«Piccolo, fa caldo!» Il diamante mandarino “avverte” le uova per preparare i pulcini (VIDEO)

Possono "personalizzare” la crescita dei loro pulcini con richiami agli embrioni prima della schiusa

[23 agosto 2016]

diamante mandarino

Il nuovo studio “Prenatal acoustic communication programs offspring for high posthatching temperatures in a songbird”, pubblicato su Science da Mylene Mariette e Katherine Buchanan, del Centre for integrative ecology, school of life and environmental sciences della Deakin University, rivela che i suoni prenatali contano molto più di quanto pensavamo per lo sviluppo dei giovani uccelli e che «questo può rivelarsi molto utile per l’adattamento ad un clima sempre più caldo».

Le due ricercatrici australiane hanno dimostrato che i diamanti mandarini possono “personalizzare” la crescita dei loro pulcini in base alle temperature attraverso richiami rivolti agli embrioni prima della schiusa delle uova .

Il diamante mandarino è un uccello simbolo della zona arida australiana che si riproduce in qualsiasi momento dell’anno, ogni volta che la pioggia fa crescere un po’ di verde nel deserto. Questi uccellini  possono riprodursi a temperature che vanno da 15 a 35 gradi centigradi, ma gli embrioni dentro le uova non lo sanno, visto che sono mantenuti dai genitori a una temperatura costante di 37,5° C.

Questo studio ha dimostrato che i genitori in cova «Producono un richiamo speciale quando la temperatura aumenta sopra i 26º C» e che questi richiami vengono emessi «solo pochi giorni prima della schiusa, quando gli embrioni potrebbero essere sviluppati a sufficienza per sentirli – dicono Mariette e Buchanan –  Questo suggerisce che i genitori stiano deliberatamente comunicando con i loro embrioni», per avvertirli se fa caldo. Quando i ricercatori hanno esposto le uova  a registrazioni acustiche in incubatori artificiali, hanno scoperto che gli embrioni prestavano attenzione ai richiami dei genitori. Pulcini nati da uova esposte a questi richiami hanno adattato il loro sviluppo alla temperatura esterna in un modo diverso rispetto a nidiacei non esposti e che avevano ascoltato un altro tipo di richiamo dei genitori

Secondo la Mariette, «Questa ricerca dimostra che i richiami che uccelli sentono come embrioni hanno un impatto su questi individui fino all’età adulta, fino a due anni dopo. Tali effetti profondi e duraturi di esperienza acustica prenatale non erano mai stati dimostrati prima».

La sorprendente scoperta suggerisce quindi che gli uccelli preparino la loro prole alle condizioni di forte caldo dopo la schiusa: i pulcini che erano stati esposti a questo tipo di richiami sono cresciuti più lentamente e si sono rivelati meglio adattati al caldo. La Mariette  però sottolinea in un’intervista a BBC News che «Questo non significa che saranno ancora in grado di riprodursi a temperature estreme, questo era all’interno della gamma che sperimentano attualmente. Ma ciò che è incoraggiante è che si tratta di una strategia che gli uccelli utilizzano per regolare la crescita dei loro figli alla temperatura, che noi non conosciamo».

Precedenti studi si erano per lo più concentrati sull’apprendimento degli embrioni nell’uovo in base a particolari richiami dei genitori, «Sapevamo che potevano avere alcuni effetti a breve termine sulla cognizione e apprendimento – ha detto la Mariette  a BBC News – ma il nostro studio è il primo a dimostrare che è hanno un effetto sulla loro crescita e il loro sviluppo e che tali effetti durano fino all’età adulta. Vuol dire che l’ambiente acustico prima della nascita ha un impatto maggiore di quanto pensassimo».

