Il Piano del Paesaggio e la rigenerazione costiera in Puglia

[17 ottobre 2014]

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha sottolineato il valore aggiunto dei 5 protocolli, firmati con i comuni di Gallipoli, Ortelle, Melendugno, Torchiarolo e Ugento, per la realizzazione di progetti di rigenerazione costiera (“Valorizzazione e riqualificazione integrata dei paesaggi costieri”), nell’ambito del nuovo Piano Paesaggistico territoriale regionale (Pptr).

«Stiamo sperimentando finalmente un approccio con una visione completa, a 360 gradi – ha detto Vendola – Lo sguardo della cultura è così. Ma lo sguardo della politica talvolta è monodirezionale. Noi dobbiamo provare a far combaciare lo sguardo della cultura e lo sguardo della politica. Questo è quello che stiamo firmando oggi. Credo che questo approccio sia importante perché aiuta anche il protagonismo da basso dei Comuni nella riappropriazione del proprio territorio costiero. Questi amministratori diventano attori del processo di riqualificazione, costruiscono e condividono cioè un percorso di risanamento e di rigenerazione di un intero tratto costiero, senza nessun diktat dall’alto. Noi in questi anni abbiamo parlato e costruito un’intera fase di pianificazione sulla nozione di rigenerazione applicata alle città, soprattutto alle periferie. La rigenerazione è un concetto molto più complesso di quanto non sia quello di riqualificazione. È una riqualificazione non soltanto fisica ma che ingloba fattori sociali, naturalistici. E’ un concetto molto importante dal centro della più avanzata cultura del territorio».

L’assessore pugliese all’assetto del territorio, Angela Barbanente  ha spiegato che «Il progetto ha il duplice scopo di bloccare i processi di degrado dovuti alla pressione turistica concentrata a ridosso della costa e valorizzare l’immenso patrimonio (urbano, naturalistico, rurale, paesaggistico) ancora diffuso sia nel sistema costiero sia nell’entroterra. La Regione Puglia ha ammesso a finanziamento, per complessivi 1.400.000 euro, quattro proposte progettuali avanzate da raggruppamenti di Comuni o singoli Comuni, compresi in “Paesaggi costieri ad alta valenza naturalistica” individuati dal Pptr. Di questi, 1.000.000 euro sono destinati alla realizzazione della proposta prima classificata (Alliste – Gallipoli (Capofila) – Racale – Taviano), i restanti 400.000 euro al finanziamento di quattro concorsi di progettazione per il perfezionamento delle proposte progettuali».

La Barbanente  ha ricordato: «Come è noto il Pptr non è stato ancora approvato definitivamente, ma non possiamo solo calare dall’alto piani come questo e non possiamo solo applicare classicamente la pianificazione, che non è fatta salo da vincoli, ma anche da strategie e progetti per la valorizzazione e la riqualificazione dei paesaggi costieri come in questi casi, dove i vincitori sono stati scelti al termine di una istruttoria che ha visto la qualità delle proposte attentamente valutate, soprattutto attraverso l’analisi delle proposte condivise tra vari comuni. Il concorso di progettazione, come indicato nella legge “Misure a sostegno della qualità delle opere di architettura e di trasformazione del territorio”, è strumento essenziale sia per assicurare la qualità degli interventi, promuovendo un confronto di idee e approfondimenti tematici non consueti nella prassi ordinaria di progettazione urbanistica, sia per chiarire e sviluppare gli obiettivi del Pptr e fornire esempi concreti di valorizzazione e riqualificazione integrata utili all’intervento in altri paesaggi costieri della Puglia».

Ecco gli obiettivi da conseguire con i concorsi di progettazione, definiti in modo condiviso fra Regione e Comuni:

Alliste-Gallipoli (Capofila)-Racale-Taviano. Rafforzare le connessioni ecologiche tra le aree protette del Parco naturale regionale “Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo” e del Parco naturale regionale “Litorale di Ugento”; rigenerare i sistemi ecologici costieri mediante la delocalizzazione edilizia e la riqualificazione ecologicamente orientata degli insediamenti turistici costieri; diminuire gli effetti dell’erosione costiera salvaguardando gli equilibri idraulici e geomorfologici dell’area con particolare riferimento alla rinaturalizzazione del canale dei Samari.

