All’Elba i nuovi alberghi non li vogliono per primi gli albergatori

Piano Paesaggistico, Legambiente Arcipelago: «Un passo indietro rispetto alla Legge Galasso»

Doveva essere un Piano all’altezza dell’Europa, è un salto indietro per titillare i localismi cementificatori

[10 marzo 2015]

Le ulteriori modifiche al Piano Paesaggistico, a firma congiunta Partito Democratico – Forza Italia, presentate in commissione ambiente del Consiglio della Regione Toscana, oltre a stravolgere completamente il Piano, tanto da renderlo irriconoscibile per la stessa Assessore Anna Marson e probabilmente per il ministero dei Beni Ambientali e culturali, ne provocherà un ulteriore spostamento dell’approvazione, che rischia di non avvenire entro questa legislatura. Vedremo alla fine cosa verrà fuori da questo inverecondo pasticcio, da questo “Patto del Nazzareno” alla Toscana,  che ha fatto completamente saltare anche l’ultimo accordo tra il presidente Rossi e l’Assessore Marson e ribaltato gli emendamenti approvati dalla loro stessa Giunta regionale, ma intanto non possiamo che registrare con sorpresa e preoccupazione gli emendamenti e le dichiarazioni sulla stampa del Consigliere regionale piombinese  del PD  Matteo Tortolini che apre alla costruzione di nuovi alberghi e infrastrutture lungo la costa livornese e all’Isola d’Elba.

Così, con la scusa di “non ingessare la Toscana” si torna indietro persino rispetto alla Legge Galasso ed un Piano Paesaggistico all’avanguardia diventa la solita marmellata di norme incoerenti, cavilli, parole cambiate e virgole spostate per permettere di costruire ovunque, proprio mentre, in un momento di crisi nera e probabilmente irreversibile dell’edilizia,  in alcune  zone turistiche il ciclo del cemento è sempre più infiltrato da interessi mafiosi che le associazioni e i cittadini stanno combattendo in solitudine.  Mentre nel Mondo e in Europa si dice che non bisogna più costruire lungo la costa, in Toscana si propone il contrario.

«Ricordiamo a Tortolini – dice Umberto Mazzantini , responsabile Mare di Legambiente Toscana – che le nuove strutture alberghiere che propone all’Elba sono osteggiate dagli stessi albergatori, visto che il mercato è più che saturo, ricordiamo anche che i piani strutturali in vigore non possono essere cambiati dal Piano Paesaggistico e che quei Piani Strutturali che oggi sembra criticare nei suoi emendamenti, soprattutto per quanto riguarda le coste, sono frutto delle osservazioni, votate dalla maggioranza della quale fa parte, e che hanno evitato che l’Elba venisse sepolta sotto 3 milioni di m3 di cemento».

Legambiente Arcipelago Toscano ricorda a Tortolini che «All’Elba è già possibile fare ampliamenti nelle strutture turistiche nell’Area Protetta, grazie al Piano del Parco che ci sembra abbia approvato anche lui. Vorremmo poi capire quali siano le nuove infrastrutture costiere che mancherebbero secondo Tortolini e se intende permetterle anche all’interno della costa del Parco Nazionale e in quella protetta dalle Direttive Habitat ed Uccelli dell’Unione Europea. Se la “sostenibilità” degli emendamenti è già insostenibile secondo le leggi nazionali, le norme europee e gli strumenti urbanistici esistenti, ci chiediamo di quale criteri di “sostenibilità, minore invasività e qualità ambientale” parli il Consigliere regionale del PD».

Secondo Mazzantini, «Da quel che si capisce dagli emendamenti FI/PD, quel che doveva essere un salto nel futuro, un Piano con una visione del Paesaggio moderna ed europea, dove è essenziale la certezza dei vincoli, è diventato un salto indietro per titillare i localismi cementificatori spacciati per qualità. Se poi Tortolini vorrà spiegarcelo, vorremmo anche capire chi avrebbe vietato all’Elba “infrastrutture che colleghino anche in modo più sostenibile, centri urbani e strutture turistiche” e soprattutto quali siano e dove».