«La loro eventuale estinzione sarebbe sotto la piena responsabilità italiana»

Piante, ricercatori individuano tutte quelle che vivono solo in Italia: sono ben 1.371

Molte le curiosità, come la “Pinguicola di Poldini”: un'insospettabile pianta carnivora

[6 giugno 2014]

Con il suo patrimonio di storia, territori e tutto ciò che essi contengono – piante, animali testimoni di una straordinaria biodiversità – l’Italia venne soprannominata già nei secoli che furono, dai giovanotti aristocratici in giro per il loro Grand Tour di formazione, come il giardino d’Europa. Ma il reale patrimonio di questo immenso giardino è stato svelato con precisione solo adesso. Alcuni ricercatori italiani hanno infatti appena censito le piante che oggi crescono spontanee esclusivamente in Italia, contandone ben 1.371.

È questo il risultato del primo censimento delle specie e sottospecie endemiche del nostro Paese realizzato da Lorenzo Peruzzi, ricercatore del dipartimento di Biologia dell’università di Pisa, in collaborazione con Fabrizio Bartolucci e Fabio Conti, botanici del Centro ricerche floristiche dell’Appennino, ente co-gestito dal Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga e dall’Università di Camerino. La ricerca, durata quattro anni, è stata appena pubblicata sulla rivista internazionale “Phytotaxa”.

«Il nostro studio ha messo in evidenza che quasi il 19% della flora nazionale è costituito da piante endemiche – ha spiegato Lorenzo Peruzzi – e oltre la metà delle specie e sottospecie si trova nelle due principali isole, Sardegna e Sicilia, seguite in classifica da Calabria, Toscana e Abruzzo».

Fra le 1.371 piante superiori (come ad esempio felci e affini, conifere, piante a fiore) censite non mancano curiosità o sorprese. Come ad esempio la “Pinguicola di Poldini” (nella foto) tipica dell’Italia nord-orientale, una pianta carnivora (o meglio, insettivora) che cattura le prede grazie alle foglie trasformate in trappole adesive. Oppure il “Lino di Katia”, una specie endemica del Massiccio del Pollino in Calabria che vive in una sola remota località in prossimità della vetta del Monte Manfriana.

«La conoscenza delle specie endemiche è indispensabile dato che la loro eventuale estinzione sarebbe sotto la piena responsabilità dell’Italia – ha concluso Lorenzo Peruzzi – questo studio rappresenta quindi un punto di partenza fondamentale da cui partire per approfondire la conoscenza di queste piante sia dal punto di vista evolutivo che conservazionistico».