La piaga delle locuste potrebbe tornare sul serio

[2 ottobre 2014]

Il flagello delle locuste che si è diffuso in tutto il Madagascar mettendo a rischio le principali coltivazioni e i principali  pascoli del paese è stato contenuto, ma i progressi restano minacciati dalla mancanza di fondi, ha annunciato oggi la FAO.

All’inizio della diffusione della piaga nell’aprile 2012, la terribile Locusta Migratoria Malgascia ha distrutto colture e pascoli nella sua migrazione dal sud-ovest del paese verso il nord. Nell’aprile 2014 aveva già colpito le maggiori aree di coltivazione del riso nel nord-ovest del paese, mettendo a rischio i mezzi di sostentamento di 13 milioni di persone.

Il potenziale per ulteriori danni è stato contenuto dalla prima campagna di controllo delle locuste, parte di un programma triennale condotto congiuntamente dalla FAO e dal Governo del Madagascar, in stretta collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale.

«Gli effetti di questa piaga avrebbero potuto essere devastanti, ma grazie agli enormi sforzi del Governo del Madagascar, con il sostegno della FAO, siamo riusciti ad evitare che queste locuste proseguissero ulteriormente la loro migrazione», ha detto David Phiri, Coordinatore Sub-regionale della FAO per il Sud Africa.

Dall’inizio degli interventi di controllo delle locuste nel Settembre 2013, le operazioni di ricognizione aerea su larga scala hanno permesso di monitorare oltre 30 milioni di ettari di territorio e di controllare le popolazioni di locuste su oltre 1,2 milioni di ettari.

Un totale di 28 milioni di dollari è stato donato finora dai governi di Austria, Belgio, Francia, Italia, Giappone e Madagascar – attraverso un prestito della Banca Mondiale -, Norvegia, Stati Uniti, Unione Europea e il Fondo Centrale per la Risposta alle Emergenze delle Nazioni Unite (CERF). Tra i donatori vi sono anche Algeria, Mauritania e Marocco, che hanno fornito i pesticidi.

I risultati preliminari di una missione di valutazione condotta da FAO e WFP tra metà giugno e metà luglio 2014, in collaborazione col Ministero dell’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, indicano che la prima campagna anti-locuste ha evitato ulteriori danni alle coltivazioni e ai pascoli e ha protetto le ampie regioni del paese produttrici di riso, situate nel centro e nel nord.

Questa prima campagna ha anche offerto l’opportunità per rafforzare ulteriormente le competenze e le capacità nazionali nel gestire la piaga delle locuste.

«Nonostante il grande sostegno ricevuto e i risultati ottenuti, tuttavia, ci troviamo ora di fronte a una nuova sfida per via della mancanza di fondi», afferma Phiri.

I fondi disponibili al momento sono sufficienti solo ad attuare la prima parte della seconda campagna di controllo delle locuste, iniziata questo settembre. Con l’inizio della stagione delle piogge, da ottobre in poi, la situazione delle locuste andrà peggiorando poiché le temperature stagionali e l’umidità in questo periodo costituiscono le condizioni ideali per la riproduzione delle locuste. La seconda e la terza campagna sono necessarie per favorire rispettivamente l’indebolimento della minaccia e il ritorno ad una situazione di recessione delle locuste.

Un ulteriore, urgente, finanziamento di 14,7 milioni di dollari è necessario per le ricognizioni aeree, le operazioni di controllo, le attrezzature, i pesticidi, oltre che per il reclutamento di personale specializzato per la seconda e terza campagna.

«Ogni giorno è una battaglia per dar da mangiare ai nostri bambini e mandarli a scuola», dice Hantanirina Fiorentine, che vive in un villaggio vicino Sakaraha nel Madagascar centrale. «La nostra principale fonte di reddito è il nostro appezzamento di terra di 100 metri quadri e i lavori occasionali di mio marito. La piaga delle locuste ha colpito i nostri mezzi di sostentamento, rendendoci la vita quotidiana ancora più difficile. Il flagello delle locuste deve essere arrestato, di modo da permetterci di riavere i raccolti e proteggere i nostri beni».

Senza i fondi necessari, gli sforzi fatti durante la prima campagna andranno in gran parte persi e la piaga delle locuste tornerà nuovamente ad espandersi. La situazione è simile a quella del 2010/11 e del 2011/12, quando i fondi per le due campagne anti-locuste non erano disponibili e di conseguenza è scoppiata la crisi attuale.

»Un’immediata crisi alimentare è stata evitata – afferma Phiri – ma una crisi economica ed una umanitaria possono ancora minacciare il Madagascar se le prossime due campagne non verranno messe in atto in tempo. Siamo nella condizione di poter essere d’aiuto – abbiamo solo bisogno di un ultimo sforzo per fermare questo disastro e prevenire altre crisi future»

Secondo Roland Ravatomanga, Ministro dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale del Madagascar, «la prima fase del programma è stata un successo grazie al sostegno di partner sia a livello finanziario che tecnico, ma molto rimane ancora da fare per la seconda fase nel 2014 e nel 2015. Faccio solennemente appello alla Comunità Internazionale in nome del governo e della popolazione del Madagascar per chiedere un sostegno finanziario e materiale al mio paese. La sicurezza alimentare del Madagascar dipende da questo».

di Fao