Ecco il pesce lumaca che vive più in profondità di tutti: a più di 8.000 metri nella Fossa delle Marianne (VIDEO)

E’ completamente indifeso, ma prospera a profondità proibitive anche per gli altri pesci abissali

[1 dicembre 2017]

Si credeva che i pesci non potessero sopravvivere nella parte più profonda dell’oceano, a migliaia di metri sotto la superficie, in condizioni proibitive, è stata quindi grande la sorpresa di un team di scienziati (Mavkenzie Gerringer, Erica Goetze e Jeffrei Drazen del Dipartimento di oceanografia dell’Università delle Hawaiʻi – Mānoa, Thoms Linley e Alan Jamieson della School of marine science and technology dell’università di Newcastle)  quando hanno scoperto che a profondità di circa 8.000 metri  nella Fossa delle Marianne, vicino a Guam, prospera un pesce  che non è dotato di denti giganti e acuminati o di mascelle potenti come molte specie di profondità, ma è traslucido, senza squame ed è in grado di vivere benissimo dove ci riescono pochi altri organismi.

Inoltre il team statunitense-canadese-britannico ha scoperto che quello che hanno chiamato Marian snailfish è una specie nuova per la scienza (Pseudoliparis swirei) e quindi ha freso nota questa eccezionale scoperta nello studioPseudoliparis swirei sp. nov.: A newly-discovered hadal snailfish (Scorpaeniformes: Liparidae) from the Mariana Trench” pubblicato su Zootaxa.

La  Gerringer, principale autrice dello studio, attualmente in forza ai Friday Harbor Laboratories dell’università di Washington, spiega che «Questo è il pesce più profondo che è stato raccolto dal fondo dell’oceano, e siamo molto entusiasti di avergli dato un nome ufficiale. Non sembrano molto robusti o così forti da poter per vivere in un ambiente così estremo, ma hanno un enorme successo».

I pesci si trovano a diverse profondità nei mari di tutto il mondo, anche al largo della costa dell’isola di San Juan, dove la Gerringer continua la sua ricerca su questa famiglia di pesci. In profondità, gli individui si raggruppano e si nutrono di minuscoli crostacei e gamberi aspirandoli con la bocca per ingoiarli.  Si sa molto poco su come questi pesci possano sopravvivere ad una pressione elevatissima, simile a quella che eserciterebbe un elefante su una superficie di un pollice quadrato.

Eppure questa nuova specie sembra dominare alcune zone della Fossa delle Marianne, area oceanica più profonda del nostro pianeta. Durante le spedizioni oceanografiche del 2014 e 2017 (finnanziate da National Science Foundation, Schmidt Ocean Institute e Marine Alliance for Science and Technology for Scotland), il team di scienziati ha raccolto lungo la Fossa delle Marianne 37 esemplari delle nuove specie da profondità che andavano da circa 6.900 metri a 8.000 e hanno realizzato analisi del DNA e una scansione tridimensionale per analizzare le strutture scheletriche e tissutali che hanno permesso loro di determinare di aver trovato una nuova specie: il pesce lumaca delle Marianne.

Dopo di allora, un team di ricerca giapponese  ha girato filmati di questi pesci che nuotano a profondità di 8.178 metri, finora l’avvistamento più profondo di Pseudoliparis swirei.

Linley evidenzia che «I pesci lumaca si sono adattati per andare più in profondità degli altri pesci e possono vivere nelle fosse profonde. Qui sono liberi da predatori e la forma a imbuto della fossa significa che c’è molto più cibo, Ci sono molte prede invertebrate e il pesce lumaca è il miglior predatore. Sono attivi e sembrano molto ben nutriti»

Sono molto pochi i ricercatori ad aver esplorato la Fossa delle Marianne e, a causa della sua profondità e posizione, ancor meno sono le indagini complete su questo ambiente estremo e sui suoi abitanti Le crociere scientifiche, condotte mentre la Gerringer completava il suo dottorato all’Università delle Hawai’i – Mānoa, prevedevano l’invio di trappole dotate di telecamere sul fondo della  Fossa delle Marianne e ci volveano anche 4 ore prima che il dispositivo raggiungesse il fondale. Dopo aver aspettato altre 12 – 24 ore, i ricercatori hanno inviavano un segnale acustico alla trappola, che si liberava dei pesi risaliva in superficie,  E’ così che gli scienziati hanno catturato gli esemplari del “nuovo” pesce abissale e ripreso video della vita sul fondo dell’oceano.

I filmati della crociera di ricerca del 2014 sulla R/V Falkor verranno trasmessi anche nella serie “Blue Planet II” della BBC, che va in onda el Regno Unito. Durangte la stessa crociera il team di ricerca ha filmato anche un’altra specie finora sconosciuta, l’ethereal snailfish, che vive nelle profondità della Fossa delle Marianne.

La Gerringer sottolinea: «Ci attendono un sacco di sirprese. È incredibile vedere cosa vive lì. Pensiamo a qesto come a un ambiente difficile perché è estremo per noi, ma c’è un intero gruppo di organismi che sono molto felici laggiù».

Se la profondità a cui vive lo Pseudoliparis swirei è la sua caratteristica più distintiva, i ricercatori hanno anche scoperto una serie di differenze nella fisiologia e nella struttura corporea che hanno chiarito loro di aver trovato una nuova specie. Con l’aiuto di un CT scanner at the dei Friday Harbor Laboratories, gli scienziati hanno potuto esaminare dettagliatamente i dettagli digitalizzati per studiare i vari organi ed  elementi del pesce. Gli autori dello studio riconoscono che per ottenere questi risultati e per studiare le profondità marine estreme è necessaria un’ampia collaborazione e per questo hanno deciso che il nome scientifico del nuovo pesce doveva riflettere questo sforzo collaborativo: il Marian snailfish prende infatti il pesce prende il nome dal marinaio, Herbert Swire, un ufficiale della spedizione HMS Challenger che alla fine del 1800 che scoprì per primo la Fossa delle Marianne.

Videogallery

  • Mariana snailfish feeding on the ocean floor

  • Mariana Trench - 7485m - Snailfish