Piano lupo, verità e leggende

Canislupus fa chiarezza alla vigilia della decisione del ministro dell’ambiente

[22 febbraio 2017]

In queste settimane si susseguono in continuazione prese di posizione sul Piano di Azione sul Lupo, con diffusione di informazioni allarmistiche che concorrono ad alimentare la distanza tra le parti. Tutto questo è dovuto alla carenza di comunicazione che ha caratterizzato il percorso di approvazione del Piano e alla confusione generata dalle numerose versioni disponibili del documento stesso. Giovedì 23/02 è attesa la decisione del Ministro Galletti. Lo stesso giorno si svolgeranno in piazza manifestazioni di gruppi animalisti, ambientalisti e del mondo agricolo. Ci auguriamo che le manifestazioni si svolgano in un clima di confronto civile e pacifico. Per riportare la discussione sui fatti e non sulle invenzioni, come Canislupus Italia onlus proviamo a fare chiarezza su alcuni aspetti che sono più cavalcati dai media, attraverso una analisi dei contenuti del Piano nella sua ultima versione, quella licenziata dalla Conferenza Stato Regioni il 23/01/17, che mettiamo a disposizione di tutti a questo link:

NB: ulteriori modifiche al documento potranno essere state effettuate nel tempo intercorso.

E’ vero che permette anche abbattimenti di cani vaganti?

NO. La gestione dei cani è normata dalla legge 281/91. Il Piano in più punti auspica una revisione di questa legge, ma non può certo sostituirsi ad una legge nazionale in vigore.

CFR: “Sarebbe utile, inoltre, approvare una modifica della legge 281/91 che permetta di intervenire sui cani vaganti delle aree rurali e sugli ibridi cane-lupo”. (pag. 16).

Il Piano permette la soppressione degli ibridi?

NO, anche se su alcuni punti e sull’utilizzo di alcuni termini il piano è molto poco chiaro perché parla di “rimozione”. Lo status legale degli ibridi al momento non è del tutto chiaro, ma in attesa di una sua revisione il Piano prevede azioni preventive ed interventi di cattura e captivazione in “canili”. Compresa l’eradicazione di interi branchi in alcune aree specifiche.

CFR: “In particolare, sarà analizzata l fattibilità di aumentare l’efficienza e l’efficacia dell’anagrafe canina ai sensi della L.281/91 ai fin della riduzione nel territorio di cani vaganti e di conseguenza di ibridi; nonché la fattibilità di aumentare l’efficacia delle catture di cani vaganti e ibridi ai fini della loro captivazione in canili per un tempo limitato, finalizzato all’adozione per i soli cani” (pag. 29).

E ancora:  “L’eradicazione di ibridi è particolarmente importante nel corridoio ecologico costituito dall’Appennino ligure tra Piemonte e Liguria per l’eliminazione della minaccia rappresentata dall’ibridazione con il cane altamente presente in Appennino e ad oggi ancora limitata sulle Alpi. In questo caso, e se non gestito adeguatamente, la connessione tra le popolazioni rappresenterebbe più un rischio che un apporto genetico da incentivare” (pag. 30).

SUGLI ABBATTIMENTI IN DEROGA.

Quanti abbattimenti in deroga potranno essere concessi?

Non esiste una indicazione numerica. La soglia del 5% come prelievo massimo non viene menzionata nel Piano.

Chi sarà autorizzato ad eseguire gli abbattimenti?

Non esiste una indicazione in merito. Non si indica se sarà personale di vigilanza od altri soggetti autorizzati.

Dove e quando saranno concessi gli abbattimenti in deroga?

Sono necessarie 7 condizioni e il decorso dei tempi di cui all’azione III.3.2 (Indennizzo dei danni, sussidi e incentivi per la prevenzione).

Ci sarà il blocco delle autorizzazioni in caso di bracconaggio?

No. Nel testo non ne viene fatta menzione.

CFR: “Tranne che nei casi di particolare necessità legati ad esigenze di ricerca scientifica, sanità e sicurezza pubblica, per valutare una richiesta di deroga è quindi necessario che:

  1. la dimensione della popolazione sia conosciuta a scala regionale o interregionale;
  2. la popolazione sia in Stato di Conservazione Soddisfacente, e il prelievo non comporta rischi di influenzare negativamente tale Stato di Conservazione Soddisfacente; oppure, il prelievo non
    pregiudica il percorso della popolazione verso uno Stato di Conservazione Soddisfacente;
  3. siano stati messi in opera gli strumenti di prevenzione più adatti alle condizioni locali (cani da guardia, recinzioni, pastori, ricoveri notturni, ecc.);
  4. non esista altra soluzione valida per mitigare gli specifici conflitti sociali ed economici rilevati (e.g. compensazione, indennizzi, ecc.);
  5. siano forniti i dati sui danni a livello comunale e regionale (o provincia autonoma);
  6. siano forniti dati sulla presenza di cani randagi e vaganti e, ove il fenomeno è presente, informazioni sulle misure poste in essere per il suo controllo;
  7. siano fornite informazioni sullo stato di attuazione delle azioni di competenza previste dal Piano.

Per valutare il rispetto di tali condizioni alla corretta scala spaziale le richieste di rimozione in deroga ai sensi del DPR357/97 possono essere avanzate al Ministero dell’Ambiente esclusivamente da Regioni e Province Autonome, non prima che siano decorsi i tempi di cui all’azione III.3.2 del presente Piano, e  dimostrando il rispetto di tutte le condizioni previste”. (Pag. 43)

Che ne sarà dei centri di recupero fauna selvatica e dei lupi recuperati?

Si ammette una utilità didattica e scientifica dei Cras. Si auspica una revisione degli indirizzi operativi. No alla riproduzione dei lupi in cattività e regolamentazione delle attività dei centri.

CFR: “Le strutture di captivazione di lupi autoctoni, anche se non prioritarie per l’attuale stato di conservazione del lupo in Italia, possono in ogni caso risultare preziose per fini sia di ricerca scientifica, sia didattici.
Rispondono inoltre alla sensibilità diffusa nel pubblico in favore di interventi di recupero della fauna in
difficoltà. Tuttavia il loro proliferare in assenza di indirizzi operativi e gestionali ha dato origine ad
operazioni di dubbia utilità sul fronte della conservazione del lupo”. Pag. 39

“E’ necessario che il MS e il MATTM: a) emanino linee di indirizzo per il recupero, mantenimento (a breve, medio e lungo termine) e l’eventuale rilascio degli animali recuperati in difficoltà; b) proibiscano qualunque rilascio in natura di lupi nati in cattività; c) promuovano un attento controllo
delle riproduzioni che andranno consentite solo qualora se ne verifichi una reale utilità; d) regolamenti rigorosamente i centri di recupero”. (Pag. 40)

Il Piano prevede una copertura finanziaria?

Nessuna indicazione puntuale in merito.

CFR: “Le Amministrazioni competenti provvederanno alle attività previste nel presente Piano nell’ambito delle risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente”. (Pag. 5)

di Canislupus Italia