Pianosa: dal 17 luglio al via le immersioni subacquee nel mare più intatto del Tirreno

[8 luglio 2013]

Alla fine il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano c’è riuscito:  «Il 17 luglio prossimo sarà inaugurato il  campo boe di Pianosa con i diving le autorità e le forze dell’ordine», spiega il presidente di Federparchi e dell’area protetta Giampiero Sammuri.

«Dopo un lungo e accidentato iter – ha aggiunto – iniziato diversi anni fa, il Parco aprirà ai diving la fruizione subacquea contingentata per la scoperta dei fondali più belli dell’area protetta dell’isola di Pianosa. Questo risultato è il frutto di una proficua collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine  e operatori del settore.  I magnifici fondali  proibiti saranno finalmente visibili a subacquei esperti  e a piccoli gruppi accompagnati da guide ambientali subacquee. Si tratta di una fruizione sperimentale, che è stata preceduta da un monitoraggio scientifico, sono stati definiti i percorsi di immersione e le regole di accesso».

Il Parco apre quindi una delle aree marine più intatte del Mediterraneo che, salvo la piccola pesca della comunità residente degli anni ’50 e ’60 e prima degli anni del carcere speciale e qualche episodio di bracconaggio, è chiusa alla pesca da 150 anni. Un pezzo di Mediterraneo scomparso su un fondale costituito da una barriera sottomarina fossile, qualcosa di davvero eccezionale che potrebbe far diventare Pianosa il “Mar Rosso” del Tirreno.

Ma il Parco, proprio per questo, procede con molta prudenza: «I diving che vogliono essere accreditati e autorizzati dovranno essere  iscritti alla Camera di Commercio, specificare le caratteristiche dei natanti  utilizzati (che dovranno rispondere a dei requisiti di sostenibilità ambientali), pagare un abbonamento annuale e un ticket a immersione per ogni barca. Per la normativa vigente, il Parco potrà autorizzare immersioni dentro la sua propria area competenza solo con accompagnamento di  guide ambientali subacquee formate,  ai sensi della LR 23 marzo 2000, n. 42 e succ. mod “ Testo unico delle leggi regionali in materia di Turismo”».

Sammuri conclude: «La fruizione sperimentale  è consentita al momento con quattro  boe, due boe sono di  sevizio riservate ai mezzi di soccorso e sorveglianza. Una quinta boa, situata nelle vicinanze di un delicato sito archeologico, sarà usata solo successivamente previo accordo con la competente soprintendenza archeologica che ne detterà le prescrizioni di utilizzo».

Chi vuole  fare le immersioni a Pianosa dovrà contattare un diving autorizzato, la cui lista sarà visibile a  breve sul sito del Parco www.islepark.it