Il pesce tigre che cattura le rondini in volo (ECCEZIONALI FOTO E VIDEO)

[13 gennaio 2014]

E’ noto che diversi animali acquatici predano uccelli e che diversi squali ed altri predatori marini compiono balzi fuori dall’acqua, la predazione di uccelli è stata raramente osservata anche da parte di alcune specie che vivono nei fiumi e nei laghi come i persici trota (Micropterus salmoides), le anguille, (Anguilla spp.), i piraña (Serrasalmus Piraya) e i lucci (Esox lucius) ma si è sempre trattato di uccelli attaccati mentre nuotavano, galleggiavano in superficie o fermi vicino al bordo dell’acqua. Recentemente  sono state documentati pesci che balzano fuori dall’acqua che catturano piccoli uccelli fermi (Marshall 2011), anche in questo caso si trattava di un paio di individui di Micropterus salmoides che hanno inghiottito una Cannaiola Acrocephalus gracilirostris e un  tessitore mascherato minore (Ploceus velatus) fermi nella vegetazione a 15 cm sopra la superficie. Ma quello che hanno scoperto un team di ricercatori  sudafricani del Water Research Group (Ecology), dell’Unit of Environmental Sciences and Management della North-West University ha dell’incredibile.

Fin dagli anni ’40 del secolo scorso in Sudafrica circolavano voci che dei pesci di acqua dolce, i pesci tigre africani (Hydrocynus vittatus), saltassero fuori dall’acqua per prendere al volo gli uccelli. Anche se nessuno scienziato aveva mai visto niente del genere in molti pensavano che la possibile predazione di rondini Hirundo rustica che volano a pelo d’acqua nel lago della Ndumu Game Reserve dipendesse dalla presenza nello specchio d’acqua di una vasta popolazione di H. vittatus.

Nel rapporto “First observation of African tigerfish Hydrocynus vittatus predating on barn swallows Hirundo rustica in flight” pubblicato sul Journal of Fish Biology  i ricercatori documentano  che «Una popolazione di pesci tigre africani Hydrocynus vittatus della Schroda Dam,  predano attivamente le rondini Hirundo rustica in volo» e spiegano che «Questo comportamento è stato scoperto durante uno studio di radio-telemetria e documentato con una videocamera cinematografica. Questi risultati dimostrano che una dieta aviaria fa parte della biologia dell’alimentazione dell’H. vittatus e che può verificarsi in altre popolazioni».

Quello della diga di Schroda è un piccolo bacino artificiale che sorge lungo il corso del Limpopo, nel Mapungubwe National Park, al confine tra Sudafrica, Botswana e Zimbabwe, ed è qui che i ricercatori hanno per caso filmato l’incredibile inseguimento e l’attacco dal basso  alle  velocissime rondini da parte dei grossi e feroci pesci tigre, che qualcuno chiama piraña africani. Sono i primi episodi documentati di un pesce di acqua dolce che preda uccelli in volo.

Nico Smit, che guidava i ricercatori della North-West University,  ha detto che il suo team non era stato mai veramente convinto dai racconti aneddotici, così si è messo a studiare la migrazione dei pesci tigre nel lago artificiale del Mapungubwe National Park e di come utilizzano questo habitat che questi  voraci pesci, che possono raggiungere un metro di lunghezza, hanno colonizzato. Quindi gli scienziati sudafricani non stavano cercando pesci che volano fuori dall’acqua e sono rimasti ancora più sorpresi quando hanno  osservato  ben 20 attacchi al giorni di pesci tigre alle rondini che volavano sul lago. Attacchi che variavano dagli inseguimenti fatti dai pesci da sotto la superficie, seguiti da salti fuori dall’acqua per inghiottire le rondini, agli attacchi diretti dalle acque più profonde. Un comportamento predatorio che richiede grandi abilità, anche di calcolo della velocità e della rifrazione.

Smit  ha spiegato a Nature: «L’intera azione del saltare e prendere la rondine in volo accade così incredibilmente in fretta che, dopo che la abbiamo vista per la prima volta, a noi tutti ci è voluto davvero un po’ per comprendere appieno quello che avevamo appena visto». Dopo aver visionato accuratamente le immagini «La prima reazione è stata di pura gioia, perché ci siamo resi conto che stavamo assistendo a qualcosa di veramente incredibile ed unico».

Secondo Smit questo comportamento straordinario finora era stato ignorato perché in Africa gli studi sui pesci d’acqua dolce sono molto pochi e conclude: «Ci auguriamo che i nostri risultati possano veramente focalizzare l’attenzione sull’importanza della ricerca di base sull’acqua dolce e in particolare sui comportamenti dei pesci».

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