E’ stata la Mariette a notare dei richiami acuti ritmici mentre effettuava registrazioni sul campo durante il suo dottorato di ricerca: «Stavo guardando come i genitori parlano tra loro per coordinare le cure parentali – spiega la ricercatrice australiana – E’ allora che ho notato che a volte quando un genitore era da solo nel nido, covando l’uovo, e produceva una chiamata del tutto diversa. Mi sono chiesta:  hmm, stanno parlando alle  loro uova?>

Quando ha iniziato a studiare nei dettagli questa stridula “ninna nanna” aviaria, la Mariette scoperto che gli uccelli la cantavano solo pochi giorni prima che le uova si schiudessero e solo quando la temperatura diurna saliva intorno ai 26° C. «Non è che lo fanno spontaneamente ogni volta che è caldo, lo fanno quando fa caldo, e quando gli embrioni potrebbe potenzialmente sentirli», spiega ancora la scienziata.

Per capire l’effetto specifico dei richiami la Mariette e la Buchanan hanno utilizzato dei diamanti mandarini che vivono in voliere all’aperto della Deakin University. hanno raccolto le uova e, per gli ultimi cinque giorni del loro incubazione, fatto ascoltare agli embrioni la “canzone speciale dell’uovo” oppure un tipico richiamo genitore- genitore. Appena nati, i 175 pulcini sono stati restituiti ai vari nidi e il team ha osservato nei minimi dettagli lo sviluppo dei giovani.

All’inizio  i due gruppi erano indistinguibili; il richiamo non aveva influito sul peso alla schiusa dei pulcini.

Ma nel  giro di pochi giorni le cose sono cambiate: «Abbiamo riscontrato che, a seconda se o non avessero ascoltato  il “richiamo del caldo” dei loro genitori, reagivano in modo diverso al caldo – evidenzia la Mariette – Adeguano il loro sviluppo alla temperatura in modo diverso e sollecitano anche il cibo dai loro genitori in modo diverso». In particolare, il “canto del caldo” sembra far sviluppare i pulcini più lentamente – e restano più leggeri – se il loro nido era in un angolo caldo della voliera. In termini evolutivi, essere un peso leggero è generalmente le una cattiva notizia, ma quando le ricercatrici hanno seguito lo sviluppo dei diamanti mandarino fino all’età adulta, si è rivelato il contrario: «Gli uccelli più leggeri che sono cresciuti in nidi caldi hanno prodotto significativamente più uccellini rispetto ai loro compagni d’infanzia più pesanti – dice BBC News –  Inoltre, i pulcini che sono stati vaccinati nell’uovo con il “canto del caldo”  hanno continuato a preferire luoghi di nidificazione più caldi».

La Mariette aggiunge: «E’ come se i genitori stessero preparando i pulcini alla temperatura che sperimenteranno dopo la schiusa. E’ un mistero come l’essere più piccoli fornisca agli uccelli un vantaggio nel caldo. Ma può essere dovuto al fatto che crescere in condizioni calde è costoso per il corpo, mettendo più stress ossidativo sui tessuti: quindi restare piccoli diventa una strategia migliore. Questo potrebbe anche aiutare a spiegare il motivo per cui, mentre le temperature globali aumentano, le popolazioni di uccelli selvatici, in generale, stanno lentamente diminuendo, anche se la maggioranza vede in questo processo conseguenze negative per le specie coinvolte».

Qualunque siano le implicazioni evolutive, i risultati del team della Deakin sono un caso interessante di comunicazione tra genitori e figli non ancora nati. Nicola Hemmings, una specialista di riproduzione degli uccelli dell’università britannica di Sheffield, ha detto alla BBC che gli esperimenti delle sue colleghe australiane «Hanno dimostrato che non solo i genitori possono insegnare loro prole con richiami mentre sono ancora nell’uovo, ma che stanno dando loro informazioni molto specifiche riguardo all’ambiente dove stanno per schiudersi. Sono affascinata dal fatto che questo potrebbe guidare i cambiamenti nello sviluppo dei pulcini. Non sono pensano “mamma dice che là fuori è caldo, è meglio prenderla con calma quando esco  fuori!’, ma questo ha un qualche tipo di effetto fisiologico sul loro corpo che rende il loro tasso di crescita lento. Ha un fondamento ormonale? E’ una risposta allo stress? Penso che sia la prossima  cosa più interessante da vedere».

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