Ortelle (Capofila)-Diso-Spongano-Andrano. Creare continuità ecologica tra la costa e l’immediato entroterra, arginando i fenomeni di conurbazione tra i centri, attraverso corridoi ecologici polivalenti (CEP) di connessione tra il Parco Naturale Regionale “Costa Otranto Santa Maria di Leuca e boschetto di Tricase” e il Parcoagricolo multifunzionale dei “Paduli” e il Parco Archeologico dei Guerrieri. Ridurre la pressione antropica stagionale legata all’accesso carrabile e individuale alla costa attraverso il potenziamento dei percorsi e dei servizi ciclopedonali, in particolare tra le stazioni FSE siti di interesse culturale e paesaggistico, la riqualificazione delle piazze delle stazioni e l’attivazione servizio bike-sharing. Salvaguardare l’aspetto panoramico – percettivo attraverso l’eliminazione dei principali detrattori paesistici dovuti alla antropizzazione diffusa, nello specifico nei siti; Restituire qualità ecologica e percettiva ad alcuni significativi spazi pubblici costieri e luoghi della balneazione.

Torchiarolo. Rigenerare l’antico nucleo marinaro di Torre San Gennaro, in particolare mediante la riqualificazione dei water-front urbani e del tessuto edilizio, la dotazione di infrastrutture e servizi,preservando gli spazi aperti residui interni al borgo; Rigenerare i sistemi ecologici costieri mediante la delocalizzazione di edifici e infrastrutture; Riqualificare dal punto di vista ecologico gli insediamenti turistici costieri tra le marine di Torre San Gennaro e Lendinuso, e ripristinare e salvaguardare gli equilibri idraulici e geomorfologici dell’intera fascia costiera; Rafforzare le connessioni ecologiche tra le aree di maggiore pregio ambientale, quali il Canale Infocaciucci, l’Oasi naturalistica“Quatina”, le Dune di Torre San Gennaro; Riequilibrare il rapporto tra sistema ambientale e sistema antropico preservando gli spazi ancora inedificati e riqualificando le urbanizzazioni al servizio delle marine; Favorire le connessioni tra costa ed entroterra mediante l’alleggerimento e la riconversione dell’infrastruttura viaria costiera verso la mobilità dolce.

Ugento. Valorizzare il sistema ambientale costiero mediante la tutela degli habitat e delle specie dell’area naturale protetta (Parco Naturale di Ugento), l’espansione delle pinete costiere e la rinaturalizzazione delle sponde dei bacini e dei canali del Consorzio di Bonifica, ivi compresa l’area ex-ittica; Rigenerare i sistemi ecologici costieri mediante interventi di decompressione e delocalizzazione di edifici e infrastrutture (riconversione e riqualificazione della strada litoranea, creazione di circuiti di trasporto pubblico e di viabilità capillare interna riservata alla viabilità lenta), ripristinare e salvaguardare gli equilibri idraulici e geomorfologicidella fascia costiera soggetta ad erosione; Valorizzare il paesaggio rurale costiero mediante l’integrazione delle attività agricole, ricreative e sociali, con particolare attenzione all’area dell’Azienda agricola “Cocola”.

Melendugno.    rinaturalizzare la fascia costiera arrestando e invertendo i processi di deframmaentazione e trasformazione dell’ecosistema naturale, in particolar modo mediante interventi di riorganizzazione e/o riconversione del sistema viario e di accesso alla costa;  ridurre i fattori di erosione costiera salvaguardando gli equilibri idraulici e geomorfologici della fascia costiera;   recuperare e valorizzare le emergenze naturalistiche ed architettoniche presenti lungo la fascia costiera;    rafforzare le connessioni ecologiche delle aree di pregio naturalistico, archeologico ed architettonico tra Torre Specchia Ruggeri/San Foca e Torre dell’Orso/Torre Sant’Andrea;  decentrare e potenziare i servizi della fascia costiera.