Piano Lupo, il ministero dell’ambiente vuole uscire dallo stallo

Polemica in Valle d’Aosta: voltafaccia sugli abbattimenti della nuova giunta autonomista

[5 dicembre 2017]

Secondo il ministero dell’ambiente. «La nuova stesura del Piano per il lupo e’ il frutto di un intenso lavoro di mediazione del ministero, che ha accolto larga parte delle richieste pervenute dalle Regioni. Il testo che andrà in discussione in conferenza Stato- Regioni prevede la sospensione per due anni della decisione sulla  possibilità del ricorso alle deroghe per il prelevamento dei lupi. Altra novità e’ il coordinamento nazionale per le azioni di monitoraggio della specie, su cui il ministero impegnerà un milione e mezzo di euro fino al 2020».

Il ministero dell’ambiente dice che «L’obiettivo è arrivare quanto prima a dotare il Paese delle 22 azioni contenute nel piano, scritte dai massimi scienziati ed esperti in materia. Il piano per il lupo e’ necessario alla salvaguardia della specie dal fenomeno del bracconaggio e a migliorare attraverso un percorso per fasi la convivenza tra uomo e lupo. D’altra parte, non approvare il piano significa mantenere una situazione di stallo rispetto alle problematiche territoriali e questo non fa che peggiorare la situazione sul territorio».

Ora bisognerà capire se il ministero intende andare incontro alle richieste di regioni come Toscana e Valle d’Aosta  o le Province autonome di Trento e Bolzano che chiedono di abbattere quote prefissate di Lupi a volte – come nel nord Italia – semplicemente come “misura preventiva” rispetto a un loro radicamento sul territorio.

E in Valle d’Aosta Legambiente,  Arci e  ValleVirtuosa, ricordano che il 10 maggio avevano incontrato l’allora assessore regionale all’agricoltura Laurent Viérinal (Union Valdôtaine Progressiste) al quale avevano chiesto: «Una rapida approvazione, da parte della Conferenza Stato Regioni, del piano di gestione del lupo; avviare un programma di censimento in Valle d’Aosta; garantire congrui e rapidi risarcimenti agli allevatori danneggiati» e aggiungono che «Viérin si era impegnato a sostenere politiche di prevenzione, escludendo invece la misura dell’abbattimento, e aveva promesso di rivedere le associazioni per promuovere un confronto costruttivo nell’interesse della comunità valdostana. Oggi, ci sarebbero quindi tutte le condizioni per mantenere la parola data, e invece assistiamo ad una vergognosa farsa elettorale».

Infatti, le tre associazioni denunciano che  la nuova giunta autonomista  e in particolare il nuovo assessore all’agricoltura e risorse naturali Alessandro Nogara (Union Valdôtaine Progressiste), «senza nessun confronto con le associazioni, e facendo finta di ignorare le leggi di protezione internazionali, promette di ottenere dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) l’autorizzazione al controllo del lupo attraverso l’abbattimento».

Secondo Legambiente,  Arci e  ValleVirtuosa si tratta di «Una misura inutile: in Valle ci sono, forse, solo 20 esemplari e qualsiasi esperto in materia sa che il nomadismo del lupo, che va dove c’è da mangiare, riporterebbe in breve tempo altri esemplari nei territori dove intervenissero abbattimenti. Chiediamo agli allevatori se, per risollevare il settore, sia più importante intervenire sulla preoccupazione del lupo oppure abbattere i ritardi nei pagamenti dei contributi, la burocrazia ormai insopportabile o le logiche dei prezzi imposti dalle lobby dell’agro-alimentare. Non hanno l’impressione che il lupo stia diventando il parafulmini di tutti i problemi, cioè il capro espiatorio su cui convogliare tutte le loro attenzioni?»

Ora Viérin è diventato presidente della Valle d’Aosta e le tre associazioni gli ricordano «le promesse che aveva fatto nemmeno un anno fa« e ribadiscono la loro disponibilità ad «un confronto pubblico, purché su basi scientifiche».