L'Enpa ha soccorso decine di anatre, aironi, papere, germani e oche

Petrolio, dal disastro di Genova moria di pesci e uccelli. Lipu: ecco come soccorrerli

«Il governo ha sottovalutato il referendum sulle piattaforme petrolifere, apra almeno gli occhi sul tema della gestione»

[20 aprile 2016]

Damage caused by the rupture a pipeline of the oil plant of 'Iplolm' because of which oil is poured in the Polcevera stream that connects the port of Genoa with the Po Valley, 19 April 2016. ANSA/ LUCA ZENNARO

È allarme uccelli selvatici in Valpocevera, dopo la fuoriuscita di petrolio dalla Iplom di Genova. A lanciarlo è la Lipu, che in queste ore sta fornendo informazioni per prestare soccorso immediato agli uccelli vittime del petrolio, soprattutto germani reali, gabbiani reali e aironi. Considerato che aprile è il mese della migrazione degli uccelli, i rischi per la natura derivanti dal disastro sono molto elevati.

Per aiutare volontari, enti o istituzioni impegnate nel soccorso, la Lipu pubblica sul proprio sito web all’indirizzo un Protocollo di gestione (diffuso proprio nei giorni scorsi) con tutte le indicazioni per prestare soccorso agli animali in difficoltà.

«Il disastro ambientale di Genova, per il quale la Lipu si costituirà parte civile, avviene in un periodo delicato per la nidificazione di tante specie animali – commenta Fulvio Mamone Capria, presidente Lipu – La moria di pesci sta mettendo in pericolo molti uccelli acquatici come anatre, soprattutto germani reali, gabbiani e aironi, che di pesci si nutrono, ma anche i passeriformi che vivono lungo i torrenti o in prossimità del mare».

È l’ennesima brutta pagina di una storia che si ripete troppo spesso, per cattiva gestione, incuria o vero e proprio dolo. «Abbiamo ancora in mente – prosegue il presidente Lipu – il disastro del dicembre 2014 a Maccarese, a Roma, con la fuoriuscita di kerosene dalle condotte di fornitura del carburante agli aerei di Fiumicino, i cui danni furono molto gravi, un incidente sul quale abbiamo presentato la settimana scorsa un nuovo esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia. Il nostro habitat è fragile non possiamo consentire che incidenti possano mettere in ginocchio la natura con ripercussioni gravi anche sui cittadini e l’economia. Il governo, che ha sottovalutato il referendum sulle piattaforme petrolifere, apra almeno gli occhi sul tema della gestione della materia, che necessita di molta più accortezza e di norme più rigorose».

Proprio nei giorni scorsi la Lipu aveva diffuso un Protocollo di gestione degli uccelli vittime di disastri petroliferi per il soccorso della fauna selvatica colpita dalle fuoriuscite di petrolio nell’ambiente. Il Protocollo descrive nel dettaglio cosa fare se si rinviene un uccello colpito da petrolio: dall’uso di guanti alle norme di primo soccorso (pulizia del becco, degli occhi e delle zampe), da effettuare solo in caso non si riesca immediatamente a trasportare l’animale in un centro di prima accoglienza o recupero. Il protocollo si addentra poi nelle procedure di gestione sanitaria degli uccelli vittime di disastri petroliferi (dal problema dell’ipotermia alle procedure di lavaggio, riabilitazione e liberazione degli animali), mentre un capitolo è dedicato ai materiali necessari a un centro di prima accoglienza.

Il documento si completa con l’elenco dettagliato, con contatti e nominativi dei responsabili, dei centri di recupero della Lipu e altri Centri recupero in tutta Italia.

Nell’area del Polcevera interessata dallo sversamento di petrolio  stanno intervenendo anche i volontari dell’Ente nazionale protezione animali che hanno già soccorso decine di esemplari di anatre, aironi, papere, germani e oche e che attualmente presidiando la zona con una unità di intervento rapido alla ricerca di animali in difficoltà. L’Enpa genovese, d’intesa con i Vigili del Fuoco e con le altre autorità impegnate nella zona del Polcevera, ha inoltre attivato un numero di emergenza – lo 010.5531696 – al quale residenti e istituzioni possono inoltrare segnalazioni relative ad animali in difficoltà. Una volta prelevati dall’area inquinata, i selvatici, intrisi di petrolio e con gravissimi sintomi di intossicazione, vengono portati presso la sede della Sezione genovese dove i volontari li trattano prima con oli vegetali leggeri, per pulire le piume dal petrolio, quindi con detergenti neutri per rimuovere gli agenti contaminanti. «Poi – spiega Massimo Pigoni, responsabile della Protezione Animali genovese e vicepresidente nazionale di Enpa – non resta altro che incrociare le dita, sperando che i livelli di intossicazione non siano letali. Questo è quanto accade nel migliore dei casi, perché sovente gli animali arrivano alla sede Enpa privi di vita».

A  preoccupare i volontari non è soltanto la fase strettamente emergenziale, «E’ anche e soprattutto il “dopo” – dicono all’Enpa – poiché i danni causati dallo sversamento di petrolio sembrano destinati a produrre conseguenze durature sull’ecosistema e la biodiversità, gravemente colpiti dal disastro. Insomma, i selvatici saranno a rischio anche dopo il superamento dell’attuale fase di crisi».  Proprio per questo che l’Enpa di Genova monitorerà la zona con particolare attenzione affinché il maggior numero di esemplari possa superare indenne questo difficile momento. «Nelle passate settimane avevamo più volte lanciato l’allarme sui pericoli collegati allo sfruttamento dei combustibili fossili, invitando gli italiani a schierarsi per una nuova politica energetica, innovativa, efficiente e rispettosa dei principi stabiliti a Parigi. Purtroppo – conclude Pigoni – i tragici fatti di queste ore stanno dando ragione a noi e a 16 milioni di persone che con il loro voto hanno espresso disapprovazione per la politica energetica del Governo. Quanto accaduto sia di monito per tutti».