L’appello dei botanici per preservare questi siti dal degrado e riconoscerli come patrimonio culturale

Piante autoctone spontanee italiane: primo censimento delle località tipiche

Rischio di degrado per circa un terzo delle località in aree non tutelate

[29 agosto 2017]

Grazie allo studio “At the intersection of cultural and natural heritage: Distribution and conservation of the type localities of Italian endemic vascular plants”, pubblicato su Biological Conservation da un team di una quarantine ricercatori italiani, è stato realizzato il primo censimento in Italia delle località tipiche, cioè, spiega l’università di pisa che ha coordinato la ricerca, «i luoghi dove sono state descritte per la prima volta le circa 1.400 piante endemiche italiane, quelle che nascono spontanee solo nel nostro Paese». I ricercatori hanno individuato e geo-riferito circa 1.500 “loci classici” distribuiti su tutto il territorio nazionale, evidenziando «un rischio di degrado per circa un terzo delle località esaminate che si trovano in aree non soggette ad alcuna tutela».

All’ateneo pisano sottolineano che «Lo studio coordinato dal professore Lorenzo Peruzzi del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa nasce da una iniziativa lanciata nel 2010 dal Gruppo per la Floristica, Sistematica ed Evoluzione della Società Botanica Italiana».

Peruzzi spieg che «Molte delle località che abbiamo individuato si trovano lungo la costa e sono anche quelle più a rischio a causa della pressione antropica per conservare di questi luoghi e le specie che vi crescono sarebbe utile introdurre anche in Italia il concetto di “plant micro-reserves”, già utilizzato in altre nazioni europee, nonché mettere in campo altri strumenti legislativi per il riconoscimento di questi siti come patrimonio culturale»”.

Secondo quanto emerge dal censimento e considerando tutto il territorio italiano, «Sono 670 le località tipiche che si trovano sulle isole, mentre 866 sono sulla terraferma. Il maggior numero di siti si trova poi lungo la costa mediterranea (1134), segue per numerosità la ragione alpina (306) e quindi quella continentale (96). Per quanto riguarda infine la tutela del territorio, 1030 siti rientrano nelle aree protette, mentre 506 sono al di fuori e di questi 259 si trovano sulle isole».

Peruzzi conclude: «Le popolazioni che crescono nelle località-tipo sono di fondamentale importanza in tassonomia, la scienza dedicata alla classificazione degli organismi viventi, pertanto la loro conoscenza e conservazione è di fondamentale importanza, tanto più relativamente a specie endemiche italiane, per le quali la nostra nazione ha completa responsabilità di salvaguardia  inoltre i loci classici rappresentano un importante patrimonio storico-culturale, in quanto luoghi visitati, studiati e descritti da rilevanti personalità nella storia della Botanica e delle Scienze naturali».