Bonaccini: «Vogliamo approfondire la discussione, credo il ministro lo consentirà»

Piano lupo, dopo il pressing sulle Regioni si è deciso di non decidere: rinvio

Wwf: «Via la deroga sugli abbattimenti». Legambiente: «Regioni non si nascondano dietro un alibi per rimandare azioni urgenti»

[2 febbraio 2017]

Oggi la Conferenza Stato Regioni si occupa del Piano lupo e, mentre si prepara previsto il presidio dei ambientalista dalle 15,00 sotto la sede della Conferenza Stato-Regioni il Wwf  che, con la risposta positiva di numerosi governatori al suo appello e a quello di altre associazioni, che chiedeva l’approvazione del Piano senza abbattimenti legali, sembra  si apra a uno spiraglio per salvare il lupo, «con diverse Regioni (Veneto, Abruzzo, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Liguria, Campania) che, dopo le obiezioni già espresse dal Lazio nella riunione tecnica del 24 gennaio, hanno assunto pubblicamente una posizione critica agli abbattimenti chiedendo un chiarimento in sede politica al ministero dell’ambiente. Ci auguriamo che questo fronte possa essere maggioranza nella riunione sul destino dei lupi».

Lac, Lav, Lipu e Lndc ed Enpa consegneranno alla Conferenza Stato Regioni  e ai rappresentanti del governo l’ultimo appello «per la bocciatura della parte del Piano del ministro dell’Ambiente che prevede l’uccisione dei lupi». La lettera appello delle associazioni animaliste e protezioniste sollecita tutti i presidenti delle Regioni a «votare contro l’uccisione dei lupi schierandosi come ha fatto il Lazio, e di fare propria la dichiarazione “Viva il lupo” diffusa qualche giorno fa via twitter dal Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, votando contro l’uccisione dei lupi». Contro l’abbattimento dei lupi si è espressa anche la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani.

«I lupi fanno i lupi – dicono Lac, Lav, Lipu e Lndc ed Enpa – e le esperienze di pacifica convivenza non mancano, ad esempio nel Parco nazionale della Majella, come documentato anche di recente.  Le Regioni non devono perdere l’occasione di questa votazione per garantire una decisione che sia pienamente rispettosa degli equilibri naturali, non violenta, dalla parte dell’ambiente e dei cittadini che in almeno 50mila negli ultimi giorni hanno condiviso (tra like, condivisioni e commenti) l’hashtag #cacciaunNO”.

Queste, in sintesi, le ragioni per cui l’abbattimento dei lupi non deve essere consentito: perché non esistono dati precisi e attendibili sulla popolazione di lupi in Italia; perché lo stato di conservazione del lupo potrebbe essere pericolosamente compromesso; perché non sono possibili abbattimenti realmente selettivi e gli effetti sono sempre imprevedibili; perché non diminuirebbe i comportamenti predatori ma potrebbe aggravarli, come in altri Paesi; perché non avrebbe effetti positivi sulle tensioni sociali e, anzi, potrebbe comportare una maggiore tolleranza verso atti di bracconaggio e di “giustizia” privata; Da 46 anni i lupi sono specie particolarmente protetta».

Il Wwf chiede che «sia stralciato dal Piano il capitolo (III.7) relativo all’applicazione delle deroghe che consentono l’abbattimento legale del lupo» e che «siano garantite dal ministero dell’ambiente e dalle Regioni le risorse finanziarie necessarie per attuare le altre 21 azioni previste dal Piano per la prevenzione e il risarcimento dei danni alla zootecnia, per promuovere studi e ricerche indispensabili per una stima attendibile sul numero e distribuzione della specie nel nostro Paese e per azioni efficaci di contrasto del randagismo canino e del fenomeno dell’ibridazione cane-lupo. Nel caso in cui venissero stralciati gli abbattimenti legali del lupo dal Piano in discussione, il Wwf è pronto ad un confronto con il ministero dell’ambiente e le Regioni per definire le concrete ed efficaci modalità di applicazione delle altre 21 azioni. Il nostro obiettivo è che il lupo continui ad essere una specie protetta, così come è stato fino ad ora, garantendo la necessaria convivenza con le attività economiche legate all’agricoltura e pastorizia e siamo pronti a lavorare con gli allevatori come già abbiamo fatto sull’arco alpino con il progetto Pasturs, di cui sta per partire la seconda fase».

Anche secondo la presidente di Legambiente, Rossella Muroni, «sul lupo si gioca una sfida che va oltre la specie. Alcune politiche messe in atto negli ultimi trent’anni e, soprattutto, molte coincidenze positive hanno fatto sì che l’Appennino e le Alpi italiane siano divenute il caso più positivo in Europa in termini di ripresa di alcune specie animali simbolo, come lupo, orso o gipeto. Per questo sul piano d’azione per la conservazione e gestione del lupo, chiediamo al ministro e ai presidenti delle Regioni e delle Province autonome che venga stralciata la parte relativa alla deroga degli abbattimenti e si approvi la parte restante del piano, soprattutto quelle sulle misure di mitigazione e riduzione del danno, che consideriamo fondamentali. È poi importante garantire al tempo stesso adeguate risorse per realizzare tutte le misure previste a supporto degli allevatori e finalizzate alla difesa attiva di mandrie e greggi e per portare avanti politiche attive di contrasto del randagismo canino, condizioni entrambe essenziali per poter arrivare in tempi rapidi all’approvazione del Piano di conservazione del lupo. Ma in questa partita le Regioni, non si tirino indietro, non si nascondano dietro un alibi e mettano in primo piano davvero la tutela e la gestione del lupo, potenziando e rendendo finalmente efficace l’attività di contrasto al bracconaggio».

Una partita che al momento si chiude con la più classica strategia politica italiana: la non-decisione, o meglio il rinvio. «Chiederò a nome della Conferenza delle Regioni – ha dichiarato il presidente Stefano Bonaccini – in Conferenza Stato-Regioni, di rinviare l’approvazione del piano lupo e delle misure che ne conseguono. Vogliamo approfondire la discussione, credo che il ministro Galletti lo consentirà. Ci sarà così il tempo per approfondire meglio visto che ci sono alcune misure che rischiano di non essere convincenti».