Per controllare gli illeciti e monitorare e studiare la biodiversità

Pianosa, attivate le telecamere della videosorveglianza

Primo tratto di una dorsale wireless da Giannutri a Gorgona che collegherà tutto l’Arcipelago

[3 agosto 2015]

Videosorveglianza 1

Era  già stata annunciata in varie occasioni  l’intenzione del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano di dotarsi di un sistema di telecontrollo e videosorveglianza per contrastare gli illeciti ambientali, controllare i flussi turistici di alcune aree ad elevata criticità e supportare con la tecnologia la ricerca scientifica con monitoraggi e postazioni di osservazione sulle emergenze della biodiversità attraverso delle postazioni di ripresa “fisse” e “mobili” sia a terra che a mare.

Il presidente del Parco, Giampiero Sammuri, si è detto soddisfatto per l’attivazione  delle telecamere  a Pianosa ed ha spiegato che « L’isola sarà monitorata per prima  non solo per l’importanza naturalistica e la delicatezza dei suoi equilibri naturali ma perché più esposta ai casi di accesso illecito per bracconaggio o per il mancato rispetto delle regole di fruizione, perché più  facilmente raggiungibile  rispetto alle altre isole. E’  attiva ora  all’isola d’Elba, dove ha sede l’Ente Parco, la centrale operativa di gestione e monitoraggio del sistema di videosorveglianza dove potranno essere visionate “in live” e registrate le immagini delle postazioni di ripresa. Anche la Capitaneria di Porto di Portoferraio e il Coordinamento territoriale per l’ambiente del  CFS avranno una postazione di monitoraggio nelle loro sedi operative».

Il Comandante della Capitaneria di Porto, Emilio Casale, ha definito il progetto «importante ed efficace  sulla deterrenza degli illeciti dolosi e colposi nell’area protetta. Nella fase sperimentale andranno affrontate le relazioni tra il Parco il Corpo Forestale e la Capitaneria  per collaborare alla migliore efficacia e riuscita del sistema».

Anche secondo il Comandante del CTA del Corpo forestale dello Stato, Iacopo Mori, questo progetto, che è stato concepito nel 2012 «E’ importante per prevenire le attività di bracconaggio. Questo sistema può  colmare  anche la carenza di personale delle forze dell’ordine. Sarà necessario definire  i passaggi e le modalità di sanzionamento degli illeciti».

Il progettista, Angelo Carpani, ha detto che si tratta di «un progetto molto complesso e impegnativo che interessa tutte le sette isole dell’Arcipelago Toscano a mare e a terra:  impianti di questa complessità non ne sono stati ancora realizzati in Italia. La realizzazione di un sistema di telecontrollo e videosorveglianza all’interno del Parco Nazionale Arcipelago Toscano ha presentato  delle “criticità” che normalmente non si riscontrano nella realizzazione di sistemi analoghi in ambito urbano. Le postazioni di ripresa indicate e gli obiettivi da monitorare si trovano in contesti ambientali privi di qualsiasi  illuminazione durante le ore notturne, questo ha comportato  necessariamente l’adozione di termocamere che sono in grado di rilevare un obiettivo fino a un km e mezzo e anche di notte. Inoltre in quasi tutte le postazioni di ripresa indicate manca la corrente  In tali postazioni, è stato necessario quindi  prevedere l’installazione di pannelli solari e/o paline eoliche, con i relativi sistemi di accumulatori. Senza considerare i problemi  di natura “logistica” quali ad es. l’assenza di collegamenti marittimi tra le isole».

In un comunicato l’Ente Parco spiega che «La realizzazione del primo lotto, che sta per essere conclusa ed è già finanziata, prevede la realizzazione del sistema sia a mare che a terra su Pianosa Montecristo e Giannutri, il secondo lotto completerà l’implementazione delle prime tre isole e  si orienterà su Gorgona, Capraia, Elba e Giglio. Su L’Elba e Giglio le postazioni saranno solo terrestri. Sono previste postazioni fisse e mobili che saranno posizionate al bisogno ed impostate anche  per registrare eventuali atti vandalici a danno delle telecamere stesse». Alla fine una dorsale wireless che parte da Giannutri e terminerà a Gorgona collegherà dunque tutto l’Arcipelago. Il  costo onnicomprensivo  della realizzazione è di circa un 1.100.000 Euro.

Sammuri e la direttrice del Parco Franca Zanichelli hanno evidenziato l’utilità  del sistema  per il  monitoraggio scientifico: «Sono state previste postazioni apposite mobili per osservare i comportamenti di alcune specie protette e per osservare e  prevenire eventuali fattori di disturbo o di minaccia. Sarà possibile anche collegare le telecamere al sito del parco per fare osservazioni in diretta».