Piano Lupo: dalle Regioni proposta che stralcia l’abbattimento. Contraria solo una Provincia autonoma

Soddisfatti animalisti e ambientalisti. Ma in Veneto continua la disinformazione locale

[10 marzo 2017]

Le Regioni, d’intesa col ministero dell’ambiente, ieri avrebbero trovato un accordo quasi unanime sul Piano Lupo: è stato chiesto un nuovo rinvio, ma il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini (Emilia Romagna – PD) sottolinea che «In Commissione ambiente è stato infatti già vagliato, ricevendo il consenso di gran parte delle Regioni  –  tranne una e una Provincia autonoma – un documento che chiede lo stralcio dell’abbattimento e fa una serie di proposte.  Ci sarà un incontro nei prossimi giorni ma l’orientamento delle Regioni va quasi all’unanimità su quella strada».

In una nota la Conferenza delle Regioni spiega che «Il documento della Commissione Ambiente che sarà la base di confronto della delegazione delle Regioni con il ministro, contiene – tra i punti – quello delle risorse per le attività di monitoraggio, che risultano molto onerose»

Nel ricordare che è stato dato parere favorevole al piano, Donatella Spano, assessore all’ambiente della Sardegna e coordinatrice della Commissione ambiente della  Conferenza delle Regioni,  ha detto all’Ansa che «E’ senz’altro un buon risultato aver trovato l’accordo su un documento che mette in evidenza gli aspetti su cui ci si vuol confrontare con Galletti». La Spano si è detta soddisfatta del «risultato, raggiunto anche grazie al lavoro svolto con il coordinatore della Commissione agricoltura, su un argomento così difficile».

Gli animalisti di Lav, Enpa, Lipu, Lac, Lndc, Animalisti Italiani, Leida sono molto soddisfatti per quanto detto da Bonaccini: «Una dichiarazione che confermerebbe quanto sosteniamo da più’ di un anno, cioè che il  piano deve essere approvato con l’esclusione di qualsiasi possibilità  di uccisione dei lupi. Dopo che le Regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Puglia si sono dichiarate a favore dello stralcio della parte relativa  alla possibilità di uccidere i lupi, le parole del Presidente Bonaccini, quindi, fanno intendere che altre Regioni si sono associate, fino a raggiungere la quasi unanimità della Conferenza delle Regioni, lasciando probabilmente da sola la Regione Toscana, da sempre fautrice assieme al Ministro Galletti, della riapertura della caccia ai lupi». In realtà Bonaccini dice che l’unica a sfilarsi dall’intesa pro-lupo sarebbe stata una Provincia autonoma (quindi o Trento o Bolzano) non la Regione Toscana.

Lav, Enpa, Lipu, Lac, Lndc, Animalisti Italiani, Leida concludono: «Ora continueremo a vigilare perché si arrivi finalmente all’approvazione del Piano Lupo, nella riunione del prossimo 30 marzo, con esclusione del capitolo relativo agli abbattimenti. Un piano definito da tutti necessario, ma bloccato da più di un anno a causa dell’intransigente posizione del Ministro Galletti».

Secondo il Wwf  è stata ascoltata la voce di oltre un milione di italiani che hanno risposto al suo appello #SOSlupo ed ha  espresso  suo «apprezzamento e sostegno alla maggioranza delle Regioni che sembrano orientate con convinzione verso una rapida approvazione del Piano lupo con lo stralcio del paragrafo relativo agli abbattimenti legali, così come proposto dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. Confidiamo nel raggiungimento dell’intesa con il Ministro Galletti per arrivare rapidamente all’approvazione del piano già nella prossima riunione della Conferenza Stato-Regioni».

Il Panda si augura che «Il Piano venga approvato rafforzando tutte le azioni che possono garantire la convivenza del lupo con le attività zootecniche, cogliendo tutte le opportunità di finanziamento offerte anche dai Programmi di sviluppo rurale delle Regioni. Il Wwf rinnova la sua piena disponibilità ad affiancare Regioni, ministero, associazioni agricole e allevatori per individuare e mettere in atto i metodi di prevenzione ottimali per ridurre i danni al bestiame, attenuare i conflitti e contrastare efficacemente il bracconaggio».

Nella battaglia contro gli abbattimenti dei lupi animalisti e ambientalisti hanno trovato alleati insperati, con i quali spesso polemizzano per le loro politiche di riduzione di competenze e territorio della aree protetta o per iniziative filo-venatorie. Tra questi c’’è sicuramente l’assessore alla caccia e all’agricoltura del Veneto, il leghista Alessandro Pan che nei giorni scorsi ha dovuto replicare al servizio ”Lupi: paura in Altopiano. Centinaia le prede uccise” trasmesso da una tv locale di Bassano. «La presenza del lupo sulle montagne venete è totalmente spontanea, e non certo imputabile al progetto Life WolfAlps cofinanziato dall’Unione Europea, che ha l’unico obiettivo di conservare la specie esistente – ha precisato Pan – Il  lupo sta tornando spontaneamente sulle Alpi, nessuna reintroduzione è mai stata fatta né nelle Alpi né in Italia, come ben sanno tutti coloro che si occupano da anni di questa specie. ‘La Regione Veneto, che è responsabile dell’attuazione del progetto europeo Life WolfAlps nel territorio regionale sta monitorando attentamente le presenze e gli spostamenti dei lupi sull’Altipiano, e le predazioni su animali selvatici, in particolare mufloni, che peraltro corrispondono al normale comportamento. uanto alle altre affermazioni contenute nel servizio televisivo, segnalo come totalmente infondato ed erroneo insinuare l’idea che il progetto europeo abbia introdotto nuovi esemplari sulle Alpi e che “al posto del lupo italico, in Altopiano sia arrivata una specie differente, risultato di un incrocio, che avrebbe dato vita ad esemplari molto più aggressivi e per nulla timorosi dell’uomo”. Nessuna introduzione ad arte, e nessun incrocio: il lupo sta tornando in Veneto per effetto delle migrazioni spontanee di esemplari dagli Appennini e dalla Slovenia. Non si tratta, quindi, di pericolosi e sospetti incroci ma di naturali accoppiamenti tra esemplari, che testimoniano il ritrovato equilibrio di alcune parti del nostro ecosistema che consente al lupo di riprodursi e di sopravvivere».

Pan ha concluso ricordando che «Il lupo non attacca mai l’uomo: appare quindi scorretto e immotivato anche solo insinuare il velato sospetto che la sua presenza sia un pericolo per la pubblica incolumità. Diverso è invece il caso, peraltro confermato anche dai rilievi effettuati dai servizi veterinari anche sull’Altopiano di Asiago, della crescente presenza di cani lupo randagi. Un effetto, questo, connesso all’abbandono e alla spopolamento della montagna, che contribuisce a favorire l’inselvatichirsi di specie domestiche. Dispiace che servizi televisivi come quello andato in onda sul tg locale di Bassano siano così imprecisi e disinformati, più volti più ad alimentare un clima di facile paura e di allarmismo, che a diffondere vera conoscenza e a far capire, anche a chi vive in montagna, il grande valore ambientale, biologico e naturalistico rappresentato dal ritorno del lupo nelle nostre aree alpine e prealpine».