiche. Ancor più grave è che questo tipo di attività siano frequenti se non addirittura quotidiane in questo tratto di costa toscana. Da anni i pescatori artigianali locali chiedono aiuto al Ministero e alle Autorità, ma a fronte delle tante segnalazioni i pirati del mare continuano indisturbati a operare. I pescherecci a strascico, sono molto più grandi, potenti e impattanti rispetto alle barche della piccola pesca artigianale che, se praticata in modo corretto, ha un minor impatto sull’ambiente. Per questo la pesca con le reti a strascico è consentita oltre le tre miglia di distanza dalla costa o a profondità superiori ai 50 metri. Regole precise che servono a preservare le risorse marine e habitat di primaria importanza per la riproduzione e la crescita di molte specie, come le praterie di posidonia (Posidonia oceanica) e di Cymodocea nodosa».

Gli ambientalisti ricordano che nel litorale maremmano i pescatori locali si sono dovuti organizzare da soli, realizzando il Progetto “La Casa dei Pesci”  per finanziare l’installazione di barriere artificiali «per prevenire attività di pesca a strascico illegale e proteggere questo meraviglioso tratto di costa toscana e le risorse che lo popolano. Greenpeace è al fianco di questi pescatori onesti e coraggiosi e ha deciso di sostenere questo progetto, ma il governo e le autorità devono farsi carico di questo annoso problema».

La Maso conclude con un altro affondo contro le istituzioni: «Ci chiediamo cosa stiano facendo la Guardia Costiera e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per reprimere e prevenire queste attività di pesca illegale, denunciate numerose volte. L’Italia ha da poco evitato una  procedura d’infrazione per non aver saputo controllare e prevenire adeguatamente la pesca illegale, ma è evidente che i controlli sulla pesca a strascico illegale nel litorale maremmano non sono sufficienti. Dopo questo ennesimo episodio, chiediamo al ministro Martina di rispettare gli impegni presi adottando provvedimenti immediati! Chiediamo anche ai cittadini di unirsi al nostro appello e far sentire la loro voce, firmando il nostro appello http://innomedelmare.greenpeace.it».