Piaghe bibliche dal clima che cambia: Fao, possibile aumento «massiccio» delle locuste

Piogge estreme e cicloni le favoriscono. E un piccolo sciame mangia la stessa quantità di cibo in un giorno di quasi 35mila persone

[11 novembre 2015]

locuste madagascar

Le insolite forti e diffuse piogge cadute di recente in Africa nord-occidentale, nel Corno d’Africa e nello Yemen potrebbero favorire la riproduzione delle locuste del deserto, ha avvertito oggi la FAO, sottolineando che per evitare che gli insetti formino sciami distruttivi, è necessario mantenere uno stretto monitoraggio per i prossimi sei mesi.

La situazione nei paesi normalmente colpiti dalle locuste del deserto è rimasta per lo più calma nel mese di ottobre, con il rilevamento di attività di riproduzione su piccola scala, hanno dichiarato gli esperti della FAO. Hanno tuttavia fatto notare che questo stato di cose potrebbe cambiare, in parte a causa dell’impatto di El Nino in Africa e dei cicloni tropicali Chapala e Megh nella penisola arabica e nel Corno d’Africa.

«Eventi meteorologici estremi, tra cui piogge torrenziali, hanno il potenziale di innescare un aumento massiccio del numero delle locuste – ha dichiarato Keith Cressman, esperto FAO nella prevenzione delle infestazioni di locuste del deserto – Le piogge forniscono un terreno umido favorevole alla deposizione delle uova, che a loro volta hanno bisogno di assorbire acqua. Le piogge inoltre permettono la crescita della vegetazione di cui le locuste hanno bisogno per nutrirsi e per ripararsi. Gli effetti di un’infestazione di locuste possono essere devastanti sulle colture e sui pascoli e di conseguenza minacciare la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza rurali».

Una volta acquisita la capacità di volare, gli sciami di decine di milioni di locuste con il vento favorevole possono volare fino a 150 km al giorno. Le femmine possono deporre 300 uova nell’ambito del loro ciclo di vita, mentre un esemplare adulto può consumare al giorno l’equivalente di circa il proprio peso in cibo fresco – circa due grammi al giorno. Un piccolo sciame mangia la stessa quantità di cibo in un giorno di quasi 35.000 persone.

La FAO monitora da tempo la situazione in Africa nord-occidentale, dove alla fine di ottobre sono cadute insolite forti piogge su una vasta area del nord della Mauritania, nelle adiacenti aree del Sahara Occidentale, nel sud del Marocco, in Algeria occidentale e nel sud-ovest della Libia.  Nel Corno d’Africa, quest’ inverno e la prossima primavera si prevedono piogge superiori alla media a causa di El Nino in Somalia settentrionale. Se questo avverrà, vi saranno condizioni ecologiche favorevoli alla riproduzione sulla costa nord-occidentale e sull’altopiano somalo.

Ai primi di novembre, forti piogge associate al ciclone tropicale Chapala sono cadute nelle zone costiere e interne meridionali dello Yemen, a cui ha fatto seguito, dopo una settimana, il ciclone tropicale Megh, che ha anche colpito il nord-est della Somalia. Le piogge torrenziali, di gran lunga superiori alla media annuale delle precipitazioni, hanno causato inondazioni e danni.  Nelle zone di riproduzione invernale, lungo entrambi i lati del Mar Rosso, ai primi di ottobre, leggermente prima del normale, sono iniziate piogge stagionali. Se le piogge continuano, ci sarà tempo sufficiente per due generazioni riproduttive nelle zone costiere del Sudan, nel nord dell’Eritrea, nel sud-est dell’Egitto, in Arabia Saudita e in Yemen.

La prevenzione, soprattutto attraverso un allarme precoce e una precoce risposta, è fondamentale nel ridurre l’entità con cui le locuste del deserto possono colpire le aree agricole. Dopo piogge particolarmente abbondanti, è assolutamente necessario che i paesi avviino indagini sul campo e le mantengano su base regolare per il monitoraggio di routine delle condizioni di riproduzione e di infestazione delle locuste. La scoperta d’infestazioni significative richiede operazioni di controllo per evitare un’ulteriore escalation del numero delle locuste. E’ molto importante che i risultati delle operazioni d’indagine e di controllo siano segnalate rapidamente e con precisione in modo che possano essere prese decisioni rapide per prevenire la diffusione delle locuste in altri paesi.

Mentre si ritiene che queste misure abbiano giocato un ruolo importante nel calo della frequenza e della durata delle infestazioni a partire dal 1960, oggi il cambiamento climatico sta portando a più frequenti eventi di tempo imprevedibile ed estremo e pone nuove sfide su come monitorare l’attività delle locuste.

Il numero delle locuste diminuisce durante i periodi di siccità, mentre spesso dopo inondazioni e cicloni fanno seguito infestazioni di locuste. Se non controllati, questi focolai possono portare a infestazioni di grandi dimensioni. La temperatura da parte sua regola la velocità di sviluppo delle locuste e condizioni più calde potrebbero abbreviare i periodi di incubazione e maturazione e portare ad un aumento del numero delle riproduzioni di locuste in un anno.

La FAO gestisce un Servizio d’Informazione sulle Locuste del Deserto che riceve dati provenienti dai paesi colpiti. Queste informazioni vengono regolarmente analizzate insieme ai dati sul clima e sugli habitat e alle immagini satellitari, al fine di valutare in modo aggiornato la situazione delle locuste, fornire previsioni fino a sei settimane di anticipo e, se necessario, emettere allarmi e allerte. La FAO fornisce anche formazione, intraprende missioni di valutazione sul campo e coordina le indagini e le operazioni di controllo, oltre all’assistenza durante le emergenze.

di Fao