Il Presidente del Parco Nazionale ringrazia volontari e volontarie

Pianosa: trovate due piccole tartarughe marine morte avviluppate in una rete

I volontari di Vele Spiegate hanno trovato i rettili marini in avanzato stato di decomposizione, imprigionati in una rete incastrata negli scogli

[13 luglio 2018]

I giovani volontari di Vele Spiegate di Legambiente e Diversamente Marinai che il 12 giugno erano impegnati nelle operazioni di pulizia e censimento dei rifiuti a Pianosa hanno trovato una sorpresa davvero brutta nella magnifica e selvaggia Cala dei Turchi: mentre cercavano di togliere un viluppo di reti da pesca dagli scogli si sono accorti che la matassa in realtà conteneva un piccolo esemplare di tartaruga marina Caretta caretta (ma gli animali uccisi dalle reti sono poi risultati essere due) in avanzato stato di decomposizione del quale spuntava solo una pinna.

I giovanissimi volontari del Cigno Verde ci sono rimasti veramente male «Questo ci fa molta rabbia – ha detto  una di loro – avremmo volute liberarle da quelle reti mortali, per ridar loro almeno un senso di libertà, ma le reti erano impossibili da rimuovere in alcun modo. Poi ci hanno detto che giustamente bisognava avvertire il Parco e la Capitaneria di Porto e lo ha fatto Legambiente Arcipelago Toscano».

Isa Tonso, che coordina per il Cigno Verde i volontari che ogni mattina cercano le tracce di un’eventuale deposizione di tartarughe su 8 spiagge dell’Isola d’Elba, è preoccupata: «Si tratta di una notizia terribile, visto che il ritrovamento è avvenuto a poche miglia dalla spiaggia di Marina di Campo, dove la scorsa estate c’è stata la deposizione record – e fino ad allora la più a nord – di una tartaruga marina nel Mediterraneo, con 118 uova e 107 piccoli nati. Speriamo solo che non si tratti delle “nostre” tartarughine».

I ragazzi di Vele Spiegate evidenziano la preoccupante presenza a Cala dei Turchi di attrezzi da pesca spiaggiati, frutto probabilmente anche del bracconaggio nelle acque integralmente protette di Pianosa, un’attività banditesca, lucrosa e devastante per la biodiversità marina che però recentemente ha subito diversi colpi grazie all’intervento della Guardia di Finanza e a un maggior controllo delle telecamere del Parco Nazionale.

Interviene anche il presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e di Federparchi, Giampiero Sammuri,  che commenta: «Brutta notizia il ritrovamento a Pianosa di due piccole caretta caretta morte avviluppate in una rete, specie dopo l’eccezionale nascita di tartarughine del giugno 2017 scorso che ha coinvolto volontari, operatori e tanti cittadini nel monitoraggio e nella divulgazione. Dispiace per quanto è stato e fatto si continua a fare. D’altra parte la rete spiaggiata portata dalle mareggiate non ci da indizi sulla sua provenienza. Quando questi animali si impigliano nelle reti attive, sempre più spesso, se sono in difficoltà vengono trattenute dai pescatori ed avviate ai centri de recupero, mentre se sono in buone condizioni vengo semplicemente rimesse in mare. Sono invece i pezzi di reti abbandonate, come in questo caso, ad essere mortali. Ritengo sia utile intensificare, con la collaborazione dei centri diving, interventi di pulizie dei fondali nell’area protetta per il recupero delle reti abbandonate, interventi già fatti in passato. Purtroppo il mare è grande e porta pericoli anche da molto lontano, ma questo può essere un piccolo ma importante contributo. Approfitto per ringraziare i giovani volontari di Vele Spiegate di Legambiente e Diversamente Marinai e il gruppo di volontari che ogni mattina cercano le tracce sulle spiagge elbane per il grande impegno e per l’opera di sensibilizzazione».