Piano lupo, nuovo rinvio. Regioni e governo ne discuteranno il 9 marzo

Duro scontro tra animalisti e ministro Galletti. Wwf: il lupo ha vinto il secondo round

[24 febbraio 2017]

Nuovo rinvio per il Piano lupo: il tema è stato tolto dall’ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni di ieri  e potrebbe slittare al 9 marzo. Ma  Lav, Enpa, Lipu, Lac, Lndc, Animalisti Italiani e Leiida attaccano ancora il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti che «con ostinazione vuole mantenere la possibilità di uccidere i lupi, si conferma quale unico responsabile della mancata applicazione delle misure di prevenzione che lo stesso Piano prevede, le uniche che possono concretamente ridurre i conflitti tra attività umane e presenza del lupo».

Esulta anche il  Wwf: « Abbiamo vinto anche il secondo round: il Piano Lupo continua ad essere rinviato!

Ora ci aspetta la battaglia finale: continuiamo a far sentire la nostra voce per il lupo. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: l’unica cosa da eliminare sono gli abbattimenti previsti dal Piano! Il lupo va difeso, non ucciso»

Nel loro v comunicato congiunto, le 7 associazioni animaliste, protezionistiche e anti-caccia «Ribadiscono con fermezza la loro posizione contraria ad ogni ipotesi di abbattimento, e conforme alla normativa che da 46 anni nel nostro Paese protegge i Lupi come specie particolarmente protetta.  “Apprezziamo l’interesse e la partecipazione convinta di migliaia di persone che da mesi e anche nelle ultime settimane decisive per l’approvazione del Piano Lupi, condividono il nostro appello #CACCIAUNNO.  Questa mobilitazione collettiva non può che essere un chiaro invito per i presidenti delle Regioni a fare il bene dei Lupi, patrimonio indisponibile dello Stato, escludendo ogni ipotesi di soluzioni pasticciate o di compromesso che contemplino abbattimenti. Apprezziamo molto il tempestivo interessamento del presidente Gentiloni, che recepiamo come un segnale positivo, ma al quale chiediamo massimo rigore per arrivare al più presto ad una soluzione che salvi i lupi».

Le associazioni ricordano che «Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Puglia, si sono già espresse pubblicamente contro la condanna a morte dei lupi: una maggioranza di ben 11 Regioni che nella prossima seduta della Conferenza Stato–Regioni (9 marzo) sarà chiamata a impedire che il Piano possa essere approvato senza lo stralcio del capitolo III.7 che prevede le uccisioni, rese ora persino più facili».

Accuse già respinte il 21 febbraio da Galletti: «Spiace che un ente accreditato come l’Enpa diffonda notizie totalmente false sul Piano di Conservazione del Lupo.  Va ricordato in primo luogo  che il documento non è un atto normativo che si sostituisce alla legge, ma va perfettamente in linea con le attuali norme nazionali ed europee. Il testo giunto in conferenza Stato-Regioni non prevede innanzitutto il prelievo del 5% degli esemplari, e non esiste nemmeno “la possibilità di uccidere i lupi per motivi scientifici e di ammazzarli a fucilate nei parchi”: nel Piano si fa riferimento a casi di particolare necessità legati ad esigenze di ricerca scientifica, sanità e sicurezza pubblica. Si tratterebbe di situazioni emergenziali, come ad esempio epidemie o casi di particolare aggressività nei confronti dell’uomo riscontrati in altri Paesi europei, rispetto ai quali non è prudente per l’incolumità pubblica negarsi questa estrema possibilità. Per quanto concerne i parchi,  nel Piano è previsto che una delle molte prescrizioni sulle quali l’Ispra valuterà caso per caso se concedere la deroga sia proprio ‘procedere con cautela in casi di branchi che gravitano nei parchi nazionali e regionali e altre aree protette importanti per la specie’. Non ci sono dunque motivi validi per sostenere che si apra una caccia selvaggia al lupo. Infine, con riferimento alle parole di un’associazione oggi rilanciate anche dall’onorevole Taverna, è altrettanto falsa l’affermazione che il Piano preveda l’eutanasia dei cani randagi. La legge vieta espressamente l’uccisione dei cani e il Piano, come detto, non si pone in alternativa alla legge. Per rimozione, effettiva o riproduttiva, si intende dunque il contenimento in canile previsto dalla legge 281/91, o in alternativa la sterilizzazione. Nelle azioni per prevenire la presenza di cani vacanti e l’ibridazione lupo-cane sono previste l’anagrafe canina, sanzioni più pesanti per chi abbandona o non custodisce a dovere i cani padronali, incentivi alle sterilizzazioni, vaccinazioni gratuite, campagne di sensibilizzazione: nulla che faccia riferimento all’eutanasia o all’abbattimento».